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Green economy

Occhiello: Le risorse del nostro pianeta sono inquinate e cominciano a scarseggiare. Quelle del 2015 sono finite. Adoperiamoci seguendo comportamenti ecologici.

Introduzione: Da tempo abitiamo il pianeta in maniera errata: la maggior parte delle nostre attività implica l’utilizzo di energie non rinnovabili e per di più estraibili solo inquinando l’ambiente.
Spesso però tra economia ed ecologia non scorre buon sangue; ora come ora l’economia è inversamente proporzionale alla salvaguardia ambientale giacché spesso non si hanno scrupoli nei confronti dell’inquinamento per gonfiare i portafogli.
Tesi: Bisogna invece adoperarsi tutti ed il più possibile per salvaguardare il mondo, il futuro e pure noi stessi. Si deve seguire un comportamento ecologico non solo nella vita casalinga ma cambiare mentalità anche nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria attraverso la eco-conversione delle aziende.

Per eco-conversione aziendale si intende l’attuazione di alcune misure semplici ma efficaci che vanno a ridurre gli sprechi, i consumi, i costi. Pannelli solari, pale eoliche ma anche solo stampare sulle due facce del foglio, la raccolta differenziata, il corretto utilizzo dell’acqua ecc. sono tutti elementi che fanno parte di questi programmi.
Ma quali sono i pro della green economy?

Tutti noi stiamo sentendo, più o meno pesantemente, l’effetto della crisi. E bene si, ladies and gentleman, l’economia verde può essere una soluzione per uscire da questo brutto momento.
L’attuale struttura dell’economia si basa sull’estrazione di materie prime non rinnovabili quali carbone, petrolio e gas; ciò se da un lato senza dubbio favorisce il settore secondario e terziario, dall’altro mette in crisi quello agricolo, costretto a fronteggiare innumerevoli problemi. Con questo andazzo il PIL per alcuni indici cresce, per altri decresce, concludendo con un miglioramento generale molto lieve e inutile per fronteggiare la recessione.
Se si usassero energia eolica, solare, biomasse e riciclaggio come sarebbe la situazione? Semplicemente migliore: le industrie continuerebbero nella loro prosperità usufruendo delle energie rinnovabili ma, elemento chiave, non produrrebbero rifiuti e degrado portando quindi miglioramenti al settore primario e di conseguenza anche al prodotto interno lordo. Tutto ciò favorirebbe quindi la ripresa dei paesi.

Non solo in qualche anno la spesa risulterà minore del ricavato ma, udite udite, nel caso in cui si producesse più energia di quanta ne occorre si potrà venderla allo stato! Se ad esempio dopo aver installato dei pannelli solari si registra una produzione di energia elettrica superiore al necessario, la si potrà vendere all’Enel (in Italia).

L’eco-cambiamento oltre a migliorie economiche porterebbe aiuti all’ecosistema.
E’ bene parlare di ecosistema, non di sfere, poiché al miglioramento dell’una ne consegue quello dell’altra e quindi, nel complesso, dell’ecosistema appunto.
La principale conquista deriverebbe dal taglio delle emissioni di CO2, vera piaga dell’uomo moderno, grazie alle energie rinnovabili. Come detto, è tutto collegato: meno anidride carbonica uguale temperatura globale costante, i ghiacciai non si sciolgono, gli animali non migrano, l’aria è più respirabile, meno possibilità di malattie agli esseri viventi, si limiterebbero i danni già evidenti causati dal buco dell’ozono ecc.
E non dimentichiamo i disastri ambientali! Quante volte abbiamo sentito parlare di perdite di petrolio in mare e di esplosioni nucleari? Certamente sarebbero molto più rare.
Dunque, la green economy è una grande opportunità, un cambiamento ed una certezza che , con i tempi che corrono, è pure gratuita. Utilizziamola per nuovi mercati, nuove soluzioni e soprattutto per un pianeta più in salute.

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