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Voglia di crescere, voglia di libertà!

Cosa significa per te essere autonomi? Come vivi questa esperienza tipica della tua età nel rapporto con i genitori e con gli adulti? Ti sembra giusto che i genitori in un periodo così complicato pongano dei limiti? Quali sono secondo te i giusti comportamenti che essi dovrebbero attuare nell’ educazione dei figli?

Autonomia è un termine spesso utilizzato come sinonimo di maturità, di responsabilità, di capacità di affrontare i problemi della vita secondo modelli adulti. La persona autonoma è quella che si sente responsabile delle proprie azioni, e in primo luogo ne risponde di fronte a se stesso. Questa è la definizione di autonomia, che però, secondo me, non è completa. A parer mio l’autonomia è più semplicemente la capacità di riconoscere i propri errori, senza timore per le valutazioni altrui, mettendo anche in discussione i propri stereotipi culturali se ritenuti sbagliati.

Io credo che sia un’amara sorpresa, per molti genitori, scoprire che i propri figli, giunti alla soglia dei tredici - quattordici anni, si trasformano rapidamente, assumendo una nuova personalità, che essi non sanno attraversare e di fronte alla quale provano un senso di smarrimento che spesso porta a gravi errori spesso irrimediabili per esempio l’aumento di ragazzi non indipendenti e maturi oppure di ragazzi che negano la famiglia pensando solo a divertirsi.
Purtroppo devo dire che sono d'accordo con chi afferma che molti ragazzi sono così, disinteressati a tutto ciò che non riguarda amici, musica e moda, però la responsabilità è da ricercare nei genitori. Genitori che non gli hanno insegnato a “ragionare”, a maturare da soli, che hanno fatto in modo che il loro bambino crescesse sempre protetto e accontentato e, nascondendosi dietro a questo scopo, si sono rifiutati di esercitare l'autorità. Così facendo a mio avviso si finisce solo con il peggiorare la situazione, infatti ponendo improvvisamente dei limiti rigidi il ragazzo cercherà di eluderli dato che ormai è abituato in questo modo.
La libertà che si cerca è pericolosa, c'è voglia di discoteca, di provare la prima sigaretta, di sentire che gusto ha l’alcool. Quindi il giusto comportamento dei genitori sarebbe quello di fare attenzione alla voglia di libertà dei figli. Già a quindici anni, quando s’iniziano le scuole superiori, noi cambiamo. E questo, secondo me, è il momento giusto per concedere poco a poco quello che tanto desideriamo. È giusto che si soddisfino queste curiosità a patto che non diventino un’abitudine. Se i genitori sono troppo severi, c'è il rischio che il ragazzo o ragazza quando dopo anni ottiene la libertà, finisca per esagerare, per perdersi nel mondo dei vizi. Il segreto è cominciare pian piano né troppo, né troppo poco.

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