Ruben di Ruben
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Odio politico in Italia
Dopo l'ultimo atto di terrorismo nei confronti del Premier, si può affermare con certezza che l'odio politico è tutt'ora pesente in Italia.
L' astio non è il carburante del conflitto politico, ma la sua degenerazione. E se il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale, consiglia di riporre le armi dell' odio politico è segno che la degenerazione stia raggiungendo in Italia soglie allarmanti. Questo perché la politica dell' odio è il frutto amaro di una delusione,come tante promesse non mantenute. Il grave gesto, inconsulto, compiuto da Massimo Tartaglia,ci testimonia l'atmosfera malsana di questa Italia.
Fa parte dell'eterno "carattere" italiano questa spinta irresistibile alla guerra civile strisciante, al fratricidio, al trionfo dello spirito di fazione?
A sinistra e a destra si coltiva irresponsabilmente con miseri risultati,il mito delle "due Italie", incapaci di concepire una lotta politica anche feroce se non nelle movenze di una guerra totale per la vita e per la morte. I politici impegnati nei duelli da talk-show non parlano: strillano, urlano, sovrastano con l' insulto la sobria argomentazione dell'avversario. L' Italia "perdente" è convinta che il governo sia usurpato da una banda di malfattori. Quella "vincente" è ossessionata dalla sindrome del complotto, che gli sconfitti starebbero slealmente tramando per rovesciare il verdetto delle urne. Oramai, gli insulti tra i nostri rappresentanti sono all'ordine del giorno.
Questa è l' ennesima frattura che si apre tra la società e la sua rappresentanza politica. Malgrado la crisi, per fortuna non si avvertono in Italia le scosse preoccupanti dell' odio sociale,in compenso non si estingue l' odio politico. Nella società, le due Italie convivono: talvolta malamente, ma esse convivono. E' sulla scena politica (e anche giornalistica) che invece si recita la rappresentazione dell' odio. Un odio ideologico, ma non per questo meno tossico. Un'aria avvelenata che influenza i vertici del conflitto politico ."Basta odio" è l' appello del cardinal Bagnasco. Per non lasciarsene sommergere per i prossimi anni.
per concludere questo tema vorrei citare un'aforisma significativo, di un grande statista italiano : " Il problema di questa Italia è che la nostra classe dirigente non pensa alle generazioni future ma purtroppo pensa solo alle elezioni future." (Alcide De Gasperi)

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