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La donna e i suoi volti

La cultura medioevale era dominata dal soprannaturale e dalla fede cristiana per cui i credenti pensavano e reagivano avendo come misura di riferimento una verità già rivelata. La vita e la storia erano dominate dal peccato commesso dai progenitori, Adamo ed Eva, peccato che continuava a macchiare la vita della società. Da esso ci si salvava solo attraverso la fede, puntando sulla vera vita che era quella dell’anima e non del corpo. Per questo motivo la sfera corporea e materiale era considerata impregnata di colpa e il corpo della donna era visto come luogo diabolico e come dice J. Le Goff - la peggiore incarnazione del male -. In questo mondo dove tutto ruota attorno alla religione l’unica donna non peccatrice è Maria, madre e vergine, che viene però considerata sempre in una dimensione trascendente ed esclusivamente per la sua funzione religiosa. Il corpo femminile veniva considerato negativamente come fonte di attrazione e come via di perdizione per l’uomo.

Nel XII secolo si assiste ad una vera e propria rivoluzione nella mentalità con il processo di laicizzazione della cultura, che inizia a staccarsi dalla visione religiosa. Con la nascita delle corti feudali si diffondono nuovi valori legati alla liberalità alla lealtà, gusto dell’eleganza e alla cortesia. Quest’ultima si esprime anche nei confronti della donna, che viene ricoperta di adorazione e di devozione quasi religiosa. La cultura signorile è infatti legata alla ideologia dell’amore cortese, che riprende i temi provenzali legati all’amore e alla donna entrambi idealizzati. L’amore è quasi sempre una passione insoddisfatta che porta a sofferenza, ma cui il poeta non vuole rinunciare. Spesso viene personificato e considerato come una forza capace di legare, di accecare, di far bruciare il cuore al punto che l’uomo possa sentirsi, come si legge ne “Canzone di primavera” di Bernard de Ventadorn, - distrutto dal desio -. Molte volte la donna amata è moglie del signore della corte, quindi il poeta – amante -, sapendo di vivere un’esperienza adulterina, soffre ed è costretto a nascondere la sua passione da lontano. Cantore delle sue sofferenze che la lontananza reca gli amanti è anche Jaufré Rudel, che nella sua poesia “Amore di lontano”, in cui descrive il suo cuore che non può vivere la gioia di un amore vissuto, ma solo un ricordo di un amore lontano.
Passando attraverso l’esperienza della poesia di cortese di Toscana e fino ad arrivare alla poetica dello Stilnovo si assiste ad un ulteriore cambiamento di considerazione che riguarda il corpo della donna. Quest'ultimo viene considerata come un essere superiore per bellezza e moralità. La donna assomiglia ad un angelo, ma non solo per il suo apparire ma anche per la sua funzione. L’uomo innamorato, attraverso la donna amata, in particolare anche solo con un suo saluto che dona salvezza, ottiene un perfezionamento morale che lo porta ad innalzarsi e avvicinarsi a Dio. Dante, massimo esponente dello stilnovismo, descrive infatti la donna come – una cosa venuta \ da cielo in terra a miracol mostrare -.
Andre Cappellano è stato autore dell’opera “De amore” un trattato in cui dichiara che nell’ottica del XII secolo la disposizione ad amore era sinonimo proprio di nobiltà dell’individuo e che la donna non era più rappresentazione del demonio ma fonte di salvezza. Lo stesso afferma anche che l’amore possa esistere solo al di fuori del matrimonio: - con certezza dico che amore non può affermare il suo potere tra due coniugi, perché gli amanti si scambiano gratis ogni piacere senza nessun tipo di costrizione, mentre i coniugi sono per legge tenuti a obbedire l’uno alla volontà dell’altro senza potersi rifiutare -. Questo concetto viene ripreso anche da Lewis, il quale riporta che nella società feudale il matrimonio solo raramente veniva effettuato per amore, ma spesso per ragioni di interesse perlopiù politico ed economico. La moglie in oltre era considerata solo come un oggetto di proprietà del marito e, se lo scopo del matrimonio falliva, la donna veniva spesso allontanata senza alcuno scrupolo o sentimento.
In conclusione la concezione dell’amore e il ruolo e la considerazione della donna sono stati oggetto di grandi trasformazioni che sono poi continuate e che forse sono ancora in corso oggi.

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