maryP di maryP
Ominide 50 punti

Tema di letteratura latina su Cicerone
Fin dai tempi antichi tutti i filosofi hanno cercato di dare una loro definizione dell’uomo: i filosofi e oratori latini lo hanno fatto principalmente basandosi sulla loro professione. Essi hanno descritto l’uomo sia in base a ciò che dovrebbe conoscere, sia a come dovrebbe essere, sia a come dovrebbe comportarsi.
Catone nacque nel secondo secolo a.C., e durante la sua vita si operò molto per Roma, sia da giovane combattendo durante le guerre sia al governo mettendo in pratica le sue idee. Il De rhetorica è un trattato di cui sono rimasti solo pochi frammenti: tra questi è famoso “vir bonus dicendi peritus”, che descrive l’oratore. Questa definizione può essere intesa in due modi: sia solo come spiegazione della sua visione dell’oratore, ossia una persona che deve rifiutare l’oratoria solo come una tecnica argomentativa ma la deve esercitare anche comprendendo i principi morali, sia come definizione di uomo, inteso come persona impegnata attivamente nella politica. Però questa definizione è basata sempre sul concetto di oratore, e su ciò che si dovrebbe conoscere per poterlo essere: infatti sia l’oratore sia l’uomo devono essere molto esperti nei vari campi al fine di poter o creare delle belle orazioni o partecipare alla politica.
Sallustio invece nacque molto dopo Catone, ai tempi di Cesare, che appoggiò. Ebbe un’importante carriera politica, infatti percorse tutto il cursus honorum e, grazie alle sue monografie, fu un importante storico. Ricorse ai concetti di virtus e animus per descrivere l’uomo: la virtus, ossia il controllo delle passioni per evitare l’inattività, è legata all’animus, che è l’unione tra la somma intelligenza e l’energia spirituale, e viene ostacolato dalle passioni del corpo. L’uomo secondo Sallustio deve essere guidato dall’animus, che infatti dovrebbe dominare il corpo e la sua tendenza al piacere e guidarlo verso azioni memorabili. In poche parole Sallustio distingue gli uomini degni, ossia come secondo lui dovrebbero essere tutti, dai bruti, che si fanno guidare solo dall’istinto.
Cicerone è contemporaneo di Sallustio, e nella sua vita fu un uomo completo: si occupò sia della politica, sia dell’oratoria, sia della filosofia. In particolare nell’opera De oratore Cicerone descrive come dovrebbe essere secondo lui l’oratore: quest’opera è un dialogo che ha come protagonisti Licinio Crasso e Marco Antonio, e grazie agli scambi di battute tra questi due personaggi viene descritta la figura dell’oratore ideale per Cicerone. Dovrebbe essere sia un filosofo sia uno storico e un poeta, e in più dovrebbe avere una grande cultura, che deve saper usare tramite la retorica. La cultura è uno dei fondamenti dell’humanitas, insieme alla ragione e alla parola, che sono i due comportamenti da sviluppare: l’uomo ideale di Cicerone è colui che riesce a comportarsi secondo le regole dettate dall’humanitas. Qeste regole descrivono dei comportamenti da seguire, come per esempio la gentilezza dei modi o il controllo delle passioni. Le idee di Cicerone concordano con il vir bonus di Catone in quanto tutti e due gli uomini descritti devono avere una grande cultura e devono essere interessati alla politica.
Questi tre grandi personaggi del passato hanno descritto il loro uomo ideale in modi simili anche se non uguali, ma secondo me restano idee del passato: per esempio secondo loro gli uomini dovrebbero essere impegnati nella politica, mentre adesso ci sono cose più importanti nelle quali essere impegnati. Non tutte le persone possono essere impegnate politicamente, mentre potebbero esserlo in attività socialmente utili, come il volontariato. Secondo me l’uomo ideale non si può giudicare in base alla sua cultura o al suo controllo delle passioni, come dice Cicerone. Io reputo più importante considerare quanto una persona si impegna in quello che fa, qualunque cosa sia, perché è da questo impegno che si vede quanto una persona tenga alla propria vita, e da qui a quella degli altri. Non sono d’accordo con Sallustio quando dice che non bisogna farsi guidare dall’istinto ma solo dalla virtù: secondo me una persona deve vivere in base al suo carattere, sia esso istintivo o razionale. Sallustio probabilmente come istinto intende quello che porta a commettere azioni malvagie, ma esiste anche un’istinto “buono”, da non condannare.
In conclusione, io non darei una definizione di come deve essere l’uomo per essere ritenuto tale, perché mi sembra solo di giudicare le persone. Ma se proprio devo dire cosa apprezzo o meno negli uomini, è il loro essere se stessi e impegnarsi per migliorare la propria vita, perché secondo me sono queste due qualità che ti fanno essere veramente qualcuno.

Registrati via email