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Costituzioni comparate – Bardusco – Riassunto

Riassunti 'Costituzioni comparate' - Bardusco e altri per la materia di Diritto Costituzionale Comparato. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Percorsi di costituzionalismo europeo dal secondo conflitto mondiale, IlRegno Unito, La Costituzionedegli Stati Uniti d’America, ecc.

  • Per l'esame di Diritto Costituzionale Comparato del Prof. E. Castorina
  • Università: Catania - Unict
  • CdL: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
  • SSD:
Compra 4.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 16
  • 01-03-2013
di 38 pagine totali
 
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Costituzioni comparate – Bardusco – Riassunto
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COSTITUZIONI COMPARATE Bardusco - Furlan - Iacometti - Martinelli - Vigevani - Viviani Schlein GIAPPICHELLI EDITORE -Torino Introduzione. Percorsi di costituzionalismo europeo dal secondo conflitto mondiale. 1. Introduzione storica. A seguito della Seconda Guerra Mondiale, in Europa si assiste ad un periodo di relativa tranquillità. Vi sono i due grandi blocchi contrapposti nella Guerra Fredda: occidente in mano agli U.S.A. (Nato) e oriente sotto la U.R.S.S. (Patto di Varsavia). Nella parte occidentale assistiamo ad una progressiva emancipazione dalle dittature (le ultime Spagna, Portogallo e Grecia solo negli anni Settanta), cosa che non avviene invece in quella orientale, soggetta all’Unione Sovietica (fino al 1989). Possiamo quindi distinguere 3 cicli di adesione allo Stato Liberale: - Nell’immediato dopoguerraItalia, Germania, Francia, Danimarca, Paesi Bassi. - Anni ’70Grecia, Portogallo, Spagna. - Anni ’90Paesi dell’ex U.R.S.S. e Balcani. Negli anni ’90 bisogna anche ricordare la nuova Costituzione del Regno Unito (sotto T. Blair). 2. La nozione giuridica di Costituzione ed i processi costituenti. Nozione di Costituzione: - Costituzione come espressione del potere costituentela sovranità appartiene al popolo. - Costituzione come norma giuridica superiorem non recognoscensè la fonte superiore di produzione del diritto e le altre fonti trovano nella Costituzione la propria disciplina. - Costituzione come tavola nella quale sono scolpiti i “valori” condivisi, in un dato momento storico, da un popolo e ritenuti ineliminabili per la pacifica convivenzademocrazia, pluralismo, uguaglianza, tutela dei diritti e delle libertà, doveri, protezione, … - Costituzione come limite al potere politico e, al contempo, come insieme di regole organizzative del medesimoil potere politico deve rispettare regole giuridiche: vengono così impediti gli abusi. Modalità di approvazione della Costituzione: - Elezione a suffragio universale dell’Assemblea Costituente, che redige il testo (Italia, Slovenia, Croazia, Rep. Ceca). - Approvazione di un testo da parte delle Camere elettive che agiscono in base alla legalità costituzionale (Polonia, Bulgaria). - Referendum per approvare un testo (Francia, Turchia). 3. L’organizzazione del potere politico negli ordinamenti costituzionali: la forma di stato. Lo Stato è formato da tre elementi: popolo, territorio, sovranità. Parlare di forma di Stato significa identificare questi elementi prendendoli singolarmente e nelle loro interazioni. Nel secondo dopoguerra, la maggioranza degli ordinamenti che sono venuti a formarsi hanno assunto come modello quello democratico-sociale, che tutela i diritti soggettivi (civili e politici) e che tutela il diritto sociale fornendo il cosiddetto welfare (insieme di servizi di natura educativa, sanitaria, assistenziale e previdenziale). Importante sottolineare anche il processo di decentramento amministrativo e il riconoscimento delle autonomie territoriale, volte ad alleggerire la burocrazia statale. Un particolare tipo di decentramento è lo Stato Federale (Germania, Austria, Belgio), che rapporta verticalmente i propri apparati, che godono di una forte autonomia rispetto all’entità statuale centrale (a cui, comunque devono far riferimento). In altri Paesi, come ad esempio Italia, Portogallo e Francia, vi è stato l’interporsi di entità territoriali tra lo Stato ed enti locali: le Regioni. 4. L’organizzazione del potere politico: la forma di governo. Per forma di governo si intende la disciplina dei rapporti tra gli organi costituzionali di vertice e, in particolare, la distribuzione della funzione di indirizzo politico tra Parlamento, Governo e Capo dello Stato. Il costituzionalismo europeo contemporaneo è caratterizzato dall’estesa diffusione del governo parlamentare, inteso come regime politico di separazione dei poteri nel quale il Governo è responsabile avanti il Parlamento elettivo e, per conservare i propri poteri, deve godere della sua fiducia. In tale regime, il Capo dello stato deve delinearsi come organo neutrale. Vi è poi la variante semipresidenziale: in tal caso, il regime politico è bi-rappresentativo in quanto all’asse Parlamento-Governo si affianca un Presidente legittimato dal suffragio universale, che gode di un altro grado di discrezionalità. Non ha avuto seguito in Europa il modello presidenziale (U.S.A.), contraddistinto da una forte cesura tra potere esecutivo e legislativo e da una forte concentrazione nelle mani del Capo dello Stato, eletto a suffragio universale, del potere governante. Tipicamente svizzera, invece, la forma direttoriale, in cui l’organo esecutivo (Consiglio Federale) è eletto dall’Assemblea Federale per 4 anni di mandato irrevocabile. Nei sistemi costituzionali europei il regime parlamentare presenta le seguenti tendenze comuni: - Razionalizzazione dei rapporti fra Parlamento e Governorapporto fiduciario. - Prevalenza del Governo sul Parlamentoil Governo interviene anche nella funzione legislativa. - RaEspandi »fforzamento del ruolo del Primo Ministro all’interno del Governoha investitura parlamentare, sceglie e revoca i membri del gabinetto, dirige e costituisce organi collegiali ristretti, dispone di servizi informativi e organizzativi. - Tendenza monistail Governo è responsabile politicamente solo nei confronti del Parlamento. - Carattere mono-rappresentativoil popolo è rappresentato solamente dal Parlamento (monocamerale o bicamerale). 5. Le garanzie (rigidità, controllo di costituzionalità delle leggi, diritti dei cittadini, autonomia della magistratura, democrazia protetta). Le costituzioni sorte dopo la Seconda Guerra Mondiale si prefiggono come ulteriore obiettivo la propria conservazione, effettuata attraverso delle garanzie: - Rigiditànon modificabilità attraverso legge ordinaria e necessità di un ampio consenso delle forze parlamentari. - Controllo di costituzionalitàle leggi e gli atti con forza di legge vengono vagliati per metterne in luce eventuali aspetti incostituzionali. - Catalogo dei diritti fondamentalinucleo essenziale non sottoponibile a revisione. - Autonomia ed indipendenza della magistraturagaranzia di un’equa applicazione della legge. - Democrazia protettasistema di repressione di forme anticostituzionali ed antidemocratiche. Il Regno Unito. 1. Introduzione. Nel Regno Unito non vi è una Costituzione in senso formale, non vi è un’elencazione completa dei diritti dei cittadini, sussistono istituti arcaici e vi è una differente concezione di divisione dei poteri. È uno dei più antichi ordinamenti liberal-democratici, in quanto gli inglesi sono stati i primi a limitare i poteri del sovrano. Dall’antica esperienza inglese discendono l’istituzione parlamentare, il bicameralismo, la responsabilità dei ministri, l’irresponsabilità del Capo dello Stato e il concetto di habeas corpus. 2. Brevi premesse di storia costituzionale. La storia costituzionale inglese si può far partire dal 1215, quando i baroni imposero al sovrano inglese la Magna Charta, un documento solenne ch prevedeva garanzie tributarie e penali agli individui. Sempre durante il XIII secolo, venne convocato il Magnum Concilium, non solo per quanto riguardava i Lords ma anche per la neonata House of Commons, introducendo così il bicameralismo. Tuttavia, fino al XVII secolo, i poteri del sovrano rimasero molto vasti e il Parlamento veniva convocato a sua discrezione. La svolta parlamentare si ebbe a metà XVII secolo, con l’uccisione di re Carlo I e con la “Gloriosa Rivoluzione” che portò alla fuga del re Giacomo II e la proclamazione di Guglielmo d’Orange da parte delle Camere. Queste imposero al sovrano l’accettazione del Bill of rights, con cui il re si sottoponeva alla legge ed accettava il divieto di porre veto o di abrogare le norme, nonché la regolamentazione della successione al trono. Nel 1707 venne unificata la corona inglese a quella scozzese nel Regno di Gran Bretagna. Il potere del sovrano va mano a mano riducendosi, così come l’assunzione di responsabilità, che grava sempre più sui ministri (che possono essere indagati anche per impeachment). Il passaggio ad un compiuto regime liberale avvenne gradualmente nel corso del XIX secolo, attraverso un progressivo spostamento del potere politico dall’aristocrazia terriera alla borghesia industriale ed attraverso una più ampia affermazione di libertà civili e politiche. L’Ottocento è il secolo dell’Inghilterra industrializzata, imperialista e riformatrice: nascono i sindacati, viene dichiarato libero il cattolicesimo e viene abbozzata la legislazione di tutela dei lavoratori. Vi fu l’estensione del suffragio e il definitivo passaggio dalla monarchia costituzionale alla forma di governo parlamentare, con il distacco dell’esecutivo dalla Corona, benché il Governo sia sottoposto al potere Parlamentare. 3. La forma di governo attuale: il “modello Westminster” di democrazia. Crisi della netta divisione fra Parlamento e Governo dovuta alla nascita dei partiti di massa, all’ingresso nella vita politica dei ceti inferiori (1918) e al Welfare State, che provocò l’intervento dello Stato nell’economia e la crescita dell’apparato amministrativo e burocratico. Nel corso del XX secolo assistiamo quindi alla perdita di autorità del Parlamento a vantaggio del Cabinet e del Primo Ministro. L’affermazione del partito come unità fondamentale del sistema politico, rappresentato dalle due fazioni del Conservative Party e del Labour Party, coinvolge un numero sempre maggiore di persona (direttamente ed indirettamente) nel mondo politico. Il meccanismo elettorale (Plurality) scelto è un sistema uninominale maggioritario ad un turno: il territorio è diviso in tanti collegi quanti sono i seggi da attribuire; in ogni collegio ciascun partito presenta un solo candidato e viene eletto chi ottiene più voti, a prescindere dalla percentuale ottenuta. Questo sistema danneggia e limita fortemente i partiti minori, lasciando ai due maggiori la spartizione del potere. Il leader del partito che ottiene la « Comprimi
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