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Sunti di Pedagogia Generale, libro adottato Il Pedagogista, Dewey

Riassunto per l'esame di Pedagogia Generale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Pedagogista, Dewey. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'eredità pedagogica di Dewey nella riflessione contemporanea (i prosecutori del suo pensiero), la scuolae il progresso sociale, scuola e società.

  • Per l'esame di Pedagogia Generale del Prof. -. Non definito
  • Università: La Sapienza - Uniroma1
  • CdL: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
  • SSD:
Compra 4.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 7
  • 17-01-2013
di 3 pagine totali
 
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Sunti di Pedagogia Generale, libro adottato Il Pedagogista, Dewey
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Anteprima Testo:
DEWEY IN GENERALE Visse negli USA per quasi 100 anni dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento. Egli riteneva che la società determina il comportamento degli individui ma a sua volta gli individui modificano la società. I bambini però vivono in una realtà scolastica che li allontana dalla vita reale ed è perciò necessaria una riforma della scuola. I bambini devono tornare ad imparare attraverso un contatto diretto con le cose, attraverso l’osservazione, l’ingegno, l’immaginazione ed il pensiero logico. Per questo Dewey, fondendo idealismo, pragmatismo, evoluzionismo suggeriva di inserire nella programmazione scolastica anche l’insegnamento di un lavoro manuale e di organizzare l’ambiente scolastico accuratamente, plasmandolo sulle esigenze del bambino. Inoltre egli definisce il RAPPORTO SOGGETTO-OGGETTO mettendolo in relazione col concetto di “transazione”: né il soggetto né l’oggetto sono precostituiti, come pensava la filosofia classica, ma si costituiscono reciprocamente nello scambio che avviene nel processo di conoscenza. CRITICHE A DEWEY: gli si rimproverarono l’eccessivo ottimismo, l’eccessivo puerocentrismo e il mancato superamento della prospettiva socio-adattiva per valorizzare le capacità fondamentali e la struttura delle discipline. Infatti troppo spazio era dato all’esperienza e l’apprendimento che ne seguiva era decisamente poco “intellettuale”; in molti vollero il ritorno ad un’educazione di stampo liberale in cui la libertà interiore è conquistata attraverso il valore della cultura. CONFRONTO TRA DEWEY E FROEBEL: per Dewey è importante la realtà nella vita dei ragazzi, mentre per Froebel è essenziale l’immaginazione della realtà. Tratti comuni sono invece il considerare come principale compito della scuola educare i ragazzi ad una vita di cooperazione e di aiuto reciproco tenendo in considerazione le inclinazioni e le attitudini di ognuno. L’EREDITÀ PEDAGOGICA DI DEWEY NELLA RIFLESSIONE CONTEMPORANEA (coè i prosecutori del suo pensiero) Hanno portato avanti le teorie di Dewey: - coloro che hanno aderito all’attivismo pedagogico europeo - i pedagogisti progressisti americani William Kilpatrick, Helen Parkurst, Carleton Washburne - i pedagogisti laici italiani: Lamberto Borghi, Aldo Visalberghi
1
“LA SCUOLA E IL PROGRESSO SOCIALE”
costituisce il primo saggio del testo “Scuola e società”. Egli vi delinea una ipotesi di RIFORMA SCOLASTICA in linea con i tempi. Inizialmente Dewey afferma che il punto di vista individuale sulla scuola deve sapersi innalzare al punto di vista sociale (“Ciò che i genitori vogliono per i propri figli, la società vuole per tutti i suoi bambini”). L’autore prosegue affermando che alle modifiche sociali (molto profonde in seguito alla rivoluzione industriale) devono seguire innovazioni nel campo educativo, senza per questo disprezzare gli effetti educativi del sistema economico precedente. Egli suggerisce l’inserimento del LAVORO MANUALE A SCUOLA, in quanto esso susciterebbe l’interesse e l’attenzione dei bambini in modo del tutto spontaneo rendendoli svegli e attenti e preparandoli ai compiti pratici della loro vita futura. Esso inoltre favorisce l’aiuto reciproco, la capacità di soccorrere gli altri e quell’altruismo che invece all’interno delle scuole tradizionali vengono rigidamente banditi. Per quanto riguarda la disciplina è chiaro che lì dove si lavora non ci può essere silenzio come quando si ascolta passivamente una lezione; tuttavia anche in questo caso è presente comunque una forma di disciplina, che scaturisce dal rispetto delle regole di quella che assomiglia sempre più a una vera comunità. Queste occupazioni nella scuola non dovrebbero però avvenire attraverso strumenti pratici e modi quotidiani (come imparare a cucinare, a cucire, ecc.) ma dovrebbero compiere un percorso interdisciplinare che permetta di imparare non la semplice manualità ma tutta una serie di cose: ad esempio non bisogna semplicemente insegnare ai bambini a tessere, ma si deve far loro compiere lo stesso percorso che ha compiuto l’uomo nella storia (iniziando col procurarsi direttamente dalle pecore la lana, poiinventando ei macchinari per tessere, ecc.). IN CONCLUSIONE POSSIAMO AFFERMARE CHE DEWEY VALORIZZA IL LAVORO COME CATEGORIA INTERPRETATIVA DELLA REALTÀ SPIRITUALE E NON COME OCCUPAZIONE UTILITARISTICA.
2
“SCUOLA E SOCIETÀ” (1899): Pur essendo stato scritto nel 1899, contiene riflessioni applicabili a temi del tutto attuali, quali il rapporto tra il sistema scolastico e il sistema sociale, le migliori modalità didattiche e il valore di certe discipline nel curricolo. Le prime tre parti del testo sono trascrizioni rielaborate di conferenze tenute a genitori, docenti ed educatori, nelle quali Dewey cerca di convincere l’uditorio della validità della sua prospettiva pedagogica anche per trovare nuovi sostenitori economici al suo esperimento di scuola annessa all’Università di Chicago. Dewey in quest...
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