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Traccia:
Commenta questa frase di Roberto Rossellini:
“Oggi, la crisi in cui il cinema si dibatte, forse non sarà mortale per il semplice fatto che viviamo in un’epoca caratterizzata dall’immagine, e il cinema è l’immagine per eccellenza; questa crisi, secondo me, non è determinata, come si potrebbe comunemente pensare, perché ci sono le biciclette, le motociclette, le automobili, la motonautica, perché c’è la televisione, queste sono tutte scuse estremamente superficiali; la ragione vera è che il cinema ha perso di vitalità, perché ha finito per confondersi.”
Svolgimento:

Indubbiamente questa frase fa riflettere e si possono riconoscere in tanti film di infimo livello alcune caratteristiche che sembrano più tipiche di un videogioco, della pubblicità, o di vari spettacoli di intrattenimento..

Eppure, non mi sento di condividere in pieno l’affermazione di Rossellini. Soprattutto, non sono d’accordo nel considerare tout-court il cinema contemporaneo di livello inferiore rispetto a quello di alcuni decenni fa.

Sin dai suoi inizi il cinema commerciale ha affiancato quello di più alta sensibilità artistica. Attenzione, però, ad intenderci sul significato di “commerciale”. I film di Hitchcock erano senz’altro fra i più “commerciali” del suo tempo, sia come budget, sia come effetti speciali e catene di distribuzione, eppure nessuno oggi nega il grande valore artistico del suo cinema. Sono invece d’accordo con Rossellini quando dice che il cinema deve distinguersi. Per me , giustamente, una buona parte del piacere che ispira il cinema è propria data dalla sua specificità. Quando posso immedesimarmi in un personaggio con la famosa inquadratura soggettiva, quando posso ascoltare lingue ormai morte o vivere situazioni di grande tensione, magari in un cinema dotato di dolby sistem, allora capisco bene di essere al cinema.

Il cinema è stata definita la “settime arte” ed effettivamente si affianca agli altri tipi di rappresentazione del mondo, ma con una straordinaria capacità di rendere la realtà.

Pertanto, io vedo abbastanza di buon grado le novità tecnologiche (i cosiddetti effetti speciali) se essi sono usati per sviluppare questa capacità di rendere ogni realtà, anche quella dell’immaginazione.

Certo, molti registi le usano solo per offrire solo spettacoli volgari o banali, ma non bisogna dimenticare che lo fanno solo perché gli spettatori, cioè noi, lo chiedono.

Eppure sono convinto che non tutti i film prodotti oggi siano da considerare cinema-spazzatura. Anzi spesso, ad un contenuto di un certo livello si unisce l'attrattiva di una vicenda avvincente ed interessante. Bisogna saper distinguere, giudicare, criticare, essere consapevoli, ecc… e questo è compito di tutti, e della scuola in particolare.

Certe volte il giudizio personale può avere più valore di quello dei critici, che spesso stroncano film ricchi di spunti interessanti.

Pertanto rifuggo da giudizi sommari o generalizzati. Secondo me occorre vedere ogni film senza pregiudizi, anche perché talvolta i registi più amati dalla critica fanno delle opere mediocri, mentre dal cinema commerciale vengono spunti di riflessione interessanti. Dipende anche da come io mi pongo davanti ad un film, se mi aspetto solo di evadere e svagarmi, oppure se cerco di conoscere una nuova realtà con attenzione e coinvolgimento.

Quindi, la crisi di cui parla Rossellini c’è, ma non solo non è mortale. Forse di crisi, nella storia del cinema, ce ne sono state anche di peggiori.

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