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Diritto tributario - la cessione del ramo d'azienda

Appunti di Diritto tributario sulla cessione del ramo d'azienda. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli aspetti civilistici, il contratto di cessione, il potenziale venditore, il divieto di concorrenza, l'atto di cessione, gli aspetti contabili, gli aspetti fiscali.

  • Per l'esame di Diritto tributario del Prof. M. Nussi
  • Università: Udine - Uniud
  • CdL: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
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Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 28-02-2013
di 7 pagine totali
 
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Diritto tributario - la cessione del ramo d'azienda
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Anteprima Testo:
IPOTESI N.1: CESSIONE DI RAMO D’AZIENDA
Aspetti civilistici Le
disposizioni
relative
alla
cessione
delle
aziende sono contenute negli art. 2556 e ss. del codice civile. In particolare, l’art. 2556 prevede che i contratti che
hanno
per
oggetto
il
trasferimento
della
proprietà o il godimento dell’azienda devono essere provati
per
iscritto
“salva
l’osservanza
delle
forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l’azienda”. Il contratto deve essere redatto in forma pubblica o
scrittura
privata
notaio
dovrà
l’atto
di
autenticata
depositare,
cessione
dal
entro
presso
notaio.
trenta
il
Il
giorni,
registro
delle
imprese. In genere il contratto di cessione è preceduto da un
contratto
trattative
tra
preliminare le
parti.
nella Oggetto
fase del
delle
contratto
preliminare non è il trasferimento dell’azienda ma l’assunzione dell’impegno bilaterale a trasferire l’azienda.
Tale
contratto
può
prevedere,
ma
non
necessariamente, il pagamento di una somma da parte del
potenziale
acquirente,
a
titolo
di
caparra
confirmatorie o a titolo di acconto sul prezzo di cessione,
che
sarà
definito
nel
contratto
di
cessione. Qualora il contratto di compravendita non si
perfezioni,
e
la
colpa
sia
da
imputare
al
- 2 -
potenziale acquirente, il potenziale venditore ha diritto di trattenere la caparra e di restituire l’acconto. Colui che cede l’azienda (o il ramo d’azienda) ha l’obbligo
di
astenersi
dall’iniziare
una
nuova
impresa che, per l’oggetto, l’ubicazione o altre circostanze
sia
dell’azienda
idonea
ceduta.
Il
a
sviare
divieto
la
di
clientela
concorrenza,
sancito dall’art. 2557 c.c., è imposto al venditore per un periodo di cinque anni dal trasferimento, ed è naturalmente a tutela dell’acquirente. È possibile, su espressa pattuizione delle parti, concordare mentre
una
non
durata
è
inferiore
possibile
ai
prevedere
cinque
anni,
una
durata
superiore, salvo il riconoscimento di un indennizzo alla parte venditrice. L’atto di cessione presuppone il subentro da parte dell’acquirente l’esercizio
nei
contratti
dell’azienda
stessa
stipulati che
non
per
abbiano
carattere personale, salvo differente pattuizione. Si ricorda che cedendo un’azienda (o un ramo di essa)
si
finiscono
per
alienare
beni
aventi
caratteristiche differenti, dunque non solo beni, ma anche crediti e debiti.
Aspetti contabili Le
annotazioni
cessione
contabili,
d’azienda,
hanno
nell’operazione la
funzione
per
di il
cedente di eliminare dalla contabilità i cespiti
- 3 -
aziendali
oggetto
della
cessione
e
per
il
cessionario di inserirli nella sua contabilità. Per quanto riguarda il cedente, questi deve avere cura di approntare una situazione patrimoniale alla data della cessione, dalla quale emerga il reddito della frazione d’esercizio che si chiude a quella data ed il corrispondente valore del capitale netto di funzionamento. Dunque, lo storno dalla contabilità delle attività e passività cedute si effettua a valori contabili. La differenza tra il prezzo di cessione e la somma algebrica
delle
attività
e
passività
cedute
(a
valori contabili) è la plusvalenza da cessione. L’acquirente
rileva
le
attività
e
passività
al
valore desunto dallo stato patrimoniale di cessione (a
valori
avviamento
correnti), (se
rilevando
previsto)
che
il
potrà,
valore in
di
seguito,
essere ammortizzato.
Aspetti fiscali Imposte Dirette Il D.P.R. 22 dicembre n. 917 (TUIR) considera la cessione
d’azienda
come
un’operazione
idonea
a
produrre reddito tassabile in forma di plusvalenza, riconducendo
tale
reddito
nella
categoria
dei
concorrono
alla
redditi d’impresa. Ai
sensi
dell’art.
86
del
TUIR
formazione del reddito anche le plusvalenze delle aziende,
compreso
il
valore
di
avviamento,
- 4 -
realizzate unitariamente mediante cessione a titolo oneroso. La
plusvalenza
corrispettivo
è
data
dalla
pattuito
differenza
ed
il
tra
costo
il non
ammortizzato, comprensivo dell’avviamento. Quest’ultimo
è
molto
difficile
da
determinare,
poiché dipende sia da fattori soggettivi, inerenti alle
qualità
dell’imprenditore,
sia
da
fattori
oggettivi, che invece derivano dall’organizzazione aziendale e dalle circostanze favorevoli di mercato e di congiuntura. L’avviamento è definito dal Principio Contabile n. 24
come
“l’attitudine
utili
in
misura
Nella
pratica
di
un’azienda
superiore può
a
essere
a
quella molto
produrre
ordinaria”.
complessa
la
determinazione del valore di avviamento. Dunque, dati
gli
elementi
determinazione
aleatori
della
voce
e in
la
difficoltà
esame,
spesso
di si
calcola l’avviamento facendo la media del reddito realizzato
negli
ultimi
tre
anni
di
esercizio,
moltiplicato per due o per tre; altre volte si determina l’avviamento facendo una media del volume d’affari degli ultimi tre anni. Molti
uffici
determinazi...
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