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Traccia:
Internet è uno strumento ricco di informazioni e di proposte interessanti, ma anche pieno di pericoli nascosti. Come aiutare i giovani ad accostarne le qualità, tenendolo lontano dai punti deboli?
Svolgimento:

Una volta, negli anni sessanta, si parlava di “beat-generation”, ad indicare una generazione caratterizzata dalla voglia di cambiamento, dal desiderio di vivere “on the road”, al di fuori degli schemi convenzionali borghesi. Oggi invece si usa il temine omofono “bit-generation” per segnalare che i giovani di oggi vivono la dimensione telematica come connaturata alla loro esistenza. Essi imparano da piccoli a giocare ai videogame e ad utilizzare il computer. Poi entrano in internet per fare ricerche, si iscrivono alle chat, che frequentano assiduamente, come i forum, ed imparano a fare siti web e tante altre cose che un adulto magari impara a fatica. Ma questa rivoluzione ha portato un miglioramento o un peggioramento nel modo di vivere? Senz’altro ci sono aspetti negativi e positivi. Talvolta il contatto virtuale sostituisce quello reale, e approfondisce la timidezza o l’introversione del giovane. Le ore (tantissime) passate davanti a televisione, videogame e computer, inoltre, potrebbero inibire lo sviluppo di una capacità critica di giudizio, che progredisce invece con le letture e gli incontri personali. L’utilizzo esagerato di questi mezzi, come se non bastasse, inibisce la capacità di immaginazione: ci troviamo tutto già riprodotto e fissato sullo schermo, senza che ci venga richiesto lo sforzo di immaginare e utilizzare la nostra fantasia e intelligenza. Infine sappiamo che internet è un mezzo anarchico, nato di per sé senza regole poiché nessuno detiene in modo accentrato le chiavi della comunicazione. Questo, se da un lato permette l’espressione di tante idee e notizie, dall’altro rende molto difficile tutelare le leggi e la psicologia di un giovane in crescita. Moltissimi per esempio sono i siti pornografici, le attività che trasgrediscono il diritto di autore, ecc… che proliferano sulla rete, trovando proprio tra i giovani numerosi utenti. Le volgarità, le immagini disgustose, le chat molto “spinte”, ecc… sono purtroppo una realtà che nutre la curiosità morbosa dei giovani (e non solo). Bisogna allora buttare il bambino con l’acqua sporca, vivere come in una campana di vetro, privandosi dei ritrovati della tecnologia per non incorrere in questi rischi? Penso che un giovane, se è già in possesso di una sua capacità di giudizio possa e debba invece utilizzare questi potenti mezzi, che gli permetteranno di amplificare le sue capacità e di esprimersi in modo nuovo e originale. Pensate come è bello, per esempio, navigare in internet e vedere dei siti web, ricchi di pagine affascinanti dal punto di vista grafico, realizzati dai ragazzi di meno di vent’anni, che dimostrano in questo una sensibilità e una capacità non comune presso le altre generazioni. Certi programmi o linguaggi di programmazione richiedono per essere imparati da una persona adulta tempi spropositati, mentre i giovani li sentono come un loro linguaggio. Essi vivono in una società che all’immagine ha dato un ruolo fondamentale, e questo non è sempre negativo, perché rende tutto più immediato. Leggendo certi romanzi scritti a cavallo tra ottocento e novecento possiamo intuire come le convenzioni fossero in quell’epoca asfissianti, ed ognuno doveva spesso cambiare formula di cortesia a seconda della classe sociale di chi gli stava davanti, o utilizzare ampollosi preamboli prima di arrivare al nocciolo della questione. Oggi internet ci ha insegnato ad essere immediati, ad utilizzare il tu con tutti, senza dimenticare una certa cortesia nell’espressione (la cosiddetta netiquette) e soprattutto ad esprimerci senza nessun preliminare, poiché la natura del mezzo ci impone di essere sintetici e concreti. Qualcuno potrebbe obiettare che tutti questi aspetti positivi, messi in mano ad un ragazzo immaturo, verrebbero eclissati dalla negatività dei messaggi presenti sulla rete. Eppure c’è un sistema per avvicinare ad internet anche un giovane non ancora capace di distinguere, di essere critico. Basta che all’inizio sia accompagnato da un adulto, anche con delle regole e dei limiti, sia quantitativi (ore da dedicare al computer e agli altri mezzi elettronici) sia qualitativi, che gli possa insegnare come si fa una ricerca, come si usano i programmi del computer, ecc…. Sono convinto, infatti, che ogni proibizione assoluta e, soprattutto, immotivata, non porterebbe a nulla di buono, anzi potrebbe avere effetti controproducenti. Forse noi non ce ne rendiamo conto, ma le ore davanti a un videogioco o al computer non sono sempre così sprecate, poiché possono sviluppare alcune capacità. Certo, non tutte: ecco il motivo per cui non rinunciare mai anche alla lettura di un buon libro, o ad un altro tipo di svago o attività fisica. Ma teniamo presente che il giovane di oggi, che sia il manager o l’operaio specializzato o l’addetto ai servizi di domani , comunque, dovrà saper maneggiare internet, computer, telefonini, ed altri ritrovati della tecnica per riuscire con successo nel suo futuro.

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