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Il lavoro, il mercato del lavoro e la disoccupazione

Molti sono i fattori che possono incidere sulla scelta dell’ubicazione degli impianti industriali. Tra questi innanzitutto il fattore lavoro. Impianti di grandi dimensioni richiedono un numero elevato di lavoratori. Spesso, poi, è importante la disponibilità di manodopera femminile .
Anche il costo del lavoro è un fattore determinante. In genere i salari sono molto più bassi nei Paesi in via di sviluppo (dove per ragioni demografiche l’offerta di lavoro è superiore alla domanda) oppure dove esistono opportunità di lavoro solo per una parte della popolazione (ad esempio solo per gli uomini in zone di industria pesante).
Aree attrattive sono anche quelle in cui l’assenza di scioperi o di forti conflitti sindacali garantiscono la continuità della produzione.
La qualificazione della manodopera, invece, è importante sia nel caso dell’industria tradizionale che deriva dalle tradizioni artigianali locali, sia per le industrie a tecnologia avanzata, che richiedono personale dotato di livelli di istruzione elevati.

Il lavoro di fabbrica nato con la rivoluzione industriale raggiunse il suo massimo sviluppo nel Novecento, oggi l’occupazione industriale si sta rapidamente riducendo a livello mondiale, infatti, negli ultimi dieci anni il mercato del lavoro ha subito una trasformazione, in quanto i servizi avanzati richiedono una maggiore professionalità rispetto a quella della fabbrica tradizionale.
La disoccupazione è un problema che riguarda l’intero pianeta, in misura differente a seconda delle aree geografiche.
Tra i Paesi dell’Unione Europea, la disoccupazione varia intorno al 15% della forza lavoro tra Grecia, Portogallo e Spagna, mentre nei Paesi Bassi e Regno Unito è intorno al 6%. La maggior potenza industriale europea è la Germania, anche se il numero dei disoccupati è cresciuto dopo l’unificazione. Negli Stati Uniti e in Giappone, invece la disoccupazione è più contenuta e la crescita del PIL è doppia rispetto all’Europa. Le ragioni di tali differenze sono molteplici. Negli USA per esempio vengono erogati incentivi alle piccole e medie imprese creando numerosi posti di lavoro. Anche la formazione permanente, ossia la disponibilità ad acquistare nuove conoscenze per essere in grado di svolgere lavori più richiesti, è una formula vincente per combattere la disoccupazione. Altre misure che hanno favorito la creazione di nuovi posti di lavoro sono stati la liberalizzazione dei mercati e la privatizzazione delle imprese di proprietà pubblica; infine un’efficace strumento per contenere il problema della disoccupazione riguarda la possibilità dei contratti e dei salari, perché mettono in discussione alcune fondamentali conquiste sindacali, come per esempio il minimo salariale. Anche se in alcuni Paesi industrializzati come il Regno Unito non è più previsto un salario minimo, infatti alcuni lavori vengono retribuiti con l’equivalente di pochi euro all’ora.

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