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Felicità, un concetto sopravvalutato

Svolgimento
La felicità è un po' come la mitica pentola d'oro degli gnomi alla fine dell'arcobaleno: ci sono persone che passano la vita a cercare di trovarla per poi accorgersi, ormai troppo tardi, che la vita è passata.
Proprio come la fiabesca pentola d'oro nessuno sa com'è, dove si trova, come si fa a raggiungerla e se la si troverà mai. Per ognuno la felicità ha un volto diverso, nessuno potrà dirci con assoluta certezza cosa sarà per noi la vera felicità e, persino noi stessi, nelle diverse fasi della nostra vita, cambiamo idea su cosa ci farebbe davvero felici! Da piccoli la felicità può essere il gioco tanto desiderato, l'abbraccio di un genitore, le vacanze al mare; da adolescenti diventa il primo amore, le prime prove di indipendenza conquistate e intanto già immaginiamo che, da adulti, saremo appagati quando avremo un bel lavoro, una famiglia, la possibilità di viaggiare...

Con tutti questi progetti rischiamo però di attendere troppo questo domani perfetto e lasciarci sfuggire un oggi magari non idilliaco, ma degno di ogni attenzione: per chi si dimentica di essere felice ogni giorno la gioia può essere molto lontana.
I genitori a volte pensano di fare la felicità dei propri figli riempiendoli di oggetti, dando loro ogni opportunità, dicendo sempre di sì, e forse non pensano che non è il numero di cose che si possiedono o la facilità con cui si ottengono a rendere contento qualcuno. Anche noi ragazzi pensiamo che negli oggetti si possa trovare la soluzione ad ogni malessere, tant'è che siamo i primi a chiedere in regalo motorini, videogiochi, computer e quant'altro, forse dimenticando che una bella giornata in compagnia dei propri amici, una vacanza o una festa con loro, può essere uno scacciapensieri migliore di ogni cosa.
In un'era in cui da ogni parte ci dicono che possedere è una buona cosa, in cui il consumismo non ci permette di godere fino in fondo di un oggetto senza metterci la voglia di cambiarlo di già, si può ancora pensare che la felicità sia in qualcosa di non materiale? Io credo di sì, credo che ognuno di noi sappia che ciò che gli fa battere il cuore non è un oggetto, ma una sensazione, un incontro, una persona, una soddisfazione, un'occasione speciale. La protagonista di un noto romanzo per ragazzi, Pollyanna, giocava a trovare in ogni giorno un motivo per essere felice: forse sforzarsi ad ogni costo è un po' ingenuo, perché le giornate no, i momenti tragici ci sono ed è inutile nasconderlo, ma il gioco della ragazzina, almeno, ci può ricordare che tutto è relativo e che ogni istante ha un piccolo aspetto positivo, o almeno che tutto il bene non si trova in un domani sempre troppo lontano.

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