Collezionismo a Roma tra Sei e Settecento

Questo materiale didattico si riferisce al corso di Museologia tenuto dal professor Stefano Pierguidi. Viene analizzato l’ampio fenomeno del collezionismo a Roma nei secoli XVII e XVIII, a partire dalla devoluzione di Ferrara (1598), che portò in città i capolavori delle collezioni estensi, fino alla formazione (e dispersione) della collezione Valenti Gonzaga (catalogo a stampa del 1756). L’analisi delle maggiori quadrerie romane ancora oggi esistenti (Borghese, Pamphilj, Spada, Corsini) è integrata con quelle delle collezioni disperse (Mattei, del Carpio, Pallavicini, Ottoboni), in un continuo confronto con il più ampio quadro europeo (dalle raccolte francesi di La Vrillière e Mazarino, a quelle della corona spagnola, fino a quelle dei principi elettori tedeschi). Viene altresì preso in esame il collezionismo antiquariale, e quello dei disegni e delle stampe, avendo sempre come obiettivo principale quello di ricostruire, quando possibile, la disposizione e l’ordinamento delle raccolte, attraverso un esame diretto degli inventari.

  • Esame di Museologia docente Prof. S. Pierguidi
  • Università: La Sapienza - Uniroma1
  • CdL: Corso di laurea in lettere (letterature - linguaggi - comunicazione culturale)
  • SSD:
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