Scuola ed educazione alla salute


L’Unione Europea, quali che siano i tempi e i modi politico-economici della sua realizzazione, avrà valore e senso nell’evoluzione storica della civiltà solo se in essa si riconosceranno dei cittadini, che siano europei nel profondo della loro coscienza, nei loro più importanti valori, nella loro stessa concezione dell’esistenza, individuale e collettiva, nella più consapevole visione storica della civiltà cui appartengono.
Fra i compiti educativi che le istituzioni scolastiche europee dovranno affrontare con sempre maggiore impegno emerge con forte rilievo l’educazione alla salute. Non basta che si stringano intese politiche e operative fra le varie nazioni, per combattere i flagelli del secolo /AIDS, cancro, ecc.): bisogna anche educare le nuove generazioni a difendersi da tutte quelle insidie che minacciano le loro vite. Le campagne contro il fumo, l’alcol, le tossicodipendenze in genere vanno sostenute all’interno delle scuole dall’approfondimento conoscitivo dei pericoli, dai quali gli slogans intendono mettere in guardia: qualsiasi slogan, infatti, è tanto più efficace, quanto più l’individuo attraverso un apposito studio ne comprende e interiorizza le ragioni alla luce di fondamenti scientifici.
La scuola non è, d’altronde, l’unica “agenzia educativa”; bisognerà, quindi, studiare a fondo tutti gli altri tipi di azione che influiscono sulla formazione dei giovani, per poterne scongiurare gli eventuali effetti negativi e fuorvianti e immettere in ogni rapporto formativo uno “spirito europeo”.
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