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Traccia: Quel fatidico 1789 che cambiò Parigi e il mondo.

Svolgimento

Il 14 Luglio fu un giorno che cambiò radicalmente il mondo ma soprattutto Parigi. In questo giorno infatti scoppiò, con la presa della Bastiglia, la rivoluzione francese che durerà fino al triumvirato fatto da Napoleone. La Francia, prima di questa rivoluzione, si trovava in condizioni disastrose: la sconfitta nella guerra dei sette anni mise in crisi la figura francese in politica estera; la divisione dello stato in classi sociali (nobili, clero e borghesia - o terzo stato) provocò la disapprovazione del terzo stato che doveva pagare le tasse anche per clero e nobiltà, ed era in condizioni di estrema povertà. Inoltre prima di questo evento la Francia era basata sull'Ancien Regime che rappresentava il regime assolutistico di tipo monarchico dove il sovrano aveva il potere politico e l'aristocrazia un importante ruolo sociale. Inizialmente la rivoluzione fu una rivoluzione aristocratica, infatti Luigi XVI decise di tassare nobiltà e clero per risanare le pubbliche finanze ma ovviamente l'aristocrazia non era d'accordo, così decise di convocare gli stati generali, un'assemblea che si esprimeva su ogni nuova imposta. Nobili e clero trovarono però la disapprovazione della borghesia su come formare gli stati generali: la nobiltà proponeva un identico numero di rappresentanti per ogni ordine, la borghesia invece proponeva un elezione in base ai partecipanti alle classi sociali. Il re dovette accettare quest'ultima richiesta. I borghesi, anche se erano in maggioranza, avrebbero perso perchè il voto era per classi sociali e non per voto di ciascun rappresentante. I rappresentanti della borghesia così decisero di abbandonare l'assemblea e diedero vita all'assemblea nazionale, alla quale dopo poco parteciparono anche nobiltà e clero, creando il 9 Luglio l'assemblea nazionale costituente che doveva creare una costituzione sul modello inglese. La presa della Bastiglia da parte dei borghesi fu un atto violento, un segno di opposizione alla monarchia assoluta, che era simbolo del vecchio regime. Infatti i borghesi liberarono alcuni prigionieri (dato che la Bastiglia era un carcere) e ne uccisero il proprietario. Il 26 agosto venne emanata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino che sanciva i diritti naturali dell'uomo, come la libertà personale, l'uguaglianza politica, la garanzia della proprietà, la resistenza all'oppressione e il diritto alla felicità. Questa dichiarazione conteneva i fondamenti della democrazia e del liberalismo e doveva portare a una monarchia costituzionale alla quale il re era contrario. Per questo motivo ci furono manifestazioni popolari che costrinsero la famiglia del re ad abbandonare definitivamente Versailles. Una seconda dichiarazione arrivò nel 1793 (dopo la condanna del re per alto tradimento per complicità con lo straniero) con i montagnardi (piccoli borghesi che soffrivano le conseguenze della guerra) che in quel periodo erano al governo. Questa costituzione era basata sul suffragio universale maschile, si affermarono i valori della libertà, dell'uguaglianza e della fratellanza che erano già stati proclamati nella dichiarazione del 1789. Questa dichiarazione fu molto democratica ma non entrò mai in vigore perchè incominciò il terrore con Robespierre. Inoltre questa dichiarazione, in confronto alla precedente doveva dare maggiori diritti al popolo che così potevano modificare la loro Costituzione, formare le leggi e insorgere nel caso di violazione dei propri diritti.

Nel 1795 venne approvata un'altra dichiarazione, quella dell'anno III, che aboliva il suffragio universale maschile a favore dell'elezione da parte dei proprietari, eliminava la democrazia e assicurava ai ceti borghesi il possesso dello Stato (evitando il ritorno di monarchici e giacobini). Dal punto di vista politico il potere legislativo era affidato ad un parlamento bicamerale, quello esecutivo al direttorio.
Come detto questa rivoluzione nacque come rivoluzione aristocratica e finì come rivoluzione borghese. Durante questo periodo si alternarono al governo partiti di ogni genere che fecero costituzioni più o meno democratiche. In ogni caso la Francia con l'arrivo di Napoleone divenne la potenza egemone in tutta Europa e ci furono anche delle nuove riforme, tra le quali quella della scuola e della centralizzazione del potere.

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