La droga
Senza alcun dubbio l’assunzione di sostanze stupefacenti a un livello quasi di massa segna una sconfitta per i cosiddetti paesi avanzati, nei quali si proclama con non poca retorica di essere giunti a un tipo di civiltà sofisticata, il che potrebbe voler dire perfetta. Sulla validità di tale tipo di civiltà, se essa cioè sia una conquista di felicità o l’accumulo di una somma quotidiana di distorsioni, si potrebbe fare un lungo discorso.
Le sostanze stupefacenti sono note fin dall’antichità. In un papiro egiziano si legge che l’oppio veniva usato per lenire il dolore durante operazioni e in caso di malattie incurabili. Non abbiamo però alcun documento che nell’antichità vi fosse un consumo di tali sostanze per un uso di piacere e superebbrezza. E invece in poco più di tre decenni, è nata una cultura della droga. Su questo fenomeno si discute in modo interminabile, tanto si può dire che i mezzi di comunicazione di massa dedicano all’argomento più parole che forse ad ogni altro argomento. Ed è nata una letteratura vastissima che analizza il problema della droga sotto le più diverse angolazioni, da quelle mediche e da quelle psicologiche, sociali, politiche.
Una delle spiegazioni che è stata comunemente data è la seguente. La civiltà dei consumi ha messo a disposizione dell’uomo contemporaneo un benessere impensabile fino solo a pochi decenni addietro. Ma tale civiltà impone un ritmo e un ordine di vita poco sopportabili, talora anche critici o addirittura contraddittori o anche assurdi. È possibile allora che dei giovani i quali abbiano “problemi” desiderino sottrarsi alle leggi che la società, il “sistema”, spietatamente stabilisce dall’alto. E la droga offre una possibilità di netta separazione con la vita attiva.
Per il drogato si allontanano i dolorosi problemi del lavoro, del futuro, dell’ansia per una continua acquisizione di beni, del rapporto familiare, e perfino del rapporto sessuale. Egli vive in se stesso, come in un sogno, diviso da un mondo che gli appare inutile e crudere.
È come nella favola “la bella addormentata nel bosco” misteriosa e preoccupante, carica di significati simbolici.

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