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La vicenda che ha tolto il respiro a tutta l’Italia è quella che ha tristemente coinvolto una ragazza come tante altre, Sarah Scazzi. E' stata infatti tradita proprio dalle persone di cui si fidava maggiormente. Non ci si abitua mai ad un delitto e ancora di meno ad un efferato atto di violenza che coinvolge una giovanissima, piena di aspettative, passioni, ma soprattutto con una vita davanti in cui avrebbe deciso, sbagliato e sognato, se non fosse stata bruscamente interrotta dai suoi assassini.
La tranquilla Avetrana è stato il palcoscenico di una delle vicende più tristi di questo anno, che ha inevitabilmente sconvolto gran parte di noi. Complici sono stati anche i media a cui questa vicenda è stata "data in pasto" senza alcuna pietà.
A richiamare l’attenzione della televisione sono stati proprio i due omicidi che hanno presentato la vittima come una ragazza piena di sogni irrealizzabili che l’avrebbero portata a spingersi fino alla fuga dalla realtà familiare, per arrivare facilmente alle luci della ribalta, ma queste affermazioni altro non erano che una farsa, che avrebbe dovuto coprire la verità, una verità che è stata scandita in diretta TV quando hanno annunciato la morte della giovane Sarah, con la madre e i parenti in collegamento ad una nota trasmissione RAI.

Fin dove può spingersi la fame di audience? Fino a dove può spingersi la voglia di strumentalizzare le vicende anche più tristi, in questo caso le tragedie, per attirare sempre più pubblico o semplicemente per distogliere l’attenzione da altri problemi?
Gli accusati ad oggi sono due: lo zio di Sarah, Michele e la sua amica e cugina Sabrina; il movente sarebbe una questione di tipo "intrafamiliare”, ma gli inquirenti stanno ancora indagando per riportare alla luce l'amara verità.
La vicenda è stata vissuta dall'opinione pubblica come una soap opera, come fosse una farsa, una fiction che ci inorridisce, ma che è vissuta con un certo distacco e con l'attenzione ad ogni singolo particolare e nuovo aggiornamento. Non è un caso che in questi giorni sono stati proposti tanti speciali sulla vicenda con ospiti appositamente scelti per studiare le sfumature della vicenda. Questo modo di portare tragedie personali in uno studio televisivo ha inevitabilmente innescato un secondo processo: quello di voler visitare di persona quei luoghi di cui tanto si parla.
Avetrana è, oggi, per molte persone un luogo di pellegrinaggio, che per curiosità o per pietà vogliono portare un saluto o dedicare un ricordo alla piccola Sarah, tutto questo però sembra ignorare i sentimenti veri della famiglia e di chi è coinvolto direttamente in questa situazione che, secondo me, avrebbe bisogno solo di pace e di giustizia.

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