Test Medicina, Miur conferma: nessuna irregolarità

plico manomesso a Bari si rischia l'annullamento del test

Aggiornamento di martedì 15 Aprile
Attraverso la diffusione di un Comunicato Stampa ufficiale il Ministero dell'Istruzione tranquillizza i candidati del test di Medicina: a Napoli non risulta nessun compito mancante e la prova si è svolta in maniera assolutamente regolare. Come già dimostrato con la pubblicazione delle soluzioni il giorno stesso dello svolgimento delle prove, il Miur continua a dimostrare empatia verso le preoccupazioni dei ragazzi che con passione ed impegno hanno sostenuto la prova. Come si legge, testualmente, nel Comunicato Stampa, "tutti i 5.500 plichi consegnati all’ateneo (di Napoli, n.d.r.) sono tornati al Cineca (...) Tutte le prove d’esame sono state corrette e dall’analisi dei verbali d’aula non sono emerse anomalie rispetto allo svolgimento dei quiz a Napoli. La busta trovata nella spazzatura è probabilmente una delle buste destinate a contenere il materiale ‘residuo’: secondo foglio per le risposte e fogli con i quesiti. Questo materiale non ha alcun valore ai fini della valutazione".

I ragazzi che hanno svolto il test, quindi, possono stare tranquilli: la loro prova non sarà annullata e nessuna irregolarità andrà ad inficiare il loro merito e la loro preparazione.

Aggiornamento di domenica 13 Aprile
In rete, tra i ragazzi che protestano contro il numero chiuso e inviano segnalazioni di presunte irregolarità durante lo svolgimento della prova, si diffonde la foto di un presunto plico gettato nella spazzatura all'Università di Napoli. La segnalazione arriva alla redazione di Skuola.net, che intervista, a puro scopo informativo, la ragazza autrice dello scatto e pubblica la foto incriminata. A Viale Trastevere il fatto viene preso, ovviamente, in seria considerazione, tanto da far scattare immediatamente tutti gli accertamenti necessari e comunicare, in pochissimo tempo, a Skuola.net, che l'Università di Napoli non ha ravvisato irregolarità, quindi gli studenti possono essere tranquilli sulla regolarità del test.

Aggiornamento di sabato 12 Aprile
Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato un comunicato ufficiale del Ministero secondo il quale il "Il test [..] non sarà annullato. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca conferma anche che i risultati della prova saranno pubblicati martedì 22 aprile". Insomma al momento la richiesta di annullamento portata avanti da UDU e Rete degli Studenti Medi non è stata presa in considerazione. Dal comunicato emergono anche altri dettagli sul fatto. Quel che è certo è che un plico è scomparso in un intervallo di tempo compreso tra il 4 e l'8 aprile: se fosse finito in mani sbagliate, qualcuno dei candidati al test avrebbe saputo le domande in anticipo.

IL PROBLEMA NON E' STATO A BARI - Secondo il Ministero le 74 scatole destinate all’ateneo ‘Aldo Moro’ di Bari per lo svolgimento della prova di Medicina e Odontoiatria sono state consegnate integre dal Ministero la mattina del 4 aprile al funzionario designato dall’Università per il ritiro. La consegna è avvenuta a Bologna presso il Cineca, il Consorzio che si occupa della stampa, del confezionamento e della valutazione dei test. L’integrità dei pacchi è verificabile anche attraverso le immagini relative alla consegna. Da Bologna le 74 scatole per Medicina, insieme alle 12 scatole per la prova di Veterinaria, sono state trasportate direttamente nell’ateneo di Bari. Insomma il MIUR conferma che fino alla consegna dei plichi, tutto si è svolto regolarmente.

L'ATENEO SI DIFENDE - Secondo la relazione ufficiale dell'Università, i plichi sono arrivati nella sede di Bari e da qui sono stati trasferiti e custoditi all’interno di un furgone in una caserma dei Carabinieri. La mattina dell’8 aprile le scatole sono state ritirate, caricate su altra autovettura dell’ateneo e portate presso le quattro sedi di svolgimento della prova. In una di queste sedi, la ex Facoltà di Economia, la commissione ha riscontrato che uno dei pacchi presentava il sigillo integro ma il nastro da imballaggio scollato e ha chiesto l’intervento della Polizia di Stato per i dovuti controlli. Alla presenza degli studenti è stato verificato che il pacco conteneva 49 buste anziché 50 come previsto.

CHE FINE HA FATTO IL PLICO? - In conclusione quindi il Ministero dichiara che il plico è andato smarrito ma questo non mette in dubbio la regolarità del test. Tuttavia risulta difficile pensare che nel viaggio tra Bologna e Bari vi sia stato un evento accidentale per cui una scatola si è parzialmente aperta e solo un plico è scomparso. Ad accertare la verità ed eventuali responsabilità ci penserà la magistratura, ma tra gli studenti sono in molti a pensare male. Infatti un eventuale malintenzionato o una banda organizzata avrebbe avuto modo di diffondere le domande dei quesiti in anticipo, in quei quattro giorni in cui potrebbe essere avvenuto lo smarrimento/sottrazione del plico. Se ci saranno clamorosi miglioramenti delle performance deli studenti all'Università di Bari rispetto allo scorso anno, avremo un altro prezioso indizio sul caso.

Aggiornamento di venerdì 11 Aprile
A Bari durante il test di Medicina è arrivato in ateneo un plico in meno rispetto a quelli previsti. Ma, nonostante la segnalazione, la prova si è svolta comunque con l’autorizzazione di viale Trastevere. Udu e Rete degli Studenti non hanno esitato a denunciare il fatto insieme ad altre centinaia segnalazioni di irregolarità, annunciando un esposto alla Procura e chiedendo il sequestro penale di tutti i compiti inoltrati al Cineca per la correzione e tutta la documentazione in originale presente ancora presso l’Ateneo. Si è richiesto anche l'annullamento del test. Oggi è stata avviata un'inchiesta per l'accaduto: l'ipotesi di reato è quella di furto finalizzato alla truffa. Anche in passato il capoluogo pugliese è stato teatro di scandali in sede di test di ingresso. Nel 2007, un docente in pensione ha venduto le soluzioni inviandole ai telefoni cellulari dei partecipanti, rendendo necessari negli anni seguenti i metal detector all'entrata. Un altro scandalo, invece, ha interessato nel 2009 il test di Odontoiatria.

PLICO MANCANTE, SI INDAGA - Sembrava tutto risolto: il plico mancante si trovava in altra sede, aveva dichiarato il rettore dell'Università di Bari. Ma oggi la Digos ha avviato un’inchiesta su richiesta della commissione esaminatrice, ed è risultato che il plico era sigillato in modo diverso dagli altri: la parte inferiore era chiusa con nastro adesivo, si è aperto facilmente, e la fascetta in plastica era allentata. Ora l'ipotesi di reato è furto finalizzato alla truffa. Infatti, si crede che il plico fosse stati rubato per permettere a qualche candidato di superare il test d’ingresso.

IL TEST SARA' ANNULLATO? - Intanto ci si chiede se il test sarà annullato. "Se i compiti sono usciti da Bari o da un'altra sede è tutto il concorso da annullare" perché "in una graduatoria nazionale quello che succede a Bari si ripercuoterà a catena sulle altre sedi" sostiene Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale di UdU. Il rettore ha sollecitato invece una relazione al ministero su quanto accaduto.

BARI, CAPITALE DELLO SCANDALO - Nel 2008, l'allora rettore dell'università di Bari blindò i test di Medicina, poiché le selezioni del 2007 avevano dato luogo ad uno scandalo: una vera e propria banda, guidata dal docente in pensione Marcantonio Pollice, avrebbe venduto le soluzioni ai quiz, trasmettendole sul cellulare dei paganti in diretta. Stesso sistema durante i test del 2009 per Odontoiatria, in altre università italiane. Per questa truffa sono stati stati arrestati e posti ai domiciliari Roberto Grassi, professore ordinario, e Andrea Ballini, tecnico informatico, entrambi della clinica di Odontoiatria di Bari, con altre 4 persone. Indagate per lo stesso motivo altre 27 persone.

UDU E RETE DEGLI STUDENTI CONTRO LE IRREGOLARITA' - UdU e Rete degli Studenti Medi, si stanno battendo contro le, ormai evidenti, irregolarità riscontrate durante i test. La fotopetizione “#stopaltest io ci metto la faccia”, è partita in questi giorni sui social network, e chiede la sospensione dei test. “Come ogni anno a rimetterci sono gli studenti, danneggiati da un sistema già di per sé iniquo, a cui si sommano centinaia di irregolarità" - sostiene Gianluca Scuccimarra - "per questo crediamo che la fotopetizione “#stopaltest io ci metto la faccia” sia uno strumento indispensabile, accanto ai ricorsi, per chiedere a gran voce di sospendere una volta per tutte i test.” Udu e Rete degli Studenti invitano poi a inviare qualsiasi segnalazione e adesione per il Maxi-ricorso organizzato contro il test di ingresso a ricorsi@unionedegliuniversitari.it.

Carla Ardizzone

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