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Violenza tra coetanei e tra etnie e Stati
La società contemporanea si caratterizza essenzialmente come società del rinnovamento, come società "del progresso". Nell'ambito di questa realtà in perenne "movimento" nascono conflitti, contrasti e contrapposizioni di interessi, di sentimenti, di obiettivi e aspirazioni. Ciò spesso determina forme drammatiche di violenza, che si manifestano nelle più varie forme, dalla cattiveria alla mancanza di rispetto per i diritti degli altri. Omicidi, torture, prepotenze, stupori, sono all'ordine del giorno e spesso si verificano nel silenzio, nell'indifferenza generale, preoccupati come siamo di non immischiarci, di difendere la nostra sicurezza e la nostra "privacy". Come appare da episodi gravissimi avvenuti in occasioni di incontri di calcio, la violenza risulta particolarmente accesa nei gruppi. Ragazzi che si recano allo stadio armati di spranghe di ferro, coltelli e vestiti da "guerrieri".
Ma la violenza è pure in alcune forme di protesta studentesca, che, in talune scuole, hanno provocato atti di vanfalismo assolutamente ingiustificati.
A tutto ciò si aggiunge la violenza legata al razzismo, delle bande dei giovani armati e pronti a provocare gli altri al puro scopo di scatenare le risse, per il gusto di fare a botte, per sentirsi importanti più di altri.
E' di anni fa la notizia che, in Francia, un gruppo di giovani hanno appiccato il fuoco nell'ambiente di un palazzo dove vivevano persone povere, provocando numerose vittime. Infine non mancano casi di figli che uccidono i genitori per soldi, per rifiuto delle regole, per mancanza di affetto ma soprattutto per mancanza di quel confronto costruttivo che non genera violenza, ma fa ritrovare all'uomo la connotazione che lo rende tale.

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