Finto Sport
Lo sport è un’attività fisica grazie alla quale ci si tiene in forma divertendosi e regalando emozioni, e intorno alla quale c’è un girone di scommesse, imbrogli, vendite e “trucchetti”. Il ciclismo, la pallavolo, lo sci, l’hockey, le corse dei cavalli, il rugby, la pallanuoto, ma soprattutto il calcio, sono vittime dirette di questi fenomeni.
Il calcio, nato come sport, è tutt’oggi una specie di “fiera”, dove conta solo la vittoria, per la quale alcune persone sono disposte a fare qualsiasi cosa. Insomma, ormai in campo si vede di tutto, tranne che la strategia e l’organizzazione delle squadre, e, tanto meno dei tifosi, i quali, in quanto a insulti e scorrettezze, fanno del loro meglio: lanciano in campo razzi, seggiolini e addirittura motorini, qualche volta colpendo i giocatori, e tra gli spalti spesso e volentieri si vedono risse che provocano feriti, o, talvolta, morti. Ma gli episodi dei tifosi non si fermano qui. Vogliamo ricordare le aggressioni ai calciatori? In quella del 9 aprile di quest’anno da parte dei tifosi interisti alla loro squadra di ritorno dalla trasferta ad Ascoli, Cristiano Zanetti è stato colpito alla nuca, riportando un’escoriazione, mentre Martinez e Gonzales hanno ricevuto insulti e spintoni; questo è accaduto perché la delusione di una sconfitta è degenerata in violenza, cosa che, in un vero sport, non dovrebbe mai succedere. Ma la cosa più spiacevole è il fenomeno di razzismo verso i giocatori di colore, i quali devono subire una serie di gratuiti “buuuu” o cori di fischi difficili da affrontare. Spesso il razzismo in campo porta problemi, oltre che ai giocatori, anche ai presidenti delle squadre. Infatti in un’intervista televisiva il presidente del Verona ha dichiarato di non poter acquistare un giocatore di colore perché “i tifosi mi metterebbero sulla graticola”.
Ma anche i giocatori, nei confronti dei tifosi, ci danno veramente dentro. Esempi sono episodi come la testata di Zidane o la gomitata di De Rossi, provano che, in campo, più che giocare, ci si fa del male, e le sceneggiate sono all’ordine delle partite: vedere una formazione che per 45 minuti su 90 simula la morte dopo ogni minimo contrasto di gioco, facendo finta di aver ricevuto chissà quale fallo, quando magari ha avuto solo un piccolo calcio sulla scarpa… è avvilente! Loro sono professionisti e non possono, non devono lasciarsi trasportare da queste stupidaggini, sicuramente non con reazioni simili, dando oltretutto un pessimo esempio… hai voglia a predicare la non violenza negli stadi se poi i primi a usarla sono i calciatori stessi! Questo accade soprattutto nel calcio italiano. Basta infatti ascoltare ciò che le altre nazioni pensano di noi, per rendersi conto di quanto squallore c’è dietro a questo sport. Ad esempio, per la Gran Bretagna il calcio italiano cela cinismo e sospetti, per la Francia solo inganni, e per la Germania “tutta una rete di fregature”. Ora, nessuna squadra è formata da santi, ma, dopo avere sentito dello scandalo Moggi scoppiato nel maggio 2006, è più che comprensibile che queste nazioni abbiano una pessima opinione del “nostro” calcio, anche se chissà quali scheletri possiedono le loro squadre nell’armadio, o meglio, negli armadietti. Lo scandalo di Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, il quale corrompeva il designatore arbitrale Parietto con donne, orologi, soldi e quant’altro in cambio di guardalinee e di arbitri “su ordinazione” (addirittura per il trofeo Berlusconi), ha portato scalpore ovunque, lanciando un’ondata di disprezzo da parte non solo delle altre nazioni, ma anche delle altre squadre. Questi arbitri non hanno nessuno che possa far capire loro che dovrebbero punire il gioco ostruzionistico anziché premiarlo? E, inoltre, in questo scoop è coinvolto anche l’ormai ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo. I due avevano chiesto una sospensione dei provvedimenti decisi a loro carico dalla Corte federale della Figc per illecito sportivo, richiesta che l’organismo della giustizia sportiva ha respinto. Ma se il calcio fosse davvero una cosa seria, alla Juve dovrebbero essere tolti gli scudetti vinti nell’Era Pairetto iniziata nella stagione 1999-2000: i 3 scudetti conquistati nel 2001-02, nel 2002-03 e nel 2004-05. Luciano Moggi e Pierluigi Pairetto dovrebbero essere radiati, e, visto la figura che abbiamo fatto in campo europeo sarebbe il caso di sospendere subito, a tempo indeterminato, Moggi e Pairetto per fare capire che si sta rimediando all’esplosione del più vergognoso, clamoroso e infamante scandalo nel mondo del calcio, (venuto alla luce grazie alle centomila telefonate di Moggi intercettate in otto mesi) pari solo allo scandalo- scommesse del 1980. Quindi, a giudicare da questi fatti e dai casi di doping in tutte le attività sportive, si può dire con certezza che il vero sport è solo quello che si vede quando, per le strade o in spiaggia, incrociamo dei bambini o dei ragazzi che si divertono in modo pulito, e che dalle partite non ci guadagnano assolutamente niente relativo al loro interesse, fatta eccezione delle mini- scommesse ormai presenti ovunque.

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