Mito 72506 punti

Tema di attualità sui uno dei problemi del nostro tempo: la droga
La chiamano “polvere degli angeli”. In gergo giovanile, invece, “giuggiola”, “signora bianca”, “neve” e tanti altri nomi ancora…
Con droga, si intende comunemente una sostanza che ha la proprietà di provocare dipendenza e di influenzare il comportamento e la psiche delle persone (l’insieme delle attività della conoscenza, dei sentimenti, della volontà).
Sono molte le droghe presenti sul mercato italiano ed internazionale. Le più comuni sono la cocaina, l’eroina, la marijuana ed infine l’hashish. La cocaina è una polvere bianca; produce una notevole energia per circa mezz’ora e viene ricavata dalle foglie di coca ed ha un aroma simile al thè; insieme all’eroina viene definita come una delle droghe pesanti. L’eroina, invece, è una polvere giallastra o marrone, rugosa con sapore e odori dolciastri. Si può ingerire, fumare, sniffare, iniettare sottopelle, intramuscolo o in vena. Al contrario, l’hashish e la marijuana vengono soprannominate droghe leggere. Infatti lo spinello può essere costituito da queste due droghe, che sono due derivate della cannabis, cioè la canapa indiana. L’hashish è la resina della pianta, invece la marijuana è un misto di semi, foglie, e fiori della pianta.
Comunque, a causa del problema DROGA, nel nostro Paese ci si avvia sempre più ad avere quasi tre morti al giorno, vittime di un invisibile killer nascosto in una siringa e “protetto” dall’indifferenza della gente. Ci accorgiamo della drammaticità del problema solo nel momento in cui ci interessa da vicino. Ma l’indifferenza, segno di complicità, va combattuta con notevole energia, in quanto la tossicodipendenza è un male della società di fronte al quale nessuno può sentirsi estraneo o considerare il proprio impegno superfluo.
Più in generale, il problema DROGA è un segno della difficoltà che affligge la nostra società, dove sono entrati in crisi molti dei valori, tradizioni e costumi che regolavano la vita di un tempo. In questa situazione, alquanto confusa, un numero notevole di giovani si rivolge alla droga.
Ma quali sono i motivi veri e propri che spingono all’uso di stupefacenti? Da cosa nasce la tossicodipendenza? Si discute di genitori completamente assenti dal mondo dei propri figli. Con i genitori, infatti, non si parla di droga. Quest’argomento, rappresenta una sorta di tabù, in quanto in alcune famiglie si preferisce non parlarne, non affrontare il discorso. I genitori più tolleranti fanno finta di niente, i più severi non ne vogliono sapere niente ed infine, i più ignari spesso non ne sanno riconoscere i segni. Si parla di genitori incapaci di fornire modelli di identificazione, di carenze affettive, di difficoltà di inserimento sociale e non ultima della mancanza di maturità e soprattutto di responsabilità da parte degli stessi giovani.
Infatti, qualcuno comincia a drogarsi fondamentalmente per curiosità, per imitazione, per provare sensazioni nuove, o forse perché è di moda.
Qualcun altro, invece, si droga perché è rimasto immaturo pur essendo diventato adulto; in altre parole i giovani cercano inutilmente nella droga una forza, che non sanno trovare dentro di sé. Si rivolgono alla droga, come se quest’ultima fosse un efficace mezzo di liberazione, ma “liberazione” non è…
Evidente, inoltre, è la ricerca di annullamento della propria personalità e di evasione dalla realtà, anche a costo dell’autodistruzione fisica.
Le innumerevoli cause di quest’allarmante fenomeno sociale devono essere ricercate in un diffuso disagio del mondo giovanile. Cambiano, infatti, le motivazioni, ma la scelta di morte è la stessa. Non a caso il dramma della DROGA interessa i giovani tra i 16 e i 24 anni, senza distinzione di classi sociali.
Infatti, fanno ricorso all’uso di stupefacenti anche coloro che, pur avendo i mezzi sufficienti per condurre un’esistenza dignitosa, vivono la frustrazione di non potersi adeguare al regime di una vita che una società sfrenatamente consumistica mostra loro come necessario.
Soprattutto nell’adolescenza scatta qualcosa, una necessità interiore di non essere più bambino; drogarsi rientra nella sfida alla morte, tipica del periodo adolescenziale. In genere, è un rito collettivo, di adesione al modello di un gruppo. E’ la solitudine che talvolta porta il giovane alla ricerca di una compagnia con la quale colmare il vuoto nel quale vive. La sensazione che deriva dalla solitudine, di chi vorrebbe entrare in contatto con gli altri è spesso quella di non sentirsi all’altezza. In questo modo, le droghe sono usate come una sorta di auto-medicazione, in altre parole come una terapia per il proprio disagio, senza pensare che queste “terapie” portano alla dipendenza. Quindi, la discoteca appare come il luogo d’incontro di tante solitudini e solo con lo “sballo” si favorisce il superamento delle barriere di separazione, sicuramente accelerando i contatti umani.
Circa mezz’ora dopo aver fatto uso di droga, se ne avvertono gli effetti a livello fisico e a livello mentale.
Quasi tutte le droghe, comunque, determinano un iniziale stato di benessere e sono dotate di un’azione eccitante che provoca euforia e abbandono, una visione più rosea della vita e spesso anche capacità di applicazione e di resistenza alla fatica.
Si tratta, però, di benefici alquanto momentanei. All’iniziale fase di benessere e di eccitazione segue, infatti, uno stato di cupa depressione e per “vincere” quest’ultima si fa ricorso a nuove dosi di droghe. Si entra così in una sorta di circolo vizioso, dal quale diviene sempre più difficile uscirne.
La droga è come se fosse un tunnel buio e cupo, dal quale è molto difficile tirarsi fuori. Sono molte le associazioni italiane che si occupano dell’assistenza dei tossicodipendenti, in quanto lottare a fondo contro il problema DROGA è un dovere di tutti, perché è proprio la nostra società che subisce le dipendenze di questo fenomeno.
Bisognerebbe eliminare il problema alla fonte, bisognerebbe cercare sempre più di diffondere le giuste informazioni sulla droga soprattutto nelle scuole e nelle famiglie.
Si dovrebbe, dunque, essere capaci di educare al meglio i giovani, di dare loro ideali; di costruire una società in cui il denaro e il successo non siano il metro per la persona umana, una società in cui la sopraffazione e la violenza non siano i mezzi per l’affermazione, una società in cui la libertà non serva a propagandare l’uso della droga. In questo modo, alle vittime della droga, bisognerebbe offrire interessi diversi da quelli che è andato a cercare in essa, basta che essi siano più stimolanti e allo stesso tempo più costruttivi della droga.
Si dovrebbe,inoltre, colpire il mercato nero della droga, limitare tutte le possibilità di trovare la “roba” ed acquistarla. Ma se è facile per le autorità nazionali arrestare i “piccoli spacciatori”, è molto più difficile colpire i “grandi spacciatori”.
Comunque, il drogarsi diventa sempre più facile perché è sempre più facile trovare la merce che individui senza scrupoli immettono sul mercato, nella maggior parte dei casi spinti dall’avidità di ingenti somme di danaro. Quello della droga, è infatti uno sporco mercato che procura ogni anno milioni e milioni di euro.
Nella nostra società, la droga è ormai, purtroppo, un “oggetto” di consumo; il suo mercato è gestito da organizzazioni criminali internazionali che guidano il flusso dei prodotti dai luoghi di produzione (Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù, ma anche Turchia, Iran, Pakistan e tanti altri paesi ancora) ai centri di smistamento che si trovano soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. I due principali centri di rifornimento in Europa sono Amsterdam e Marsiglia. I più importanti produttori di cocaina sono Perù e Bolivia, ma a gestire l’industria della coca, il cosiddetto narcotraffico, sono i “cartelli della droga” colombiani. Quest’ultimi sono delle potenti associazioni malavitose che ottengono dalla produzione e dal commercio illegale di droga immensi profitti; inoltre hanno stretti rapporti con organizzazioni mafiose statunitensi ed italiane.
Negli ultimi anni, su pressione delle autorità nordamericane, i governi dei paesi produttori si sono impegnati nella repressione del narcotraffico, distruggendo vaste piantagioni di coca, a danno dei contadini del luogo. Comunque, ancora troppi Stati “vivono di droga”, basando quindi la loro autonomia sul narcotraffico. E’ un vero e proprio fiume di denaro che ha invaso i mercati finanziari e alla cui provenienza diviene quasi impossibile risalire. E’ il fenomeno del cosiddetto riciclaggio, per fronteggiare il quale da anni gli Stati stanno circondando fra loro norme di legge sempre più repressive che tuttavia fino ad oggi non sono risultate adeguate allo scopo.
Quello del narcotraffico, è dunque, una ragnatela che si estende a tutto il mondo e coinvolge delinquenza comune e soprattutto la mafia.
La lotta al narcotraffico è condotta in Italia oltre che dalle Forze dell'ordine da diverse associazioni private che svolgono un’azione di prevenzione e informazione.
Inoltre, nel nostro paese, si sta discutendo con vigore sulla legalizzazione della vendita delle droghe leggere e anche sulla liberalizzazione, che prevede la libertà di commercializzare qualsiasi tipo di droga; su quest’ultima forma di vendita si sta discutendo molto, perché lo Stato non può accettare che si vendano, con il proprio consenso, strumenti di morte.
L’atteggiamento legislativo dei Paesi più interessati al problema della droga è assai vario. Permissivo in alcuni casi, prevede pene anche severe in altri.
In ogni caso, comunque, lo Stato non può limitarsi a favorire una corretta applicazione della Legge. E’ suo preciso dovere, eliminare la solitudine e la frustrazione nei quartieri-dormitorio, fornire ai giovani progetti precisi e interessi alternativi di tipo culturale, sportivo e ricreativo e non ultimo, deve dare alle nuove generazioni, delle prospettive per il futuro, attraverso lo studio e il lavoro.
Occorre, perciò mettere al bando l’assistenzialismo ed educare i giovani a conoscere i propri diritti e i propri doveri, stimolandone la volontà, l’autostima e la capacità di instaurare rapporti umani autentici.
Purtroppo, come abbiamo potuto vedere, molti sono gli interessi economici legati alla diffusione della droga e anche nel nostro Paese, esistono vere e proprie LOBBY, formate da gente senza scrupoli che ha il solo obiettivo di arricchirsi.
Dobbiamo sperare in un intervento più massiccio delle istituzioni, per un risveglio delle coscienze di molte persone che pensano che il problema non li riguardi.

Registrati via email