Daniele di Daniele
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Ruolo di internet nella comunicazione
La comunicazione è nata insieme all’uomo a seguito della sua necessità di relazionarsi con l’altro. Ciò che distingue l’uomo dagli altri animali proprio per la capacità di comunicare ai suoi simili concetti complessi attraverso un linguaggio di alto livello. Sussistono infatti una modalità di comunicazione all’interno di una stessa specie animale, ma non nella varietà presente nel mondo umano.
Ma il linguaggio orale o i gesti non bastano quando bisogna comunicare su grandi distanze. Questo ha dato quindi l’impulso allo sviluppo dei mezzi di comunicazione, via via sempre più sofisticati. Senza andare troppo indietro con la storia, tra l’800 e il ‘900 c’è stata una vera e propria escalation: l’invenzione del telegrafo, seguita in pochi decenni da quella del telefono e della radio. Da allora le telecomunicazioni hanno subito uno sviluppo incredibile che non si arresta ancora. Per non parlare poi dei computer, che dagli anni Cinquanta in poi hanno cambiato l’immagine della nostra società ed il concetto stesso di comunicazione a distanza.
Quando l’informatica e le telecomunicazioni hanno cominciato a essere usati simultaneamente, dando origine alla telematica, è iniziata la rivoluzione nella diffusione delle informazioni. La telematica, infatti, consente a un computer di accedere a banche dati esterne e ai sistemi di elaborazione situati in posti anche molto lontani, basta essere connessi alla rete di comunicazione.
Il simbolo di questa possibilità di scambio dati su scala globale è rappresentato da Internet. Nata per scopi bellici negli Stati Uniti sotto il nome di Arpanet, è stata ben presto utilizzata dagli ambienti di ricerca universitari per scambiarsi informazioni e saperi di ogni genere da un capo all’altro del mondo.
Sul finire degli anni Ottanta essa ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo grazie alla creazione del protocollo http e dell’ormai celeberrimo acronimo www, ovvero worldwide web: una ragnatela di scala mondiale che collega computer e banche dati sparsi in ogni punto del globo. In questi ultimi dieci anni “navigare” in rete è diventato di moda, grazie ai sistemi di accesso immediato messi a punto dai ricercatori: oggi le informazioni vengono veicolate con una velocità impressionante attraverso la rete, che riesce a essere molto più tempestiva dei media tradizionali come la televisione e i giornali, che danno notizie vecchie di oltre un giorno rispetto al rete. Internet è un regno nel quale si può accedere a riviste e giornali elettronici, a pagine di cultura, di intrattenimento, a siti specializzati negli argomenti più disparati. Attraverso i servizi di vendita a distanza, inoltre, si può acquistare qualsiasi oggetto. Internet ha veramente abbattuto le barriere economiche, fisiche e culturali che dividono i paesi del mondo (quelli, ovviamente, dove arriva la corrente elettrica e dove vi siano cavi del telefono) e sembra lo strumento più efficace per realizzare il “villaggio globale”, in cui tutti sanno tutto di tutti.
Un passo avanti in questo senso è stato rappresentato dai social-network, ovvero dei siti il cui scopo è mettere in relazione i propri iscritti: in queste piazze virtuali si mette all’attenzione di gruppi più o meno ristretti la propria vita sotto forma di profilo personale da corredare con informazioni, foto e video personali.
Ovviamente, però, come tutte le medaglie anche Internet ha il suo risvolto negativo: la principale problematica è quella di garantire la privacy degli utenti, i cui dati possono essere usati per fini di diversa natura: dalla truffa bancaria all’adescamento nel caso dei minori.
Proprio questi ultimi sono una fascia a rischio per quanto riguarda il web: si pone l’interrogativo di come impedire la diffusione di materiale “eticamente” dannoso per queste fasce d’utenza.
Come tutti sappiamo, infatti, un gran numero di “navigatori” è formato da adolescenti e bambini, ormai espertissimi nell’utilizzo dei computers. Ebbene, Internet è costellata di pagine “pericolose” in cui si diffondono immagini e messaggi che sarebbe bene che questo tipo di utenti non vedesse: siti specializzati in materiale pornografico, spesso di tipo pedofilo; siti in cui si incita alla superiorità razziale, alla violenza, al satanismo, alle esperienze “pericolose”.
Spesso, giovani utenti accedono a queste pagine involontariamente, restandone, inevitabilmente, segnati nella psiche, visto che le immagini si imprimono, spesso indelebilmente, nelle menti degli adolescenti, naturalmente soggetti alle influenze esterne. Come per ogni strumento del progresso anche per Internet l’uomo deve rimanere soggetto, protagonista e, in quanto essere pensante e razionale, può e deve avere la capacità di gestire Internet senza lasciarsene condizionare o distruggere nella sua individualità.

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