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Tema su "L'amor"

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amore, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi vita ci spense.

Sono queste le famose terzine, in cui è presente anche l’anafora, che si trovano nel V canto dell’ Inferno di Dante. In questi pochi versi sono narrate in parte le sofferenze di due amanti, Paolo e Francesca. E’ Francesca da Polenta che parla, ed accanto a lui vi é Paolo Malatesta, che piange di disperazione; la donna racconta di quanto in fretta l’amore li colse e di come la bellezza dell’uno colpì il cuore dell’altro. L’ Amore, che non permette a chi è amato di non amare a sua volta coinvolse anche loro, che nonostante la morte, restano l’uno accanto all’altro, ma questo grande amore li condusse ad una stessa morte, e colui che spense le loro vite sarà atteso da Caina. In questa ultima frase, Francesca parla di Gianciotto, suo marito e fratello di Paolo, che, dopo aver scoperto il loro reciproco amore, sentendosi tradito, li uccise senza pietà.

Il tema dell’amore e della donna angelo, centri dello stilnovismo, sono qui espressi da Dante in un modo un po’ diverso, infatti Francesca in questo caso viene raffigurata non come una donna fragile , ma come una donna forte, che ha il coraggio di raccontare le disgrazie che l’hanno portata alla morte. Anche da questo si nota l’importanza che Dante da a questa vicenda e l’umanità che c’è in lui, tanto che alla fine della storia raccontata da Francesca e pianta da Paolo, Dante sopraffatto dalla pietà “cadde come corpo morto cade”.
In conclusione, per Dante l’amore ha un potere così forte, che nonostante qualsiasi problema, resterà per sempre inalterato.

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