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Scientifico o classico?

E’ stata sempre oggetto di dibattito e confronto la differenza fra cultura umanistica e formazione tecnico-scientifica. La prima dà la capacità di avere un proprio pensiero, una propria filosofia di vita e in generale una personalità, la seconda invece fornisce l’abilità pratica, sviluppa la manualità e la capacità di operare nel mondo ingenieristico.
Molti nel corso della storia si sono interrogati sulla maggiore utilità di una o dell’altra; ora si è arrivati al punto di volontà da parte di alcuni di debellare il liceo classico, emblema della cultura umanistica.
Nel processo di formazione dell’individuo si devono fornire ambedue le correnti, dando però, con l’avanzare dell’età, la priorità all’insegnamento scientifico.
La conoscenza scientifica privata dell’etica e della morale infatti può essere gravissima e dannosissima.
Perciò come sostengono moltissimi studiosi, nella fase iniziale dello sviluppo mentale di una persona infatti è fondamentale far si che essa plasmi il proprio carattere, la propria ideologia. Ciò si ottiene mediante lo studio della lingua ma soprattutto attraverso lo studio oggettivo della storia, per poter conoscere quali sono state le vicende negative del passato e per poter capire come e perché non vanno ripetute. Un esempio può essere il fisico Fermi che durante gli studi di elementi nuclerari abbandonò il progetto della bomba atomica prevedendo appunto gli effetti devastanti che avrebbe potuto avere, e che ha avuto, l’ordigno.

Una volta acquisita questa preparazione mentale e spirituale però a causa o grazie, checchè si voglia, dell’andamento del mondo e delle richieste che esso fa ,è fondamentale avere delle competenze tecnico-scientifiche. La maggioranza dei lavori infatti necessita di questo tipo di preparazione e non considera minimamente quella umanistica (a meno che non si diventi insegnanti di questo tipo di materie). Dal giornale Panorama si evince infatti che in Italia i lavori più richiesti sono il manager, addetto vendite, ingeniere… Perciò si può tranquillamente affermare la tesi sopra evidenziata.
Anche la vita quotidiana offre sempre manifestazioni di ciò: riparare l’auto, restaurazione, preparare il cibo ecc. sono tutte mansioni che richiedono abilità pratiche, non umanistiche.
Qualcuno, specialmente se legato alla tradizione, potrebbe dire però che la cultura di tipo umano sia importante giacchè permette di conoscere le abitudini del passato, di studiare i modi di fare delle varie civiltà e di interpretarli.
A talune persone si può rispondere dicendo che questo aspetto ha senza dubbio valore, ma più un valore di fascino, di interesse. Con queste competenze non si sopravvive, non ci si guadagna lo stipendio.
In conclusione si può ribadire che di fondamentale importanza è l’educazione tecnica, pratica poiché permette di vivere e di risolvere numerosi problemi eventuali e l’importanza gradualmente meno rilevante degli studi umanistici, accessiorio e valore secondario di una persona.

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