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Il padre di Hans è un uomo appartenente alla borghesia, ben agiato.
Con la sua fronte alta, i capelli grigi e i baffi tagliati corti, egli ha un’aria distinta e un aspetto così poco ebreo che un giorno un S.A (membro delle formazioni paramilitari del partito nazista), incontrandolo su un treno, lo invitò ad iscriversi al partito nazistico.
La sua professione e la sua abitazione possono confermare le abbienti condizione economiche della famiglia; egli, infatti è un medico e la sua residenza viene descritta con molti elementi di pregio, come ad esempio il tappeto persiano, i pesanti mobili di quercia, i piatti azzurri in porcellana di Meissen, ecc; possiede un linguaggio colto, sapiente.
Solitamente egli fa amicizia facilmente e svolge il suo lavoro con scrupolo, senza risparmiarsi. E’ dotato di molte qualità, tra cui il coraggio e la chiarezza della mente. Con il figlio si mantiene riservato, non riesce a mostrare il suo affetto, ma si sa che gli vuole bene e che è orgoglioso di lui.

Per questo Hans ha sempre nutrito una grande ammirazione nei suoi confronti, ma episodi significativi avvenuti in casa Schwarz mettono in luce alcuni tratti salienti della sua personalità. Un esempio ne è stato quando Konradi entrò per la prima volta a casa di Hans. Al momento delle presentazioni, il padre assunse un atteggiamento così sfacciato, ridicolo, pomposo e servile nei confronti dell’amico del figlio che Hans, tremando violentemente e trattenendo le lacrime, provava grande vergogna e dolore. Dopo tutte quelle scene raccapriccianti, la splendida immagine del genitore, un uomo di grande intelletto, garbato e cortese, avrebbe cancellato per sempre il mito del padre-eroe che il ragazzo aveva coltivato in passato.

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