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La stregoneria e i veggenti

Fin dall'antichità l'uomo ha sempre cercato una spiegazione logica alle cose, ha tentato di darsi e nello stesso tempo crearsi delle certezze. Se nell'antichità il livello della conoscenza non era in grado di risolvere ogni problematica nell'epoca contemporanea, invece, l'avvento della tecnologia ha consentito all'uomo di applicare la ragione ad ogni cosa. In questi punti però in cui le certezze vengono meno, l'uomo, sempre alla ricerca di spiegazioni e conforto, si appella a strumenti irrazionali. Inconsciamente egli pensa di trovare in tali strumenti un appoggio, delle certezze, che poi costituiscono un elemento determinante nella vita dell'uomo stesso, e non si rende conto di quanto tali strumenti siano effimeri. La superstizione è un mezzo spesso utilizzato a tal fine, il quale però volentieri viene confuso con la religione; un esempio è quello dei veggenti, indovini, i quali si si spacciano per santoni, affermando di essere entrati in contatto con le divinità o con spiriti provenienti dall'aldilà. Essi per avere la fiducia della gente si servono di oggetti e immagini sacre, che inducono all'errore. In tal caso la fiducia nella religione e lo sbaglio di confondere la superstizione con la religione portano la gente a credere alla parola degli indovini, e a tentare di convincere gli altri a rivolgersi ali stessi. La magia, il mistero non sono altro che delle scappatoie della realtà di tutti i giorni, un mezzo per trovare le risposte ai problemi del nostro tempo, quasi una specie di ancora di salvezza. Ovviamente dopo essersi serviti di tali strumenti, l'uomo si rende conto della falsità di tutto ciò, e a prova di questo abbiamo le tante recenti inchieste diventate persino fenomeni televisivi, le quali hanno smascherato truffe e imbrogli ai clienti da parte di persone che si spacciavano per maghi e stregoni. La speranza è che nel futuro più prossimo cambi questa tendenza, in modo che non si cada più nell'errore di appellarsi ad un mondo, quello della stregoneria e della magia, che oggi di certezze ne da ben poche.

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