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Le rivoluzioni a confronto


Mentre in Francia e in altri stati europei si affermava l'assolutismo monarchico, in Inghilterra i tentativi assolutistici degli Stuart fallirono. Fortunatamente nel passato ci sono stati fatti e idee che hanno condizionato gli ideali e il futuro dell'intera popolazione mondiale, fino al giorno d'oggi. Esempi lampanti sono stati i due riusciti tentativi dell'abbattimento della monarchia assolutistica della dinastia Stuart, che nonostante un temporaneo ritorno al trono, subì una più rovinosa sconfitta nel secondo tentativo, durante il quale non si versò nemmeno una goccia di sangue. La prima rivoluzione inglese provenne da tre diversi fronti convergenti: sul fronte religioso, l'estremo gruppo di calvinisti, i puritani, volevano che la Chiesa si purificasse affermando che la riforma non era risultata efficace e con l'ottenuta maggioranza in parlamento, la loro posizione si consolidava sempre più; sul fronte politico, il parlamento vedeva compromesse le proprie funzioni, tanto da approvare la Petizione dei Diritti nel 1628 in loro difesa; sul fronte economico la politica mercantilistica stava massacrando i ceti medio-bassi, che non sopportavano più l'intromissione del re nel mercato. Tutto questo sfociò nella guerra civile del 1642, guidata da Oliver Cromwell, forte sostenitore del popolo e del parlamento, che riuscì a portare il suo esercito, con nuove tattiche belliche, alla vittoria. Dopo una sorta di Protettorato, Cromwell si trasformò in un vero e proprio dittatore e senza alcuno indugio, quando egli dopo pochi anni morì, il parlamento approvò la restaurazione della monarchia con Carlo II, succeduto dal fratello cristianissimo Giacomo II. Nella volontà di difendere il protestantesimo, il parlamento offrì la corona a Guglielmo d'Orange, sposo anticattolico di Maria Stuart. Il regnante fu subito isolato e, con quella che passò alla storia come Glourious Revolution, avvenne un colpo di stato senza violenza e senza la presenza di masse popolari. Dopo l'approvazione di vari atti e della Dichiarazione dei Diritti, nel 1707 venne creato il Regno Unito di Gran Bretagna, con Giorgio I di Hannover, la dinastia che tutt'ora regna in Inghilterra. Questo enorme e stupendo paese, forse non sarebbe come si mostra a noi oggi, se non avesse fatto valere la propria voce e la propria volontà. La rivoluzione è sinonimo di libertà e talvolta essa è l'unico espediente per esprimerla, che sia essa pacifica, che sia essa violenta.
Le due rivoluzioni inglesi, quella americana e quella francese, sono nate con l'unico scopo di garantire ai più deboli la difesa dei loro diritti, soprattutto nel momento in cui chi si è ripromesso ed impegnato di proteggere gli stessi, non lo fa o per convenienza o per inadempienza. Proprio nel periodo bellico degli Inglesi, dove questi concetti vengono esaltati e rimarcati nei trattati di Thomas Hobbes e John Locke, non si può evitare di affermare che la libertà non è tale se non si è in grado di esercitarla o esprimerla. I due suddetti precursori illuministi hanno gettato le giuste basi per la corretta espressione dei diritti di tutti gli individui e la loro conseguente salvaguardia: entrambi si ispiravano al giusnaturalismo, affermando che l'uomo originariamente viveva in uno stato di natura governato dai diritti naturali inviolabili precedenti alla creazione di una costituzione. Queste rivoluzioni hanno fatto si che l'ordinamento politico odierno, non solo dell'Inghilterra, ma anche di molti altri stati, fosse affiancato dalla dicitura "democratico" o "democratica", che sia una repubblica, una monarchia, uno stato federale o confederale. Il Regno Unito oggi è una monarchia parlamentare costitutiva: il popolo inglese è governato da oltre 60 anni dalla regina Elisabetta II. Si può dire che, se 6 milioni di persone non hanno avuto la necessità di ribellarsi e cambiare le carte in tavola, vuol dire che tutte le scelte fatte e, che ancora si stanno facendo, sono giuste. Bisogna stare sempre attenti nel trattare il popolo, altrimenti può sempre scappare una visita di cortesia al numero 10 di Downing Street.
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