L’impegno dei giovani per una società migliore


Deve essere decisamente rifiutata una realtà sociale che legittima qualunque mezzo e sistema sia ritenuto idoneo al conseguimento di fini tutti risolti nell’ambito materiale: riaffermare i valori universali dell’umanità significa, in effetti, negare validità a schemi ideologici e morali che riducano l’esistenza in una corsa affannosa ognuno contro gli altri al conseguimento di beni materiali, anche a costo di bruciare i propri anni in tale ricerca tormentosa, in una lotta incessante combattuta senza rispetto di regole e limiti invalicabili.
Alle nuove generazioni spetta d’imporre nella società civile i valori inalienabili della moralità, rifiutando la violenza, la guerra, lo sfruttamento, la corruzione con cui in modi e con strumenti diversi, ma ugualmente tendenti allo stesso fine gli Stati, i ceti sociali, gli individui operano per prevalere ciascuno su tutti gli altri ed accaparrarsi quote quanto più estese possibile di potere, di ricchezza, di benessere.
E gli altri? I poveri, i deboli, i meno dotati, gli emarginati, gli affamati, i sottosviluppati: quale destino dovranno mai avere in una realtà nazionale e planetaria che li esclude relegandoli ai margini, li calpesta, li sfrutta, li tiene sottomessi “ricordandosene” di tanto in tanto con ipocrite, passeggere attenzioni caritatevoli?
Se le nuove generazioni non sapranno riaffermare la necessità e il valore effettivo dei grandi principi universali che dovrebbero modellare la convivenza umana ed essere assunti come punto di riferimento per l’agire quotidiano di ciascuna creatura, la civiltà che si profila all’orizzonte si configurerà probabilmente ancora più spietata, dura, violenta e disumana di quanto non vada definendosi nel nostro tempo.
Non è più possibile, invero, rinchiudersi in se stessi, rifugiarsi nel proprio sterile “privato”, indifferenti a quanto accade tutt’intorno, rassegnandosi passivamente al corso degli eventi e predisponendosi, in tal modo, ad esserne vittime impotenti o complici consenzienti: occorre prendere coscienza della realtà, impegnarsi a modificarla per correggerla, migliorarla, dominarla, anche perché le strutture della società contemporanea sono tali da condizionare sempre più estesamente il destino individuale e collettivo: a lasciarle consolidarsi ulteriormente si rischia davvero di restarne immutabilmente prigionieri a vita.
Solo le nuove generazioni possono compiere il miracolo di un “ intervento” sulla realtà contemporanea per creare una civiltà più umana o meno disumana di quella attuale: se i giovani “si muovono”, i tempi futuri – i loro “tempi”- potranno risultare i più fantasticamente belli, felici, prosperi di tutta la storia costruita giorno dopo giorno lungo i millenni sul pianeta terra.
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