Cavalcanti e Dante

Questo appunto si riferisce al corso di Filologia della letteratura italiana tenuto dal professor Letterio Cassata. "I' vegno 'l giorno a te 'nfinite volte" è un sonetto di Cavalcanti a Dante. AL v. 7 Vitetti ritiene che ci sia una corruttella e propone la congettura "d'amor parlavi" al posto di "di me parlavi". In questo modo il senso sarebbe più accettabile ma la genesi dell'errore (un errore di lettura da parte del copista) è improbabile. Di questo sonetto sono state date diverse interpretazioni. Secondo Lamma e Marti il dissenso sarebbe politico, secondo altri sarebbe morale.

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