Genius 72174 punti

Televisione

Il grande filosofo austriaco Sir Karl Raimund Popper afferma che < chiunque sia collegato alla produzione televisiva deve avere una patente,eventualmente revocabile,affinché prenda coscienza del fatto che a tutti gli effetti egli partecipa a un processo di educazione,che coinvolge una precisa responsabilità, in particolare nei confronti dei bambini >. Sono pienamente d’accordo. Quando accendo la televisione,faccio il cosiddetto “zapping” cioè salto i canali televisivi proprio per capire quali programmi ed offerte culturali ci vengono proposte o imposte. Pochi secondi dopo,il buio dello schermo riprende vita dal momento in cui mi rendo conto,non senza sofferenza, che di culturale in tv,oggi come oggi, c’è ben poco. In effetti i programmi che parlano di attualità e di costume sono ben pochi; questi sono presenti solo in strettissima minoranza. Molti altri palinsesti televisivi preferiscono mandare in onda programmi che in qualche modo sono creati per alterare e plasmare la nostra sfera culturale ottundendo e limando aspetti negativi della società allontanandoci dalla verità (nella sua accezione più alta). Ma questo,francamente,dipende anche da noi. Infatti basta guardare lo share televisivo (cioè il tasso di gradimento di questo o quel programma) per giungere ad una conclusione drammatica: siamo un popolo che fa come lo struzzo; basta presagire qualche cosa nell’aria che non quadra e si infila immediatamente la testa sotto la sabbia. Difatti siamo portati a guardare programmi frivoli che hanno come scopo quello di nascondere le cose come realmente stanno.

Quindi l’influenza sociale dei mass media è una delle questioni più rilevanti della nostra era. Da anni molti studiosi si confrontano su questo tema e si sono venute a creare due correnti di pensiero. I primi vedono nei mass media soltanto manipolazione,persuasione e distorsione della realtà; i secondi ci rassicurano che non c’è nulla da temere e che viviamo nel migliore modo possibile.
E’ pur vero che,gran parte di quello che sappiamo oggi su quanto avviene nel mondo,ci proviene dai media. Allo stesso tempo questi investono anche la cosiddetta “sfera privata”,influenzando le credenze,i valori etico-morali, i modelli di comportamento,le mode in un processo che non conosce termine. A questo punto la domanda sorge spontanea: i masse media (e chi fa l’informazione o l’intrattenimento) ci influenzano; ma noi ne siamo consapevoli? La risposta più appropriata è che in parte siamo consapevoli dell’influenza che esercitano su di noi i mass media ed in parte no e riteniamo che a subirne l’influsso siano gli altri piuttosto che noi personalmente. Tale meccanismo prende il nome di “effetto terza persona”. Ciò sembra sia dipeso dal bisogno di percepire le proprie azione come libere da qualsiasi forma di controllo o condizionamento al fine di accrescere il proprio livello di autostima.
Ciò induce le persone ad attuare un confronto tra se stessi e gli altri sulla base dell’influenzabilità; così la propria capacità di resistere all’influenza mass mediatica sarà posta in risalto dalla difficoltà degli altri a farlo.
Alla luce di quanto detto,dobbiamo porci un’ ulteriore domanda: ma se davvero chi fa la tv avesse a disposizione una sorta di patente a punti,con il rischio di essere revocata,vedremo ancora le loro facce?

Registrati via email