La Dignità

"La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata."
Per noi che viviamo in una società democratica questi concetti appaiono scontati ma in realtà il cammino per l'affermazione della dignità umana è stato lungo e non sempre facile.
La dignità, innanzitutto, è il sentimento che proviene dal considerare importante il proprio valore morale ed è la più alta forma di amor proprio. Non è superbia, non è arroganza, non è egocentrismo. É il rispetto di sé.
Nel Medioevo questo sentimento veniva soffocato dal ruolo assunto dalla religione e dalla figura di Dio: l’uomo era subordinato a Lui e alla sua volontà. Un simbolo del forte senso religioso è il fatto che l'uomo, pur di rendere grazie a Dio, era pronto ad annullarsi, a rendersi conto che lui, senza l'appoggio del Signore, non era altro che un animale. Era la fede che lo rendeva Uomo.
Con l’Umanesimo la visione oggettiva che vedeva Dio al centro dell’universo comincia a cambiare. Gli umanisti, non solo ritornarono ai classici antichi senza riadattarli alla loro mentalità, ma costruirono un mondo nuovo accentuando i valori individuali. Con questo movimento nasce l'idea che Dio abbia dato all’uomo la possibilità di scegliere la propria natura, secondo la sua volontà.

L’Umanesimo è solo la fase introduttiva della vera e propria conquista culturale e sociale che investì l’Europa nel 500: il Rinascimento. Questo trasformò tutta la cultura del tempo: dall’arte alla letteratura, dalla scienza alla politica.
Nel 1492 la scoperta del Nuovo Mondo portò allo scontro tra Indios ed Europei. Gli Indios vennero decimati e così si procedette con la tratta dei neri: milioni di africani vennero portati a lavorare in America come schiavi. Il problema della schiavitù, una macchia indelebile nel cammino della dignità umana, cominciò ad accentuarsi nel 1700, insieme al bisogno di libertà, uguaglianza e fraternità che gli europei sentivano.
Il problema della schiavitù venne affrontato solo nel 1792 con la carta dei diritti dell’uomo, con la quale si affermava la soggettività e non l’oggettività dell’uomo, e poi fu definitivamente abolita nel 1814 dal Congresso di Vienna.
L’ultimo passo verso la dignità umana è stata la carta di Nizza del 7 dicembre 2000 , dove sono elencati tutti i diritti fondamentali e universali, a prescindere dalla nazionalità e riguardanti il campo sociale e umano dell’uomo.
La dignità dell'uomo, a parer mio, è tutt'oggi compromessa. Certamente non viene violata in modi così evidenti come quelli del medioevo, ma, come dice Lev Tolstoj, grande filosofo russo, "Il denaro non rappresenta altro che una nuova forma di schiavitù impersonale, al posto dell'antica schiavitù personale.”
Il ricco personifica la figura del padrone, mentre il povero quella dello schiavo.
Il modo di tutelare la dignità della persona va risolto nel piano della relazione. La dignità si afferma dentro le relazioni da parte del soggetto come capacità d’amare e viene tutelata da parte degli altri con un uguale atteggiamento. Dobbiamo comportarci con gli altri come vorremmo che loro si comportassero con noi, solo in questo modo riusciremo a rispettare la dignità dell'altro.Siamo cresciuti in un'epoca dove pur di vivere bene, andiamo a discapito degli altri. In questo modo non si riuscirà mai a far valere il diritto di dignità, solo quando riusciremo a cambiare mentalità e modi di vivere potremo affermare l'universalità di questo valore.

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