Ominide 222 punti

Gli dèi hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca, per ascoltare il doppio e parlare la metà
[Talete di Mileto]

Oggigiorno tendiamo a concentrarci ed a pensare solamente a noi stessi, ai nostri problemi e ai nostri bisogni, non considerando quelli degli altri. Ci limitiamo, infatti, a sentire ciò che gli altri ci comunicano, senza veramente ascoltare e capire le necessità altrui.
Sentire è molto diverso da ascoltare, poiché esso si riferisce semplicemente alla percezione di una sensazione, nel nostro caso un suono, senza necessariamente prestare attenzione e concentrarsi su quello che si sta udendo.
Ascoltare, al contrario, implica qualcosa di più del semplice sentire: significa usare il cervello per elaborare ciò che si sente, cogliere quello che una persona vuole veramente comunicarci e interiorizzare le informazioni per poter aiutare l’individuo in un secondo momento.
Sentire però significa anche cogliere segni e comprendere ciò che non è possibile percepire attraverso l’ascolto. La capacità di sentire, intesa come percepire ciò che non è stato detto, una persona si apprende solamente quando la si conosce a fondo. Per conoscere veramente una persona è necessario ascoltare. Per questo l’autore parla di ascoltare il doppio e parlare la metà.

Il pilastro che regge una relazione autentica è la conoscenza reciproca. Ma come si può conoscere una persona senza ascoltarla? Senza comprendere le sue necessità? Senza percepire ciò che non dice?
Uno dei nostri tanti difetti è che ascoltiamo solamente ciò che ci fa piacere, mentre ci limitiamo a sentire ciò che è difficile o ciò che non ci giova. Ma le cose che fanno piacere a noi sono molte meno rispetto a quelle che sono necessarie per conoscere e capire gli altri. Di conseguenza, per non dovere ascoltare, parliamo di innumerevoli banalità.
É un circolo vizioso: Più parliamo e meno ascoltiamo. Meno ascoltiamo e meno comprendiamo. Meno comprendiamo e meno conosciamo gli altri. Meno conosciamo gli altri e più parliamo.
In conclusione dobbiamo imparare ad andare oltre il semplice sentire e dare il giusto tempo alle parole perché per conoscere l’altro è necessario ascoltare e percepire ciò che non si comunica oralmente.

Registrati via email