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Sunti di Storia medievale, libro adottato Storia medievale, Montanari

Riassunto per l'esame di Storia medievale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia medievale, Montanari. Con analisi dei seguenti argomenti: cristianesimo, Chiese episcopali, monachesimo, i regni romano-barbarici, l'impero arabo-islamico, feudi, comitati, alfabetismo e cultura scritta, il nuovo monachesimoe la riforma della Chiesa.

  • Per l'esame di Storia medievale del Prof. P. Galetti
  • Università: Bologna - Unibo
  • CdL: Corso di laurea magistrale in scienze storiche
  • SSD:
Compra 4.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 162
  • 06-12-2012
di 14 pagine totali
 
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Sunti di Storia medievale, libro adottato Storia medievale, Montanari
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Anteprima Testo:
STORIA MEDIEVALE LA METAMORFOSI DEL MONDO ROMANO E LA FINE DELL’IMPERO IN OCCIDENTE Questo periodo di mutamento si può distinguere in 4 fasi: nella prima metà del 3 secolo l’impero visse un’età di relativo splendore, nella seconda metà del 3 secolo si verificarono ripetute sconfitte ai confini, nel 4 secolo vi furono delle importanti modifiche amministrative e politiche, nel 5 secolo cadde l’impero. Tra il 2 e il 3 secolo il costo dell’esercito divenne insostenibile, per cui si allestì una macchina statale, cioè una politica accentrata, per cui nel 4 secolo la società era composta da uomini nuovi e da una rinascenza culturale. I centri urbani più grandi continuarono a crescere e scomparvero i più deboli. Tra il 324 e il 330 Costantino spostò la capitale a Bisanzio e i vescovi dei due imperi ottennero pari dignità. La fine dell’impero è stato vista dagli storici come periodo di cambiamento per eccellenza. IL CRISTIANESIMO: LE CHIESE EPISCOPALI E IL MONACHESIMO DELLE ORIGINI La cristianizzazione è il processo che condusse alla fede le cittadinanze, le popolazioni rurali e le popolazioni barbariche. Questo avvenne in due modi: uno istituzionale, organizzato dalla gerarchia della chiesa, una cristianizzazione delle campagne che avveniva intorno alle pieve (chiese battesimali); uno individuale, la scelta monastica. L’attività missionaria va intesa come un processo di acculturazione. Nelle città dell’impero fra 1 e 2 secolo si organizzarono le prime comunità cristiane. Dal 4 secolo il cristianesimo diventò religione di stato (313 editto di Milano di Costantino per la libertà di culto, 380 editto di Tessalonica di Teodosio unica scelta). Dal 5 secolo partì dalle città un’opera di evangelizzazione delle campagne. A seconda delle dimensione delle città di cui i vescovi erano guide, la loro importanza era più o meno grande (Roma). Il monachesimo comincia ad attestarsi nel 3 secolo, e all’inizio è un movimento eremita. In occidente si sviluppa soprattutto sottoforma di cenobitismo (Girolamo, Benedetto da Norcia). Da ricordare è in particolare l’Irlanda (druidi, Colombano). Nella seconda metà del 4 secolo molte popolazione barbare furono convertite al cristianesimo ariano (Alessandro Ario, Gesù non ha la stessa divinità di Dio). Questa dottrina fu condannata al concilio di Nicea del 325. Il problema centrale delle questioni dottrinale era la trinità; nella parte orientale si formano due pensieri: il nestorianesimo (umanità del Cristo) e il monofisismo (divinità del Cristo). Dopo aver provato ad avvicinare le due correnti, durante l’impero di Giustiniano nel 544 venne emanato l’editto dei Tre Capitoli, condannando il nestorianesimo. Da ciò nacque lo scisma dei Tre Capitoli. LE INVASIONI E I REGNI ROMANO-BARBARICI Le popolazioni barbariche divennero popoli mediante il processo definito etnogenesi, ossia il formarsi e il continuo ridefinirsi delle identità etniche in base a elementi di natura culturale. I rapporti tra romani e barbari erano già intensi a partire dal 2 secolo, ma è dal 3 che elementi germanici costituirono parte dell’esercito romano. Questo equilibrio si spezzò nel 4 secolo a causa dell’indebolimento dell’impero romano. Le invasioni furono dettate da questa consapevolezza e dalla spinta esterna degli Unni, un ampio gruppo di guerrieri nomadi provenienti dall’Asia centrale. Questi movimenti spostarono i Goti (visigoti e ostrogoti). I visigoti cominciarono a massacrare regioni dei balcani, e la sconfitta di Adrianopoli del 378 determinò una nuova strategia di contenimento nei confronti dei barbari: l’hospitalitas, che prevedeva la concessione di 1/3 delle terre alle popolazioni barbariche che dichiaravano fedeltà e offrivano un appoggio militare, e la foederatio, che era un’alleanza in senso stretto in cambio di un compenso. I visigoti tuttavia sotto la guida di Alarico I saccheggiarono Roma nel 410. Tra il 406 e il 407 un’altra ondata migratoria aveva sconvolto i romani: crollò la frontiera del Reno e nuove popolazioni entrarono in Gallia 1
scontrandosi con i Franchi e gli Alemanni, già federati dell’impero. I vandali, gli alani e gli svevi furono costretti ad andare in Spagna, dove c’erano già i visigoti, che riuscirono a costringere i vandali ad andare in Africa settentrionale. La Britannia fu abbandonata dai romani e rimase in balia dei pitti, a cui poi si aggiunsero gli juti e gli angli. Attorno al 450 l’Europa centrale fu luogo di incursione degli unni di Attila, che non arrivò a Roma grazie a papa Leone I. Nel 476 Romolo Augustolo fu deposto e sostituito da Odoacre, un ufficiale sciro, che assunse il titolo di re. Questi nuovi regni romano-barbarici erano caratterizzati da un’originale fusione. In tutti i territori conquistati i barbari erano in netta minoranza, e spesso furono mantenute le leggi romane, ma l’esercito era in mano loro. Il re era depositario del banno, cioè il potere assoluto di costringere, giudicare, punire. I franchi erano fedEspandi »erati romani dal 430, trovarono una reale coesione sotto re Clodoveo (Merovingi), estese i suoi domini in Neustria e Austrasia (nel 550 si aggiunge la Burgundia), nel 510 fece redigere la Lex Salica. Dopo la sua morte il regno fu spartito tra i suoi eredi, ma nell’8 secolo era ormai cresciuto il potere dei maestri di palazzo, funzionari pubblici ai quali fin dal 7 secolo era demandata l’amministrazione dei 3 regni. Gli anglosassoni diedero vita nella Britannia orientale a regni designati dal nome geografico, costringendo le popolazioni britanniche a ritirarsi a nord. Questo portò a una nuova paganizzazione dell’isola, ma verso la fine del 6 secolo fu inviato Agostino. Gli ostrogoti giunsero in Italia per volontà bizantina (per federatio), e dopo la morte di Teodorico nel 526 Bisanzio cercò di riconquistare quei territori. I visigoti riuscirono a integrarsi molto bene, e un esempio è la Lex Romana Visigothorum emanata da Eurico. Il loro regno durò fino al 711. I vandali invece attuarono molte persecuzioni, e furono scacciati dall’esercito di Giustiniano. L’IMPERO ROMANO D’ORIENTE Giustiniano regnò dal 527 al 565 e perno della sua azione politica fu la riconquista dei territori della parte occidentale, e in particolare il Mediterraneo. La guerra greco - gotica durò dal 535 al 553. Il generale Belisario partì dal sud della penisola, ma trovò una coesione tra i goti e la classe senatoria , ma dopo la conquista di Ravenna quest’ultima si piegò, e Totila, il nuovo re dei goti, attaccò la classe senatoria concedendo libertà ai coloni. Per un po’ egli riuscì a conquistare alcuni territori, ma infine l’esercito bizantino prevalse nella battaglia di Gualdo Tadino del 552. Nel 553 tutti i territori affacciati sul Mediterraneo erano soggetti all’autorità imperiale; nel 568 la penisola fu occupata dai longobardi e poi entrarono in gioco gli arabi. Nella prima metà del 5 secolo Teodosio fece raccogliere in un codice la legislazione romana. Nella parte orientale Giustiniano emanò il Corpus Iuris Civilis costituito dal codex, i digesta, le institutiones, le novellae constitutiones (529-534). La prammatica sanzione del 554 estendeva la compilazione legislativa di Giustiniano alle terre riconquistate dell’antica parte occidentale dell’impero. Questo progetto era però fragile, poiché la condizione finanziaria era precaria, esistevano enormi distanze geografiche ed etiniche e culturali, l’arrivo di altre popolazioni ostili. Il nuovo imperatore Eraclio si trovò a dover fronteggiare i persiani, abbandonando la Spagna e la penisola balcanica; la guerra contro i persiani fu vinta e nel 638, per aggiustare i dissidi religiosi, fu proposta una nuova dottrina il monotelismo (unica volontà del figlio di Dio). Questo non migliorò le cose, e comunque Siria e Palestina erano già state occupate dagli arabi. Nel 568 giunsero i Longobardi, che non ebbero mai il controllo totale della penisola (Istria e laguna veneta, Romagna, le marche, parte dell’Umbria, Lazio, Napoli, Salento, Calabria e Sicilia rimasero bizantine). Questi territori furono affidati all’esarca, che risiedeva a Ravenna. In molte zone i ducati si resero indipendenti e l’autorità imperiale divenne solo nominale. Nel 751 Ravenna cadde in mano longobarda. I LONGOBARDI E LE DUE ITALIE I longobardi sono entrati in Italia nel 568 attraverso le alpi Giulie comandati da re Alboino. Secondo il mito detto Origo gentis Longobardorum essi discendevano dalla Scandinavia. Erano 2
soprattutto un popolo in armi, e il re che era il capo militare, era contrassegnato dalla lancia, ed era elettivo. Tra liberi e servi esisteva uno strato giuridico intermedio, quello degli aldi, e la fara era un raggruppamento famigliare con funzioni di unità militare. I capi delle fare erano i duchi e la loro religione era basata sui culti germanici. I bizantini hanno sottovalutato l’irruzione longobarda, e nel 572 Pavia fu conquistata e divenne la capitale del nuovo regno. Dopo la morte di Alboino e il breve regno di Clefi vi fu un decennio senza re, e i duchi spinsero l’esercito sia a ovest che verso il centro e il sud. Venne eletto re Autari, a cui furono donati metà dei beni dei duchi per costituire il fisco regio. Sposò Teodolinda, figlia del duca di Baviera. Morto Autari nel 590, il nuovo re Agilulfo tentò di condurre una politica ecclesiastica autonoma, ma Teodolinda aveva un buon rapporto con papa Gregorio Magno. Gradualmente i longobardi istituirono i ducati, una nuova rete di distretti pubblici, e nelle loro attività i duchi potevano essere affiancati da funzionari minori, come i centenarii e i decani. In ambito rurale avevano grande importanza i villaggi fortificati. Il consolidamento del regno longobardo, avvenuto nel corso del 7 secolo, è testimoniato dal ruolo crescente della capitale e dalla promulgazione di alcune leggi: nel 643 l’editto di Rotari comprendeva le norme dei longobardi (la proibizione della faida). Sotto il regno di Liutprando. « Comprimi
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