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Rapporto con gli adulti
Sento spesso, forse troppo spesso, gli adulti definire sbrigativamente l’adolescenza come l’età migliore, la più spensierata, quella che per tutta la vita si ricorderà con notevole nostalgia.
In realtà per chi, come me, la sta vivendo, l’adolescenza, è un passaggio difficile, che non si supera senza disagi, ferite interne a volte dolorose, e veri e propri momenti d’angoscia.
È una fase che non può essere definita né infanzia, né maturità: è un periodo di transizione, dove l’aspetto più evidente è la contraddizione. L’essere contraddittorio, fa parte dell’esistenza di ciascun adolescente.
In questo periodo, si sente il bisogno di riesaminare tutto quello che ci è stato insegnato come buono e vero, e che si aveva pacificamente accettato per tale. È, dunque, un periodo in cui tutte le certezze di un ragazzo vengono meno, non si è più sicuri di nulla, soprattutto se si parla delle proprie capacità, per quanto riguarda tutti i campi.
Nuove idee si fanno strada nella nostra mente; e questo, a parer mio, è uno degli aspetti più affascinanti dell’adolescenza, in quanto iniziano a sorgere grossi interrogativi, come per esempio quelli esistenziali. Inoltre, nascono nuovi ideali: nel senso che tutti i ragazzi si chiedono cosa potrebbero fare per migliorare il mondo, impegnandosi in nome di buone cause come volontariato, ambientalismo, difesa degli animali, etc. Alla base di tutto ciò, il meccanismo che persiste è, senza ombra di dubbio, l’identificazione con chi è debole e indifeso.
Si è, quindi, alla continua ricerca di valori saldi e stabili, ma soprattutto di modelli di vita a cui ispirarsi, che ogni adolescente tende ad imitare e a perseguire nei diversi contesti riguardanti il mondo dello spettacolo, della moda, della musica: come, ad esempio, cercando di assomigliare al proprio idolo musicale, vestirsi come Bob Marley o Eminem, o rifarsi alle icone del rock, del reggae o dell’heavy metal.
Molto spesso, noi adolescenti, veniamo, influenzati e “manipolati” dai mass –media (tv, cinema, giornali etc.) che impongono una sorta di conformismo, essi non lasciano libero sfogo alle opinioni, annullando, quasi, la personalità di ognuno di noi. Infatti, la società in cui viviamo, “bombarda” modelli e valori fasulli che noi subiamo senza volerlo, inconsciamente.
Come ho già accennato poc’anzi, nell’adolescenza, il ruolo della musica è davvero importante. La musica rappresenta una sorta di linguaggio, attraverso il quale i giovani si esprimono. I gusti musicali di ogni adolescente, dunque, influenzano fortemente il modo di vestire, di apparire dei teenagers; la musica influenza, anche, le idee politiche dei giovani, che infatti, ascoltano gruppi che hanno un’impronta politica… In genere, con le loro canzoni, lottano contro una società che, a parer loro, non va bene.
Ma tornando alla musica, essa esprime l’intensità delle emozioni; è il luogo dove, la maggior parte di noi adolescenti, si rifugia.
Un luogo dove i teenagers trovano comprensione e amicizia, è il gruppo degli amici. In questo periodo, cresce sempre più l’importanza di far parte ad una comitiva, con la quale condividere gioie, emozioni e talvolta delusioni.
Nella maggior parte dei casi, anche nei gruppi, si prende ad esempio il tipo o la tipa giusta, o meglio quella che si veste più alla moda delle altre, che segue quelle che sono le tendenze del momento, insomma. Diventa perciò “un piccolo mito”, tale che ne siano ricalcate le orme.
In contrapposizione alla comitiva, al gruppo vi è la famiglia, che rappresenta un evidente contrasto con quella che è la realtà quotidiana del gruppo; di conseguenza il rapporto con la famiglia si fa sempre più ostile e conflittuale: ci si trova di colpo a desiderare sempre più l’indipendenza ma, allo stesso tempo, si è incapaci di ottenerla. Ciò, è causato dal comportamento estremamente protettivo dei genitori. Difatti quando i loro figli entrano nell’adolescenza, essi soffrono. Soffrono, perché si sentono messi da parte; non capiscono, stanno assistendo a una trasformazione importantissima, un po’ come quella del bruco che diventa farfalla: però con una piccola differenza, si tratta del loro bruco. Dopo queste trasformazioni, essi si sentono un po’ disorientati di fronte alla persona “nuova” che hanno davanti, quasi completamente diversa dalla loro “bambina”, o dal loro “bambino”.
Come conseguenza di quanto detto precedentemente, è un compito decisamente arduo, quello dei nostri genitori, di comprenderci, di starci vicino soprattutto nei momenti difficili. Da un altro lato, tuttavia, gli adulti mostrano la loro indifferenza, sminuendo o addirittura ignorando quelli che sono i problemi e le angosce di noi adolescenti.
Comunque, quelli in famiglia, sono i rapporti più difficili da gestire per un adolescente. Al contrario, per ciò che concerne, me e quindi il rapporto con miei genitori, posso dire che il problema non sussiste. Infatti, il legame che accomuna me e mia madre è speciale, non sono un mistero per mia madre proprio perché le confido tutti i miei timori, le mie ansie, le cose di cui ne vado fiera, le cose di cui non vado fiera, come ad esempio qualche mio insuccesso a scuola, etc.
Infatti, mia madre non ha bisogno di seguirmi la sera o di controllarmi il cellulare, violando la mia privacy, cosa che fanno molte altre mamme di mia conoscenza: il nostro rapporto si basa sul rispetto e sulla stima reciproca e, non ultima per scarsità di importanza, la fiducia. Penso che alla base di ogni tipo di legame ci debba essere la fiducia.
Non meno importante è il rapporto che persiste fra me e mio padre. Io gli confido tutto quello che mi passa per la testa, infatti lo posso considerare come il mio più grande amico, gli voglio troppo bene!
In conclusione, per avvalorare tutto quello che è stato detto in questo tema, possiamo aggiungere – come affermava un noto scrittore, di nome Paul Nizan – una nota citazione presente in un famoso romanzo: “non permetterò a nessuno di dire che la giovinezza è la più bella età”.

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