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La povertà in Italia
Il problema della povertà affligge il grande polmone di sabbia del nostro mondo, l'Africa, e tutti gli altri paesi, che insieme a questo, godono di un aggettivo detto “paese del terzo mondo”.
Dopotutto si sa che l'80% delle ricchezze appartengono solo al 20% della popolazione mondiale.
Non solo però queste catastrofiche zone sono afflitte da una povertà insaziabile ma anche in paesi più vicini al nostro, e anche nel nostro, vi sta sempre di più dilagando.
E' proprio riguardo al nostro paese che sto scrivendo perchè le nostre vie di informazione sono portavoce di grande disagio sociale che colpisce intere famiglie con numeri elevati di figli o anziani che devono far conto solo sulla loro esigua pensione.
Ad aiutare questa crisi anche un'aumento dei prezzi e dei bisogni primari , nonché delle tasse, rende la vita un continuo pregare affinchè :”anche questo mese passi veloce e si arrivi alla fine”.
Questo è un grave problema che in un paese come il nostro, altamente legato alle istituzioni(almeno nel numero), dove si crea anche un ministero per la solidarietà sociale, per le politiche familiari e le politiche giovanili e sportive, dove si divide il ministero dell'istruzione dall'università e ricerca, portando così il numero dei ministeri a 25 (negli altri paesi solitamente sono 12), piacerebbe fosse calmierato e che fosse solo una frottola su cui riderci sopra.
Nel 2006 le famiglie che vivono in situazioni di povertà relativa sono 2 milioni 623 mila e rappresentano l’11,1% delle famiglie residenti; si tratta di 7 milioni 537 mila individui poveri, pari al 12,9% dell’intera popolazione.La spesa media mensile per persona rappresenta la soglia di povertà per una famiglia di due componenti che, nel 2006, è risultata pari a 970,34 euro (+3,6% rispetto alla linea del 2005). nel 2006 la stima dell’incidenza di povertà relativa è risultata pari all’11,1%, valore che, con una probabilità del 95%, oscilla tra il 10,5% e l’11,7% sull’intera popolazione.
Questi dati fanno riflettere sul problema che affligge il nostro paese, l'Italia, che sta scendendo in picchiata da tutte le classifiche della comunità europea e non stiamo parlando di un paese del terzo mondo!
Sicuramente la riduzione dei ministri , benchè sembri una beffa farla cominciare dalla prossima legislatura e non da questa, aiuterà i conti pubblici alleggeriti da tutta una burocrazia che si porta dietro ministri, viceministri, sottosegretari, capi uffici,e un corteo al seguito pagatissimo.
Ma il problema è più grave e non basterà solo una decisione così, benchè tocchi poltrone amatissime dai nostri politici, dobbiamo inquadrare la nostra politica aiutando le classi sociali più deboli, dobbiamo rendere possibile a tutti di arrivare a fine mese e di assicurare una pensione tale di questo sostantivo.

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