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Schema tema sul nucleare

-Introduzione: dove parlo di che cos’é l’energia nucleare, in che cosa consiste e da chi fu scoperta.
-Svolgimento: scopi pacifici e bellici dell’energia nucleare (Hiroshima e Nagasaki), incidenti alle centrali nucleari e problemi (Fukushima e Chernobyl). L’energia nucleare nel mondo, l’energia nucleare in Italia(ultimo referendum).
-Fine: considerazioni sull’energia nucleare in generale…. Rischi e pericoli, riflessioni sull’ultimo referendum.
Introduzione
Nell’ultimo periodo in Italia e nel mondo si è parlato molto dell’energia nucleare, dei suoi rischi e della possibile costruzione di centrali. L’energia nucleare è l’energia che tiene unita la parte interna dell’atomo e cioè le particelle che formano il nucleo. La prima persona che intuì la possibilità di ricavare energia dal nucleo dell’atomo fu lo scienziato tedesco Albert Einstein. Per ricavare energia dal nucleo dell’atomo esistono due procedimenti, un opposto all’altro: la fissione (rottura) di un nucleo pesante come quello dell’uranio e la fusione (unione) dei nuclei leggeri come quelli d’idrogeno. L’energia nucleare è una fonte energetica da valutare attentamente sia negli aspetti positivi sia negativi. Essa sta acquistando un’importanza sempre maggiore e con molta probabilità potrebbe divenire una fonte di energia principale con il diminuire delle scorte di petrolio.

Svolgimento
Questa energia è usata sia per scopi pacifici sia bellici. Intorno al 1945 un gruppo di scienziati, finanziati dal governo Americano, lavorò per un progetto che aveva scopi militari per creare la prima bomba atomica. Le prime due bombe atomiche furono sganciate sulle città Giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.
Questo evento mise fine alla seconda guerra mondiale, terrorizzando il mondo per le migliaia di vittime causate dalle devastanti esplosioni. Tuttora in queste città ci sono morti e malattie causate probabilmente dalle continue radiazioni ancora presenti in quei territori seppure in forma minore. Infatti, c’è da riflettere sulle conseguenze delle radiazioni che continuano a creare danni alla popolazioni e problemi di salute anche alle generazioni nate dopo il disastro. Oggi il nucleare presenta indubbiamente dei vantaggi: innanzitutto le centrali non emettono nell’atmosfera terrestre l’anidride carbonica che causa il buco nell’ozono e l’effetto serra; la produzione di energia nucleare riduce l’importazione di petrolio e la dipendenza dai paesi Arabi; Tra gli svantaggi, notevolmente maggiori, rimane la preoccupazione di eventuali incidenti che potrebbero emettere radiazioni causando malattie e morti per leucemia o tumore e che potrebbero protrarsi anche negli anni. Nel 1986 in una centrale di Cernobyl ci fu una fuga di radiazioni che provocò molti danni e timori un po’ ovunque. Nessuna comunità locale accetta di sacrificare il proprio territorio per ospitare i rifiuti nucleari, i quali sono destinati ad essere sepolti per migliaia di anni prima che perdano le radiazioni. Il trasporto di scorie nucleari è sicuramente uno degli aspetti più critici della sicurezza, infine rimane il rischio che le centrali nucleari possano essere prese come obbiettivo per attacchi. Tra i principali sostenitori delle centrali nucleari spiccano esponenti del mondo dell’industria, mentre gli oppositori sono ecologisti, scienziati e altri tecnici che sono in disaccordo per i problemi della sicurezza e del rischio di contaminazioni radioattive. I paesi che oggi hanno le centrali nucleari attive e soddisfano gran parte del loro fabbisogno energetico sono: Usa, Giappone, Francia, paesi dell’Est.

In Italia si è da poco riacceso un dibattito dopo la volontà espressa dal nuovo governo sulla possibilità di utilizzare il nucleare per creare energia e abbassare i costi. Tutte le centrali nucleari italiane sono state fermate a causa dell'esito del referendum del 1987, tramite il quale il popolo italiano ha votato contro l'uso del nucleare per scopi civili. Infatti a quell'epoca dopo l'incidente scatenatosi a Cernobyl, dove delle radiazioni sono fuoriuscite da uno dei reattori causando gravi danni ambientali e civili, nessuno voleva che anche in Italia potesse succedere una cosa simile. Un fatto analogo è successo adesso a distanza di venticinque. Il 12 e 13 giugno c’è stato un altro referendum per decidere la costruzione o meno di centrali nucleari in Italia ma come allora un incidente (quello di Fukushima) ha influenzato il pensiero degli italiani facendoli riflettere sulle enormi differenze che ci sono tra vantaggi e svantaggi.

Considerazioni
Grandi, certamente enormi, le potenzialità delle centrali in termini di rendimento economico e non solo. Una volta fuori controllo però, i benefici ottenuti sono interamente sorpassati dal potenziale catastrofico. Vale veramente la pena mettere a rischio la salute di intere generazioni? Il problema è che l’uomo avaro pensa solo al guadagno e non alla parte sociale e umana di questo problema. Infatti, il mondo non ha di certo bisogno di sconvolgere gli equilibri naturali (la divisione di un atomo), basterebbe concentrarsi sulle energie rinnovabili come sole, vento e acqua che non mettono assolutamente a rischio la salute delle persone. L’uomo, forse perché pigro, non cerca di sviluppare altri metodi di produrre energia. Non bisognerebbe neanche andare lontano perché in Italia vi sono risorse in abbondanza. La scelta dunque è politica, più che tecnica: bisogna decidere su cosa s’investe. Allora bisogna capire perché, da quando c’è stato l’ultimo incidente di Fukushima, e la maggior parte delle nazioni europee ha deciso di togliere le centrali piano piano, noi siamo l’unico stato che aveva deciso di metterle. Se adesso non ci stiamo per avvicinare alla costruzione delle centrali (cosa molto pericolosa nel territorio italiano visto l’alto rischio sismico) dobbiamo dire grazie solo al referendum avvenuto ieri che ha, per adesso, impedito l’inizio di una situazione rischiosa per tutti. Secondo me bisognerebbe concentrarsi sulle energie “pulite” poiché si prevede che nel futuro la produzione di energia da fonti rinnovabili supererà quell’atomica e inoltre per il 2050 si prevede la realizzazione delle prime centrali a fusione nucleare, entrambi sistemi che non mettono a rischio la salute di nessuno.

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