Inquinamento: i bambini sono le persone più a rischio


L’inquinamento, sempre più difficile da tenere a bada, sta rivelandosi un pericolo mortale soprattutto per i più piccoli. Enuncia le tue riflessioni e commenta.

Scaletta


1) Introduzione: chi è il killer del 2000.
2) Si trova dovunque sia arrivata la mano dell’uomo.
3) E’ un mostro che si trova nell’aria e arriva dappertutto.
4) Potrebbe essere fermato, se fossimo più attenti all’ambiente.
5) Si tratta dell’inquinamento.
6) Le cifre impressionanti delle vittime per inquinamento.
7) I suoi bersagli preferiti: i bambini.
8) Perché ne risentono di più i più piccoli.
9) Conclusione: bisogna rimediare al più presto.

Oggi, negli anni che ruotano intorno al Duemila, c’è in giro un nuovo, gigantesco mostro, un altro killer(pari agli spettri dei tumori, delle droghe, del fumo) che va a caccia di vite da stroncare. Di vite anche molto giovani, anzi, infantili. È un mostro che di fisico non ha nella, che è totalmente astratto, intoccabile con mano, ma allarmante.

Sembra lontanissimo da noi, invece è qui, vicinissimo. E non serve scappare chissà dove per non farsi inseguire: esso è dovunque o quasi. Dovunque ci sia sviluppo e industrializzazione, dovunque la mano dell’uomo sia unita alla tecnologia, dovunque sia arrivata a creare fabbriche, automobili, impianti per riscaldamento, ecc.
È un mostro che non si trova nei cibi, né nelle bevande, ma semplicemente nell’aria e che, quindi, penetra nell’organismo nel mondo apparentemente più naturale, ma anche più subdolo: attraverso la respirazione. Non pensiate, però, che si fermi pertanto solo ai polmoni. No, esso va ad attaccare più organi vitali: dal cuore (attraverso la circolazione del sangue e il restringimento delle arterie), all’intestino, ecc.
È un mostro che potrebbe essere arginato, e di conseguenza ridotto, se solo ognuno di noi fosse più attento all’ambiente in cui vive e alla salute collettiva.
Ma siamo nell’era tecnologica e chiederci di “tornare indietro”, di regredire e condurre una vita come quando i molti agi che abbiamo oggi non esistevano equivarrebbe a privare di un piatto luculliano chi ha una gran fame da saziare.
Ma chi è questo mostro tanto temibile? Il suo nome è abbastanza lungo come lunga è, d’altronde, la sfilza di persone che muoiono per causa sua: inquinamento.
È l’inquinamento, che ogni anno produce vittime in cifre sbalorditive: qualcosa come tremilacinquecento. Uccide, addirittura, più degli incidenti stradali, che pure fanno stragi da brivido.
Le vittime preferite dal “mostro Inquinamento” sembrano essere, secondo l’ultimo rapporto reso noto al vertice di Johannesburg dalla direttrice dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i bambini. Lo smog prodotto dai mezzi di trasporto costituisce circa il 65% dell’inquinamento totale che affligge il nostro pianeta, ormai malato a tutti gli effetti.
A respirare i fumi delle auto che circolano sulle strade sono perlopiù i bambini. La statura di questi ultimi, infatti, consente ai loro nasi di trovarsi molto prossimi all’altezza dei tubi di scappamento che emettono i gas nocivi. Uno studio condotto dall’Oms evidenzia come oltre il 40% dei 4,7 milioni di vittime causate ogni anno dall’inquinamento ambientale siano fanciulli al di sotto dei cinque anni di età. E questo anche perché essi, in rapporto al loro peso, respirano più aria e ingeriscono più cibo rispetto agli adulti. Ecco perché la loro delicatezza costituzionale non può non risentirne.
Occorre riflettere e cercare di rimediare, per quanto possibile. Perché i bambini sono il nostro bene più prezioso, il nostro futuro, e noi abbiamo il dovere di tutelarli.

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