Economia degli intermediari finanziari - Appunti

Forward: Un contratto a termine (o Forward) è un contratto di compravendita con il quale due parti convengono alla data corrente t di scambiarsi un determinato “bene” ad una pattuita data T futura, ad un prezzo fissato oggi detto Prezzo Forward (o prezzo a termine). Con questo strumento derivato la parte in posizione long (compratore) in T acquista obbligatoriamente il sottostante al prezzo pattuito in t. Di contro la parte in posizione short (venditore) è obbligata a vendere il bene sottostante al prezzo pattuito. I contratti forward a differenza dei future sono scambiati OTC (over-thecounter) ovvero fuori dai mercati regolamentati. Nel contratto forward, gli unici flussi di cassa si manifestano alla scadenza, quando l'acquirente riceve il bene sottostante in cambio del prezzo concordato nel contratto (physical delivery).
Future: I contratti Future nascono a partire dai limiti dei Forward: si tenta di risolvere il rischio di controparte (essendo scambiati in mercati regolamentati con prezzi e quantità fisse  contratti standardizzati) e il rischio di liquidità grazie alla presenza di una Clearing House (camera di compensazione) e al meccanismo di Daily settlement (regolazione giornaliera delle posizioni individuali nette) e Margin account (conto marginale). La logica di scambio di attività sottostanti è comune a quella del Forward. Con la Clearing House il rischio di controparte si uniforma, grazie alle selezione preventiva dei soci e mediante il versamento di un margine iniziale (attualmente pari al 10,25% del capitale iniziale) a titolo di deposito cauzionale. Il meccanismo dei margini (Iniziale e di Variazione  Daily settlement) consolida la diminuzione del rischio di liquidità a cui i contratti Forward sono esposti.
Opzioni: Le opzioni sono contratti finanziari che danno al compratore – dietro il pagamento di un importo iniziale - il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare (opzione CALL) o vendere (opzione PUT) una data quantità di un’attività finanziaria sottostante, ad un determinato prezzo di esercizio chiamato “strike price” (K) ad una data specifica o entro tale data. Tipologie: - Europee - Americane - Asiatiche - Esotiche (varie) Quando il prezzo del sottostante è pari al prezzo di esercizio si dice che l’opzione è «at the money», quando il prezzo è tale per cui chi ha comprato l’opzione guadagnerebbe dal suo esercizio si dice che l’opzione è «in the money» mentre nel caso opposto si parla di «out of the money». Le diciture si abbreviano in ATM, ITM, OTM.
Call: Garantisce al possessore il diritto di ricevere a scadenza (o entro la scadenza) e ad un prezzo prefissato il sottostante. Come è chiaro l’esercizio avrà senso solo se il prezzo del sottostante sarà superiore allo strike poiché il possessore della call avrà il diritto di acquistare il sottostante ad un prezzo strike “K” quando sul mercato tale sottostante ha un valore pari a “ST ” (dove ST > K) ed il profitto realizzato sarà pari alla differenza tra il prezzo di mercato e lo strike (Profitto= ST – K). Dal momento che l’acquisto della call ha un costo, il grafico del payoff della call origina nel quadrante negativo. In caso di ribasso dei prezzi, il valore della call tenderà a zero e la massima perdita che l’investitore sosterrà sarà il prezzo pagato.
Put: Garantisce al possessore il diritto di vendere a scadenza il sottostante ad un prezzo prefissato. In questo caso, l’esercizio avrà senso solo se il prezzo del sottostante sarà inferiore allo strike (se ST > K). Il profitto realizzato ammonterà alla differenza tra lo strike e il prezzo di mercato. La put è spesso utilizzata da chi desidera proteggere il proprio portafoglio dai ribassi del mercato. Acquistare un titolo e la relativa put permette di ottenere i guadagni in conto capitale sul titolo in caso di mercato crescente e al tempo stesso di evitare di perdere qualora scendesse. Questa strategia prende il nome di “put protective strategy”.
Swap: Dal verbo inglese «scambiare», designa il contratto (tipicamente trattato OTC) attraverso il quale due soggetti pattuiscono lo scambio di flussi di denaro determinando le regole di calcolo dei flussi (naturalmente diverse per le due controparti e solitamente basate su grandezze di mercato), le date future in cui questi flussi saranno scambiati, le eventuali condizioni che dovranno verificarsi perché lo scambio avvenga. Gli Interest Rate Swap (talvolta abbreviati con IRS) sono una delle tipologie più diffuse e studiate, al punto che non è infrequente che si rivolga ad essi chiamandoli semplicemente swap e si parli di swap intendendo proprio questo tipo specifico. La versione base (plain vanilla) di questo contratto prevede lo scambio di interessi (solitamente su base mensile) calcolati da un lato (detto anche gamba) secondo un tasso di interesse fisso e dall’altro secondo un tasso di interesse variabile su uno stesso capitale detto nozionale.
Credito al consumo: Possono accedervi: - Persone Fisiche; - Soggetti dotati di capacità di rimborso o in possesso della garanzia di un terzo. Per credito al consumo si intende la concessione, nell'esercizio di un'attività commerciale o professionale, di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (consumatore). 2. L'esercizio del credito al consumo è riservato: a) alle banche; b) agli intermediari finanziari;
Criteri di valutazione del credito.. TAN: Tasso Annuo Nominale ossia il tasso annuo sulla cui base viene calcolato l’interesse dovuto al creditore (secondo una legge lineare per scadenze al di sotto dell’anno). TAEG: Tasso Annuo Effettivo Globale. ‘Effettivo’ indica che è calcolato secondo la capitalizzazione composta e quindi risente della differente frequenza di rateizzazione dei prestiti (mensile, semestrale, annuale etc.). ‘Globale’ indica che tiene conto di ogni spesa connessa al credito (spese istruttoria pratica, spese per incasso rate, spese per attività di mediazione, assicurazioni obbligatorie etc.).
Mutuo: è quel contratto bancario attraverso il quale la banca (mutuante) si impegna a corrispondere ad un beneficiario (mutuatario) una somma di denaro; quest’ultimo si impegna a restituire la somma presa in prestito secondo un piano di rimborso che stabilisce periodicità e ammontare delle rate (c.d. piano d’ammortamento). Tasso fisso Fissati durata e TAN si ricava il valore della rata necessario ad azzerare il debito alla scadenza. Ogni rata del mutuo è composta da una quota interessi e da una quota capitale. La quota interessi si ricava applicando il TAN al debito residuo del periodo precedente, per differenza dal valore fisso della rata si ricava la quota capitale che va a ridurre il debito residuo e così via.
Mutuo: il contratto di mutuo è uno strumento finanziario con il quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettanto cose della stessa specie. Si tratta di un prestito a medio lungo termine erogato dalla banca in un’unica soluzione, in cambio del quale il mutuatario è obbligato a corrispondere una successione di versamenti periodici. Le rate sono destinate al pagamento degli interessi e al rimborso del capitale prestato, secondo un piano di ammortamento definito al momento della stipulazione del contratto.
Ammortamento francese rappresenta la forma di piano di rimborso utilizzata con maggiore frequenza dalle banche nella concessione di prestiti a medio-lungo termine. L’elemento distintivo è costituito dal versamento da parte del debitore di rate posticipate periodiche, costanti per tutta la durata del finanziamento. Dato che le rate sono costanti, è chiaro che le quote capitali devono essere via via crescenti e le quote interessi decrescenti. La somma del capitale concesso in prestito è uguale alla sommatoria delle rate costanti attualizzate, pagate dal debitore in ogni periodo.
Ammortamento italiano: le rate hanno una quota capitale costante e una quota interessi decrescente. Sono quindi nel complesso delle rate decrescenti. La quota capitale è facilmente calcolabile in quanto basta dividere l’importo ricevuto per la durata del prestito.
Periodo di pre-ammortamento è costituito da quell’intervallo di tempo iniziale in cui il mutuatario non effettua rimborsi di capitale e non intacca il debito residuo ma corrisponde la quota interessi, calcolata a un tasso diverso rispetto a quello di rimborso.
Indicizzazione del prestito: è un metodo che consente di adeguare la struttura del mutuo a variazioni dei tassi di riferimento del mercato. Le ragioni del’utilizzo della procedura di indicizzazione vengono collegate a due esigenze: da una parte la banca si tutela da eventuali aumenti dei tassi attivi sui finanziamenti, dall’altra la clientela riceve una forma di protezione nel caso in cui dovesse diminuire il costo del credito. L’indicizzazione viene effettuata dalle banche attraverso due diverse forme contrattuali: 1) indicizzazione reale: dove l’indicizzazione avviene sul capitale prestato e il debito residuo può subire variazioni rispetto ai parametri di mercato scelti come indici. 2) indicizzazione finanziaria: in questo caso vengono indicizzati gli interessi ed è il modello più diffuso.
Il tasso del mutuo è periodicamente aggiornato poiché è legato a un paniere di tassi riportati nel contratto come parametri di indicizzazione.

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