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Manuale di diritto amministrativo, Corso - Riassunto

Riassunto di Diritto amministrativo del testo di Guido Corso contenente la sintesi dei concetti più importanti di diritto amministrativo come le associazioni, le fondazioni, le persone giuridichee la giustizia amministrativa.

  • Per l'esame di Diritto amministrativo del Prof. L. Maccarrone
  • Università: Catania - Unict
  • CdL: Corso di laurea in scienze dell'amministrazione
  • SSD:
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Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 71
  • 06-12-2012
di 45 pagine totali
 
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Manuale di diritto amministrativo, Corso - Riassunto
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MANUALE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO Guido Corso PARTE PRIMA: L’ORGANIZZAZIONE Sezione Prima: CONCETTI 1.ORGANIZZAZIONE E PROSPETTIVA GIURIDICA. LE PERSONE GIURIDICHE PUBBLICHE Le Organizzazioni sono insiemi di persone legate fra loro da uno stesso scopo. Esempi di organizzazioni sono i ministeri, il Comune ma anche l’IBM o la FIAT lo sono. Ciò che le differenzia è il loro essere pubbliche o private. Tale differenza però passa in secondo piano in quanto il diritto inizialmente le definisce persone, ovvero soggetti di diritto al centro di un fascio di rapporti giuridici, di diritti e di doveri. La persona giuridica pubblica persegue determinati fini che rimandano ad una collettività di persone, implicando diritti, poteri e doveri che ne giustificano un’autonoma trattazione. 2.DUE SCHEMI: ASSOCIAZIONI e FONDAZIONI Le persone giuridiche, nel codice civile si distinguono in: - Associazioni, nelle quali gli associati sono in primo piano e compongono l’organo sovrano cioè l’Assemblea dei soci, mentre il patrimonio, pur essendo necessario, non è tuttavia un elemento primario; - Fondazioni, nelle quali, al contrario, hanno maggior rilievo i beni destinati ad uno scopo stabilito dal fondatore (25 c.c.) Nelle associazioni i beneficiari sono gli stessi soci; sono, cioè, organismi che operano a vantaggio di chi li ha costituiti e li gestisce. Nelle fondazioni i beneficiari sono soggetti che sono all’esterno della fondazione stessa (poveri, orfani, ecc). Le persone giuridiche pubbliche, dette anche enti pubblici, sono per la maggioranza fondazioni, dette anche istituzioni, e ciò comporta che i beneficiari della loro azione siano all’esterno dell’ente e siano, per di più estranei alla nomina di chi amministra l’ente stesso. Negli enti a struttura associativa, quali ad esempio lo Stato, le regioni, le province, invece, gli stessi soci, poiché destinatari della loro stessa azione, eleggono i loro organi sociali. Queste associazioni in particolare, sono dette politiche poiché il loro fine si riscontra in una pluralità di fini (le altre sono invece monofunzionali, soddisfano cioè un solo interesse pubblico), sono territoriali perché i soci si stanziano in un contesto territoriale più o meno vasto che spesso si sovrappone poiché l’associazione più piccola è parte di quella più grande. 3.FINI E ATTRIBUZIONI La persona fisica può perseguire qualunque fine nelle sue capacità. La persona giuridica, invece, persegue dei fini ben determinati nello statuto o atto costitutivo, che per quanto possa essere un ente a fini generali poiché politico, persegue sempre il benessere sociale. Le leggi della P.A. stabiliscono fini da raggiungere e interessi pubblici da tutelare conferendone anche i poteri necessari. Tali poteri conferiti all’ente sono chiamati attribuzioni; All’interno dell’ente sono distribuiti poi fra gli organi prendendo il nome di competenze. Le attribuzioni sono un fascio di poteri amministrativi, e sono ripartiti sulla base di criteri diversi: per materia, per destinatari, per territorio, per dimensione. 4.ATTRIBUZIONI E COMPETENZE Le attribuzioni sono un fascio di poteri amministrativi attribuiti all’ente. Le competenze sono divise per materia e nell’ambito della materia per funzioni; in casi di necessità o urgenza possono essere conferite anche ad organi diversi da quelli che ne son titolari. La distribuzione del potere per attribuzioni e competenze è lo schema generale corrispondente ad un esigenza di razionalità organizzativa. Inoltre tale distribuzione assicura all’individuo che lo subisce che l’organo che agisce sia abilitato ad esercitare nei suoi riguardi solo quella frazione di potere, risultante dalle attribuzioni e competenze stesse; Per tale motivo l’incompetenza può essere fatta valere come vizio dell’atto messo in essere. 5.ENTE E ORGANO L’ente è una persona giuridica formata al suo interno da più organi; sicché gli effetti degli atti che compie ma anche gli atti stessi sono imputati alla persona giuridica, per l’immedesimazione giuridica che li caratterizza e li riconosce come una medesima entità. 6.MERI UFFICI L’organizzazione è fatta, oltre che di enti ed organi, anche di meri uffici ovvero strutture alle quali sono addette persone cui non sono assegnate competenze ma bensì compiti. I compiti sono adempiuti con lo svolgimento di attività interne, preparatorie degli atti che costituiscono poi l’esercizio delle competenze; possono cagionare invalidità dell’atto conclusivo dell’organo se svolti in appropriatamente, avendo così rilievo indiretto sull’attività esterna. 7.L’ORGANI E L’ORGANO COLLEGIALE L’organo in genere è coperto da una sola persona (sindaco, prefetto,…); in molti altri casi la legge prevede che all’organo siano assegnate più persone; in questo caso l’organo è collegiale. La differenza con l’organo individuale sta nel fatto che quello collegiale ha una vita intermittente, diviene operativo solo a seguito di una convocazione fatta dal presidente del collegio stesso,di solito soggetto autorizzatEspandi »o a farlo. Perché il collegio possa deliberare validamente è sufficiente che si raggiunga il numero legale (o quorum strutturale) ovvero la metà più uno dei componenti il collegio. Tale principio non si applica nei collegi perfetti in cui occorre la presenza di tutti i membri per poter deliberare. In un collegio quello che potrebbe presentarsi come un problema è il dover estrapolare una decisione unitaria da una pluralità di soggetti; A tal fine è istituita la votazione, tramite il principio di maggioranza, su due alternative ovvero su quella che è definita proposta. Questa sarà approvata se voteranno a favore la metà più uno dei presenti alla seduta ovvero se si raggiungerà il quorum funzionale, accertato dapprima quello strutturale. La proposta qualora lasci perplessi alcuni componenti il collegio può essere emendata, ovvero modificata. Dopo di chè si passa alla discussione della stessa e se la perplessità di alcuni continuerà a sussistere questi si asterranno dal votarla andandosi a sommare ai contrari, nel raggiungimento del quorum funzionale richiesto. 8.AMMINISTRAZIONE ATTIVA, CONSULTIVA E DI CONTROLLO Un criterio di classificazione di organi e uffici fa riferimento al tipo di attività svolta: organi di amministrazione attiva, di amministrazione consultiva e di amministrazione di controllo. 9.ORGANI, UFFICI E PERSONE FISICHE. LA QUESTIONE DELL’INVESTITURA L’Investitura è quella particolare operazione che abilita le persone fisiche a ricoprire gli organi e gli uffici, entità astratte che altrimenti non funzionerebbero: può essere di due specie, politica e burocratica. L’investitura politica è tale quando chi sceglie vanta una legittimazione politica e sceglie, di conseguenza, in funzione della prossimità politica del prescelto. L’investitura burocratica è tale quando una persona è chiamata a ricoprire un organo o un ufficio in ragione della sua competenza professionale, della sua preparazione e ciò viene verificato attraverso una procedura selettiva che consiste in un concorso aperto ad una pluralità d’aspiranti. Si è sempre propagandata la supremazia dell’organo politico su quello burocratico in quanto espressione pratica del principio democratico; Tuttavia non risulta essere oggi così vincolante visto la presa di posizione che organi burocratici assumono nei confronti di organi politici. 10.AGENTE E PRINCIPALE Nel Diritto pubblico il principale è la collettività dei cittadini e diverse sono le modalità dirette per far sì che l’azione dell’agente e gli interessi del principale non divergano: a) modalità di reclutamento Sono fondamentalmente due, l’elezione e il concorso. L’ elezione, operazione ripetuta nel tempo a cadenza fissa per garantire l’attualità del rapporto, ha il pregio di affidare al principale, nei panni di elettore, la scelta dell’agente. Il concorso, invece, tende a privilegiare la preparazione professionale dell’agente piuttosto che il rapporto di fiducia messo in risalto dall’elezione. b) requisiti dell’agente Sia il concorso che l’elezione subordinano l’ammissione alla competizione elettorale o al concorso stesso a dei requisiti personali. c) schemi organizzativi Guidano la collocazione dell’agente nell’organizzazione. d) regole di progressione Le organizzazioni burocratiche sono articolate in ruoli, qualifiche, carriere ecc. nell’ambito dei quali l’agente non occupa una posizione fissa e permanente ma tende ad ascendere verso l’alto, a seconda dalla “performance” effettuata, attraverso la promozione e) responsabilità L’agente che esulerà dalla promozione dell’interesse del principale risponde verso i terzi e verso l’ente da cui dipende con relativa azione davanti alla Corte dei Conti. 11.RAPPORTO D’UFFICIO E RAPPORTO DI SERVIZIO La persona fisica è legata all’ente da due tipi di rapporti: - il RAPPORTO D’UFFICIO, ovvero quello per cui la persona fisica si identifica con l’ente per il quale agisce: i suoi atti sono atti dell’organo e quindi dell’ente che ne risponde. - il RAPPORTO DI SERVIZIO, è invece quel rapporto tra due soggetti, una persona giuridica e una fisica, in cui quest’ ultima si impegna, dietro corrispettivo o ad altro titolo, a mettere le sue energie a servizio dell’ente pubblico. Nel primo caso il servizio è professionale, altrimenti è onorario. 12.UFFICI VACANTI Quando le persone fisiche che ricoprono l’organo o l’ufficio siano assenti o impedite nello svolgimento delle competenze o compiti loro assegnati il funzionamento dell’organo deve essere comunque assicurato. Si ricorre quindi al principio della continuità delle funzioni amministrative, invocato spesso anche per far fronte alla possibilità che l’organo rimanga vacante per decorso di termine della carica del titolare e non si sia ancora provveduto a nominare il successore, ovviato con il mantenimento in carica del vecchio titolare. Secondo la Corte Costituzionale 208/1992 tale prorogatio senza limiti temporali contrastava con il principio di legalità poiché abilitava persone prive d’investitura all’esercizio « Comprimi
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