La globalizzazione è un fenomeno cominciato alla fine degli anni ’80. L’Unione Sovietica era crollata, quindi i sistemi economici e ideologici (che erano al posto del mercato libero) scomparvero con essa. Si erano aperti così nuovi ed ampi mercati, dove le imprese statali erano private e dove gli scambi commerciali e i flussi di capitali diventarono finalmente liberi. Furono create, allora, nuove e forti aree economiche, concentrate nel Nord America, in Europa e nel Sud-Est Asiatico. L’informatica e le reti di telecomunicazione trasformarono le organizzazioni dei lavori: si era creato il settore quaternario, grazie al quale molte zone dell’estremo Oriente si erano sviluppate, e la vita quotidiana di milioni di persone è molto migliorata, permettendo così all’uomo di “evolversi”. con l'evoluzione dei trasporti, lo scambio di merci (import-export) si è notevolmente moltiplicato, cosicchè ogni giorno su ogni tavolo compaiono prodotti provenienti non solo da altri paesi o nazioni, ma addirittura continenti. Tuttavia, questa “evoluzione” ha portato anche alcuni “effetti collaterali”, che possono essere dannosi non solo per ciò che circonda l‘uomo, ma anche per l’uomo stesso. Un semplice esempio è l’automobile. Comodissima e non troppo difficile da usare, è un’invenzione fantastica, in quanto è utilissima per spostarsi da un luogo ad un altro. Ma per funzionare, la macchina ha bisogno di carburante, il quale inquina l’ambiente. Risultato? L’aria è sporca. E per i polmoni dell’uomo questo è nocivo, per cui a costui potrebbe addirittura accorciarsi la vita, la cosa più preziosa che ogni essere vivente possa avere. Anche la televisione, o il computer sono invenzioni utili e permettono di vedere il mondo attraverso mezzi di comunicazione del tutto nuovi. Ma anche qui c’è il rovescio della medaglia: è stato infatti dimostrato che entrambi fanno male agli occhi e al cervello, se vengono usati troppo. Ma, oltre a questo, c’erano state catastrofi a dir poco impressionanti, che avevano mostrato il lato più buio della globalizzazione: nel 1997 e 1998 in Giappone, Russia e in alcuni paesi latino-americani c’erano state drammatiche crisi economiche, che avevano rovinato intere popolazioni. Qualche anno dopo, l’ascesa delle borse e di internet era crollata, e per “sistemare” la situazione degli Stati Uniti d’America, venne eletto il presidente Bush, il quale irritò profondamente i terroristi, che, l’anno dopo, fecero la famosa strage dell’11 settembre. In confronto a questi 30 000 morti, i problemi ambientali sono come una lacrima paragonata ad un oceano.

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