La nostra società si va configurando sempre più come multietcnica e pluriculturale: il riconoscimento della differenza come valore è il fondamento di una nuova concezione, più adeguata della democrazia e apre la strada ad un'etica della responsabilità che può diventare un efficace antidoto all'intolleranza e al razzismo.Il tema del multiculturalismo è stato tra gli argomenti che,negli ultimi anni,maggiormente ha destato l'interesse delle scienze sociali e rappresenta una problematica relativamente nuova.Ma cosa si intende davvero per "multiculturalismo"?In primo luogo è bene sottolineare che ogni cultura è “multiculturale” perchè in essa sono riscontrabili elementi provenienti da luoghi e da popoli diversi;In secondo luogo, con il termine “m nulticulturalismo” possiamo indicare la coabitazione tra diversi gruppi linguistici, culturali, religiosi che vivono nel medesimo spazio territoriale .Il riconoscimento della differenza,sia essa etica,religiosa o di costume, apre la possibilità al dialogo fra le culture,alla comunicazione fra i popoli,quindi contribuisce a distruggere stereotipi culturali e pregiudizi. E' una nuova cultura che deve farsi strada e che , in un mondo segnato dalla plurietnicità, deve favorire una vera e propria civiltà dell'accoglienza, in grado di rendere praticabile l'incontro fra i popoli.Già nel nostro quotidiano, gli immigrati,coloro che professano altre fedi religiose, i diversi da noi non devono essere considerati come l' "inquinamento" di una presunta purezza ed integrità della nostra civiltà, come purtroppo , in un passato nemmeno troppo lontano, certi pregiudizi razziali inducevano a pensare,ma devono essere visti come un autentico arricchimento portato alla nostra società.La società multietnica e pluriculturale non può essere assolutamentela società della discriminazione e dell'emarginazione; in essa deve invece diventare operante il principio dell'accoglienza e accogliere con calore ed entusiamo, oltre che con la curiosità di apprendere il "nuovo".Deve pertanto cadere ogni pregiudizio,rivelatore di scarsa intelligenza, di limitata curosità e di paura del nuovo e del diverso, che impedisce ogni incontro e ogni confronto; inoltre, come afferma anche Feuerbach, l'uomo è un essere sociale ed in quanto tale il rapporto con gli altri è essenziale, sia sul piano ontologico sia su quello gnoseologico.:ogni uomo ha il diritto di non essere emarginato dalla società e di vivere quindi in un mondo senza disuguaglianze economiche e sociali.

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