Guinizzelli: metafora dell'uccello catturato

Questo appunto si riferisce al corso di Filologia della letteratura italiana mod. B tenuto dal professor Francesco Iovine. Una metafora di un sonetto di Guinizzelli, tratta dall'ambito tecnico dell'uccellagione, è stata interpretata come un invito a soggiacere alla signoria altrui: un uccello catturato nella pania non deve divincolarsi, perché più si divincola più è preso ("un uccello preso al laccio ha difficile il dibattersi"). Contini ha suggerito una nuova interpretazione: la volontà sarebbe quella di Dio, la regola quella monastica, e il sonetto un'esortazione devota. Ma il principio del Cristianesimo è il libero arbitrio, dunque bisogna interpretare il sonetto nel contesto cronologico coevo. Il dio che esige la sottomissione della volontà nei testi coevi è il dio Amore.

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