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Zeno ed io
Il libro sotto il cuscino è quello che ti fa pensare e sognare, quello che vorresti non finisse mai, che diventa parte del tuo paesaggio interiore; quello che rileggerai tra vent’anni, e ti piacerà ancora di più.

Catania, inverno 2003.
E’ passato molto tempo da quando vennero “scritti i primi papiri” o da quando i primi caratteri da stampa furono impressi su carta, ed ora siamo circondati da libri di tutti i tipi, sui più svariati argomenti, ma non sono così sicura che gli sia data l’attenzione che meritano.
Credo che in molte delle nostre abitazioni siano presenti più televisori e computer che libri. Già, perché il libro è sempre uguale, non può darci notizie nuove, non può contenere solo ciò che desideriamo, ma almeno c’è!
Televisione e computer sono volubili, fittizi, ci distraggono da ciò che accade realmente attorno a noi: perché non sono le notizie e i continui aggiornamenti a fare la nostra vita, ma i sentimenti.

Non credo ci sia niente di più carico di sentimenti di un libro, di qualunque genere che, con le sue parole stampate, e immutabili, ci porta dentro la vita dell’autore, nei suoi pensieri e nelle sue emozioni.
Appassionarsi ad un libro trasmette sensazioni quasi surreali, ogni volta è come essere in una storia di fantascienza in cui hai la possibilità di diventare qualcun altro e di vivere le sue vicende.
A me accade spesso di entrare dentro ciò che sto leggendo, di farmi coinvolgere completamente, e anche per questo non ho un libro che preferisco in assoluto.
Mi è capitato d trovarmi accanto ai personaggi più diversi e, tra i più recenti, c’è Zeno Cosini, con i suoi mille pensieri e monologhi, con i suoi dissidi interiori e un amore vissuto in maniera molto particolare. E’ stato strano entrare in contatto con la coscienza di Zeno, in qualche modo ho visto meglio anche una parte di me stessa.
Vedo il protagonista di questo libro come “un omino buffo” con molte contraddizioni; si mette di continuo in gara con se stesso, già dall’inizio quando fa di tutto per smettere di fumare: sulla sua vita, dopo la morte del padre, incomberà sempre lo spettro di “quell’ultima sigaretta” mai accesa.
E’ come se in lui ci fosse la compresenza di due personalità o, forse, tutto è dovuto alla mancanza di volontà.
Arriva persino a rinchiudersi in una clinica ma, anche dopo aver preso la decisione, il suo secondo ego farà fallire le buone intenzioni. Allora, cerca di aggrapparsi a qualcosa di più materiale, fa una scommessa con un amico su quanto tempo entrambi resisteranno senza tabacco, ma anche in questo caso la volontà soccomberà al vizio e la scommessa verrà persa.
Molto vicina alla realtà è la descrizione dei rapporti di Zeno col padre, tanto detestato mentre era in vita quanto rimpianto dopo la morte. Tra loro mancava la comunicazione, entrambi agivano senza trasmettersi i propri pensieri; solo poco prima della morte, il padre espliciterà una piccola parte dei suoi sentimenti e Zeno non riuscirà a dirgli nulla.
Estremamente travagliata anche la visione che il protagonista ha dell’amore e dell’amicizia.
S’innamora di una ragazza, Ada Malfenti, appartenente ad una famiglia con cui entra in contatto per motivi lavorativi: è affascinato dalla bellezza di questa donna e dai suoi silenzi ambigui mal interpretati; sarà infatti un duro colpo per lui scoprire che Ada, in realtà, è innamorata di un altro uomo. Ma Zeno ha deciso che è giunto il momento di sposarsi e, nonostante il suo cuore sia legato alla maggiore delle sorelle Malfenti, farà la proposta di matrimonio anche ad Alberta, da cui sarà respinto, e ad Augusta, che lui vede come la più brutta ma che, infine, diverrà sua moglie.
Zeno non la sposerà tanto per i sentimenti che nutre verso di lei, ma per l’amore e la devozione che lei gli dimostra.
E’ strano come un uomo, ad un certo punto della propria vita possa prendere una decisione del genere mettendo il cuore da parte; ma credo si possa arrivare al momento in cui davanti ai propri occhi non si hanno più degli obiettivi concreti e, quindi, giungere anche a questo.
Mi ha lasciata molto pensierosa la maniera in cui il protagonista porta avanti i rapporti con le persone, ma forse in lui c’è una grande verità: tutti, in fondo, quando ci rapportiamo con gli altri non siamo veramente noi stessi.
E così è Zeno con il cognato, Guido, prima tanto odiato per avergli portato via la donna amata, poi voluto bene come un fratello e, dopo la morte, di nuovo mal sopportato.
Amore, volontà e contraddizioni sono solo una piccola parte di ciò che è Zeno Cosini e di ciò che siamo tutti noi, ma è proprio questo il bello di un libro, i sentimenti che lo costituiscono e che suscita in noi, tanto da poterci permettere di riflettere su cose a cui magari, liberamente, non avremmo mai pensato.
Il libro è solo uno spunto per la nostra vita, un punto di partenza a cui possiamo tornare quando vogliamo e dal quale possiamo proseguire sempre in maniera differente.
Oggi vedo Zeno come un uomo buffo e contraddittorio ma molto vicino a me; in futuro, però, può darsi che io sia differente anche grazie alla sua storia.

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