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La pubblicità

In linea di massima tutti siamo influenzabili da pubblicità e mass media. Per questo è necessario avere un certo senso critico per non farsi abbindolare da tutto quello che ci viene proposto.
Le persone abituate e riflettere e ragionare sono in grado di difendersi da questa valanga di stimoli. Infatti, viviamo, tutti quanti, sotto un bombardamento costante di impulsi, molti dei quali ci portano verso acquisti, mode ed opinioni prefabbricate.
I mass media hanno l'obiettivo di convincere non sulla base di validi motivi (per esempio la qualità di un prodotto, la sua effettiva utilità ecc.) ma condizionarci facendo appello alle nostre emozioni, facendoci sentire inadeguati o esclusi, inculcandoci delle false insicurezze .
Un ragazzo condizionato dalla pubblicità dà ai suoi genitori il tormento, per farsi comprare un determinato prodotto, perché gli consentano di vestire e comportarsi in un certo modo, di mangiare determinati alimenti, compresi i cosiddetti cibi spazzatura che rendono obesi e danneggiano l'organismo, ma su cui le grandi compagnie spendono per la pubblicità cifre da capogiro.

Infatti, una campagna pubblicitaria ben fatta può mettere in crisi il rapporto genitore-figlio: il ragazzo a cui si dice che una serie di prodotti sono 'per lui, considera 'cattivo' l'adulto che non soddisfa le sue richieste.
Se il messaggio che proviene dai media contrasta apertamente con la volontà dei genitori, questi dovranno fare una grande fatica per convincere i figli a seguire la loro linea educativa; in caso contrario ad avere la meglio saranno i messaggi pubblicitari, nuovi educatori di molti ragazzi contemporanei.
L'essere uguale agli altri può dare sicurezza, la personalità e dei ragazzi è in trasformazione ed è comprensibile e naturale che si appoggi al Noi del gruppo dei coetanei .
Non bisognerebbe però mai rinunciare a coltivare anche l'Io individuale, perché bisogna anche saper scegliere, saper dire 'si' e 'no' a ragion veduta e non solo per compiacere il gruppo ed essere in sintonia con la maggioranza. Il conformismo diffuso opprime la creatività e non consente all’individuo di essere se stesso. C'è bisogno di persone che sappiano pensare con la propria testa e possiedano il coraggio per opporsi quando è necessario.

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