Tema sull’Inquinamento ed emergenza clima


Tra gli effetti di uno sviluppo economico a forte impatto ambientale c’è anche l’alterazione del clima, con danni imprevedibili e catastrofici.

Gli scienziati da tempo hanno lanciato l’allarme: l’alterazione degli equilibri ambientali, per l’effetto dell’inquinamento atmosferico, provoca delle ripercussioni anche sul clima , conseguentemente al surriscaldamento della superficie terrestre e degli strati bassi dell’atmosfera determinato dalla crescente emissione di “gas-serra”. La temperatura media sulla superficie del nostro Pianeta sta infatti gradualmente aumentando proprio per la sempre maggiore quantità di anidride carbonica , anidride solforosa e ossido di azoto immessa nell’atmosfera, che ha determinato il cosiddetto “effetto serra”,così definito perché del tutto simile a quanto avviene all’interno di una serra: sulla superficie della Terra e all’interno dell’atmosfera, per la maggiore densità prodotta dalla concentrazione dei gas suddetti, viene trattenuta parte del calore irradiato dal sole.

A detta degli scienziati, se la temperatura media della Terra dovesse salire di più di due gradi nel corso dei prossimi cento anni, le conseguenze sarebbero tali da compromettere la sopravvivenza di molte specie viventi. Si produrrebbero sconvolgimenti climatici notevoli: mutazioni dei cicli stagionali, con inverni molto rigidi alternati ad estati torride; aumento della desertificazione, un fenomeno che attualmente interessa l’Asia, l’Africa e l’Australia, coperte per una parte crescente della loro superficie da steppe e deserti; scioglimento dei ghiacci polari, con le coste basse invase dall’acqua del mare e la scomparsa di intere regioni costiere in ogni continente; maggiore rischio di uragani, alluvioni, maremoti e tsunami come quello che di recente ha devastato le regioni costiere dell’Asia meridionale e sudorientale. Non si può parlare di timori immotivati o di allarmismi esagerati: lo testimoniano i dati che registrano un costante aumento nell’atmosfera della concentrazione di anidride carbonica, il principale dei cosiddetti “gas-serra”, prodotta da ogni combustione.
Nasce pertanto l’esigenza di affrontare la questione ambientale invertendo la rotta fin qui seguita dai governi dei Paesi industrializzati: in primo luogo, urge attuare quanto prescritto dal Protocollo sottoscritto a Kyoto, in Giappone, nel 1997, che impegna gli Stati firmatari a ridurre le emissioni di “gas-serra2 entro il 2010-12; in secondo luogo, è quanto mai impellente orientare l’economia in direzione di uno sviluppo sostenibile, cioè assicurando il miglioramento della qualità della vita per tutti, mediante lo sviluppo economico e il progresso tecnologico, nel rispetto, però, degli equilibri ambientali.
Infine, ma non ultimo per importanza, c’è da sottolineare la necessità di promuovere un’autentica cooperazione tra i singoli Paesi del mondo per evitare la catastrofe climatica prima che sia troppo tardi, nella consapevolezza che l’inquinamento ambientale non conosce barriere nazionali.
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