Ominide 49 punti

L'infanzia negata

Quest’anno noi ragazzi della III D abbiamo trattato a livello interdisciplinare il tema dell’infanzia negata: è stato scelto questo tipo di argomento per cercare di stimolare il mondo a non ignorare questa terribile piaga della società, che comprende la violazione dei diritti fondamentali del bambino quindi lo sfruttamento minorile. Per approfondire l’argomento abbiamo discusso, con la nostra professoressa di lettere, di alcuni articoli presenti nel nostro testo di antologia: Bambini oggi di Paolo Garimberti, Bambini oggi, alcuni dati di Paola Zanuttini, Il nostro silenzio li uccide: aiutiamoli di Anna Checchi, Piccole guerriere crescono di Carla Reschia e La storia di Rose di Andrea Pontiroli. L’anno scorso, invece, abbiamo preso visione del film Iqbal: racconta la vera storia di Iqbal Masih, un bambino pakistano che all’età di soli cinque anni divenne operaio in un’industria di tappeti e che, dopo essere riuscito a sfuggire al suo sfruttamento, diventò il simbolo della lotta contro il lavoro infantile. Con la docente d’inglese, invece, abbiamo preso visione in lingua originale del film Oliver Twist, che rende l’idea della società consumista dell’Ottocento in cui, per il lavoro nelle fabbriche, ci si approfittava dei minori perché sono ingenui e non hanno modo di difendersi. I bambini sfruttati vengono prelevati da famiglie povere che non si possono permettere di ridare il denaro che gli è stato prestato. Questi bambini, come Iqbal e Oliver, vanno a fabbricare mattoni, tappeti, a lavorare nelle miniere e, chissà perché, non estinguono mai il loro debito. Negli ultimi anni, si è spaventosamente diffusa in tutto il mondo la pratica di armare i bambini. Il fenomeno dei bambini soldato avviene quando dei fanciulli vengono impiegati in operazioni militari. Il loro supporto può essere direttamente nelle ostilità o in ruoli di supporto. In diversi momenti della storia e in molte culture, i minori sono stati coinvolti in campagne militari anche quando la società non lo condivideva. A partire dagli anni settanta sono state firmate numerose convenzioni internazionali allo scopo di limitare la partecipazione dei bambini ai conflitti; nonostante questo, sembra che l'utilizzo dei bambini soldato negli ultimi decenni sia in aumento. Il lavoro minorile resta una delle peggiori piaghe della società contemporanea. Anche noi ragazzi pensiamo che lo sfruttamento dei minori non esista più, o solo nei paesi meno svilupati: ma ci sbagliamo, perchè basterebbe guardarci un po' intorno e, ci accorgeremmo che nel mondo ci sono tantissimi bambini che lavorano duramente. Questa è una piaga della società del nuovo millennio, che persisterà fino a quando la gente non smetterà di far finta che tutto è bello e pacifico. La cosa che più mi stupisce è che non c'è molto interesse pubblico su questo straziante fenomeno. Migliaia di bambini vengono arruolati negli eserciti e impiegati in azioni di guerra. Moltissimi vengono catturati, mutilati, feriti o uccisi. Quelli che sopravvivono si portano dietro per tutta la vita questo terribile e violento passato. Inoltre, anche quando la guerra termina, continuano a venire uccisi dalle mine, disseminate ovunque, anche nei giocattoli lasciati apposta per strada. Inoltre, i lavori che compiono interferiscono con la loro educazione e danneggiano la loro salute. Normalmente i bambini costretti a lavorare vivono in condizioni poverissime e sono destinati a non ricevere alcuna educazione scolastica. Spesso il loro magro salario è necessario per la sopravvivenza delle famiglie d'origine, in certi casi essi vengono ceduti dalla famiglia stessa a datori di lavoro che hanno anticipato una somma di denaro che i bambini devono rimborsare col proprio lavoro, venendo così a trovarsi in una situazione di vera e propria schiavitù. Questi problemi non sono, ovviamente, limitati alle nazioni in via di sviluppo: essi esistono ovunque vi siano situazioni di povertà e quindi anche in Europa e nell'America del Nord. Anche in Italia persiste la piaga della prostituzione minorile nei centri urbani. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro il numero dei bambini che lavorano in tutto il mondo è compreso fra i 100 e 200 milioni di cui 40 milioni solo in Cina anche se le autorità hanno sempre negato l'esistenza del problema. Quindi cosa si intende per abuso all'infanzia? Parliamo di abuso ogni qualvolta il bambino è oggetto di violenza. Ad esempio quando si infrange il rapporto tra genitori e figli, che priva i bambini dell'adeguato nutrimento sia fisico che affettivo. Solitamente i genitori che abusano dei propri figli sono genitori che a loro volta sono state vittime di abuso. E' un dato allarmante che non può più essere ignorato: l'industria sessuale è in continua crescita e l'età dei bambini coinvolti diminuisce regolarmente. Prostituzione e traffico di organi sono solo alcune, forse le più evidenti, forme di sfruttamento dei minori. Subiscono violenza fisica con maggiore frequenza i bambini più piccoli, minori portatori di handicap, minori che lavorano e minori che vivono in famiglie caratterizzate da una situazione disastrata. Gli effetti che derivano dalla violenza fisica sono, ad esempio, un'autovalutazione negativa, paure eccessive, ansia, depressione e solitudine per cui questi bambini possono sentirsi automaticamente colpevoli di qualcosa anche quando non lo sono. Per fermare lo sfruttamento minorile sono state promosse iniziative come la promozione di marchi commerciali che garantiscono che un determinato prodotto non sia stato fabbricato utilizzando manodopera infantile. Questi programmi, pur essendo mossi da buone intenzioni, non creano alternative ai bambini attualmente occupati, che si ritrovano così costretti a indirizzarsi verso altre attività produttive, nella maggior parte dei casi più pericolose. Nonostante i numerosi provvedimenti attuati, i bambini vittime di schiavitù, privati dell’infanzia, del sorriso, di una vita serena sono ancora molti e irrecuperabili. Da come possiamo vedere questa situazione noi ragazzi occidentali che abbiamo molto più di questo, tutti questi bambini possono sembrare solo numeri, ma in realtà è proprio da questi “numeri” che dipende la società del mondo futuro.

Registrati via email