VIOLENZE SUI MINORI

I valori cui ci ha abituato la nostra cultura sono quelli del rispetto del più debole, quindi, per esempio, dell’anziano, della donna e soprattutto del bambino. Tuttavia nelle pieghe di una società spesso ignara di se stessa accadono fatti orribili: la violenza di un genitore frustrato che si scarica sul figlio impotente, oppure bambini fotografati,violentati o sfruttati per scopi economici.
Le violenze sui minori, praticate sin dai tempi dei greci e dei romani, possono essere divise in fisiche, verbali e psicologiche. Le violenze fisiche sono molteplici, prima fra tutte c'è la pedofilia. La pedofilia è la molestia di tipo sessuale sui minori da parte, per lo più, di membri della famiglia. Lo sfruttamento sessuale coinvolge circa un milione di minori ogni anno nel mondo. Strettamente connessi alla pedofilia, perché questi spesso ne sono la genesi, sono la pornografia infantile e la prostituzione minorile, fenomeni che perlopiù coinvolgono minori provenienti da paesi in via di sviluppo arruolati, trasferiti e controllati nei paesi più sviluppati, dove fanno fruttare molti soldi alle organizzazioni criminali. Ma alla base di questi fenomeni c'è la perdita dei valori etici della società moderna e la perversione sessuale di alcuni individui. Passando avanti, fa parte del gruppo delle violenze fisiche il traffico di organi dei bambini; migliaia di bambini, infatti, vengono usati “come pezzi di ricambio”, rapiti e poi uccisi nei paesi più poveri del mondo. Ad aver dato il via e poi incrementato questo triste fenomeno è il grande numero di persone che aspettano il trapianto di un organo, il quale può far guadagnare moltissimo a coloro che usano in questo modo i bambini. Inoltre nei paesi più poveri del mondo milioni di minori vengono costretti a lavorare. Il lavoro da parte di bambini e adolescenti è un fenomeno sommerso, difficilmente quantificabile, ma molto diffuso. Malnutrizione, orari di lavoro massacranti e sfruttamento sessuale sono considerati come complemento del loro impiego. In molte zone della terra, come in Kenya e in Sri Lanka, esiste la compravendita di servi-bambini che sono costretti a lavorare come domestici nelle case dei più ricchi mentre altri minori pagano con il lavoro forzato nei telai del Nepal, nelle piantagioni di canna da zucchero del Brasile e nei cantieri edili birmani i debiti contratti dai genitori. Infine fa parte della tradizione culturale di paesi sia occidentali che orientali pensare che talvolta sia necessario castigare i bambini con punizioni fisiche per correggerli , educarli o abituarli a comportamenti più rispettosi. Ci sono infine le ultime due tipologie di violenze sui minori, quella verbale e quella psicologica, che possono essere molto più pericolose di quelle fisiche.

Ma quali sono le conseguenze di tutti questi tipi di violenze? Le persone che hanno subito un abuso durante la loro infanzia si portano dietro problemi di tipo psicologico (paure, attacchi di panico, problemi nel sonno, incubi, poca fiducia, poco rispetto di sé e per il proprio corpo, dipendenza da alcool o da altre sostanze e depressione), di tipo sociale (scarsa fiducia nelle altre persone e paura per una possibile perdita di controllo nelle altre relazioni) e disturbi fisici e dell'alimentazione.

Il fenomeno delle violenze sui minori oltre ad essere piuttosto ricorrente nella storia e a riempire sempre più spesso le prime pagine dei quotidiani, è un soggetto utilizzato nella letteratura italiana e straniera e nella cinematografia. Gli esempi più eclatanti tra i romanzi sono “Rosso Malpelo” di Giovanni Verga, che narra di due ragazzini che lavorano in condizioni disumane in una miniera dell'Italia del sud, e “Oliver Twist” di Charles Dickens, che racconta di un giovane orfano oppresso e costretto a trasformarsi in un borseggiatore nella capitale inglese durante la rivoluzione industriale. Più recenti, invece, sono “L'innocenza Rubata” di Elissa Wall, che vede protagonista una ragazza dell'est Europa ingannata e poi costretta a prostituirsi in un paese straniero, “Angeli e Diavoli” di Domenico Bellantoni, che ripercorrendo reali storie di bambini descrive lo scandalo dei preti pedofili, e ancora “Alle due del pomeriggio” di La Milly , che racconta la storia delle così dette “schiave del sesso” e dei loro tentativi di fuga dagli uomini che le tenevano prigioniere. I film più belli che trattano questo argomento, invece, sono “Sleepers”, tratto da un romanzo italiano, che narra le vicende di un gruppo di adolescenti protagonisti di innumerevoli abusi all'interno del riformatorio di New York dove erano stati rinchiusi, oppure il pluripremiato agli Oscar “The Millionaire”, che fa rivivere le violenze subite dal giovane protagonista e da tutti i bambini che lo accompagnano durante il racconto.

Il problema della violenza sui minori assume sempre più importanza. Per porre fine a questo fenomeno che vede protagonisti bambini indifesi di tutto il mondo è intervenuto dapprima L'ONU con la dichiarazione dei diritti del bambino approvata nel 1989 e poi, con il passare del tempo, sono nate moltissime associazioni che hanno lo scopo di tutelare il minore sia in Italia, “Il telefono azzurro”, “Il telefono rosa” e “Lila”, sia in tutto il mondo, “Unicef” e “Amnesty internacional”.
Le onlus citate stanno contribuendo molto a risolvere il problema della violenza sui minori, ma le fatiche che stanno impiegando sono nulla rispetto al lavoro che bisognerebbe svolgere ancora. E' necessario un cambio radicale della mentalità di colui che sfrutta il bambino per fini economici o sessuali. I bambini non andrebbero mai toccati! La violenza sui minori esiste, esiste in mille facce e modi; la violenza sui minori esiste e fa male alla nostra coscienza; la violenza sui minori fa male alla società!

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