BIOLOGIA E BIOETICA
Negli anni venti due fratelli austriaci, tentarono, attraverso processi di selezione fra cavalli, di far nascere un esemplare simile al Tarpan, un cavallo selvatico preistorico vissuto nelle aree boschive europee e di altri continenti, raffigurato nei graffiti delle grotte abitate dai nostri antenati.
Gli esperimenti dei fratelli fallirono, ma ai giorni nostri alcuni ricercatori sovietici, lavorando “all’inverso” sui codici genetici, sono riusciti a ricreare il Tarpan, un vero e proprio miracolo scientifico!; è un animale piccolo con la coda corta e ruvida, di colore grigio topo, praticamente identico al cavallo immortalato nelle grotte preistoriche.
Agli inizi degli anni ottanta alcuni scienziati americani effettuarono esperimenti di manipolazione genetica “all’inverso” sul DNA della Drosophila, un moscerino già noto perché oggetto di precedenti studi genetici. Essi ottennero alla fine un insetto vitale che aveva ben venti paia di zampe al posto delle attuali sei: era la Drosophila preistorica, vissuta sei milioni di anni fa!
Nata ufficialmente nel 1911 per opera dell’americano Edmund Beecker, sulla scorta degli studi scientifici del biologo tedesco Mischer, che tra il 1868 e il 1871 aveva identificato degli acidi nucleici, la genetica s’è andata progressivamente affermando come branca specializzata della biologia.
Nel 1953 due giovani scienziati di Cambridge, grazie al microscopio elettronico videro per la prima volta il DNA, che insieme alle proteine costituisce i cromosomi sui quali sono allineati i geni, cioè i fattori che assicurano la conservazione e la trasmissione dei caratteri ereditari.
Il DNA è un filamento di molecole a forma di spirale attorcigliata su se stessa, dal perso di sei milionesimi di grammo. Se fosse possibile distendere la spirale di DNA di una cellula umana, essa risulterebbe lunga due metri. È da tale scoperta che l’ingegneria genetica compie passi da gigante.
Per molto tempo i ricercatori, definiti anche biotecnologi, effettuarono esperimenti solo su organismi unicellulari, ma le successive esigenze di studio fecero sì che le sperimentazioni passassero alle specie vegetali ed animali. Il fatto di poter creare o modificare microbi per scopi predeterminati, o effettuare incroci fra piante o fra animali o manipolazioni genetiche allo scopo di creare specie particolarmente robuste e produttive, adatte a fornire alimenti ricchi ad un’umanità più affamata, convinse i ricercatori ad intensificare gli studi di ingegneria genetica.
Negli anni settanta furono costruiti nuovi ed efficaci antibiotici, antigeni virali, antiparassitari, enzimi,ormoni, una delle più importanti conquiste in medicina resta comunque quella dell’interferon un farmaco antivirale ottenuto dalla modificazione genetica di alcuni microrganismi presenti nell’uomo.
Un altro notevole risultato biotecnologico fu raggiunto negli anni ottanta con la scoperta e opportuna modificazione genetica di una pianta cerealicola, già coltivata dagli antichi Aztechi che la chiamavano “teonsine”, cioè grano di Dio, per la sua grande produttività. La teonsine, inghiottita dalle tenebre della storia, fu rinvenuta in una sperduta località montana del Messico da ricercatori a caccia di piante sconosciute utili all’uomo e subito sottoposta a trattamenti genetici che la resero ancor più resistente e produttiva.
Numerosi altri esperimenti sono stati compiuti nel tempo per creare specie animali particolarmente robuste e di grosse dimensioni a scopo alimentare. E indubbiamente anche in questo punto di vista la biotecnologia ha contribuito in misura determinante al progresso dell’umanità.
Purtroppo i genisti hanno ad un certo punto varcato una soglia moralmente invalicabile: quella che introduce nell’affascinante, ma angosciante mondo della manipolazione genetica degli esseri umani.
In nome della più che legittima ricerca scientifica per la lotta contro le più atroci malattie del genere umano, alcuni scienziati hanno risolutamente imboccato la strada della creazione di esseri umani clonati, cioè riproduzioni artificiali di copie genetiche identiche ad una preesistente attraverso manipolazioni genetiche.
Scienza e fantasia si sono incontrate: antichi e ricorrenti incubi di uomini replicati o di specie subumane da utilizzare nelle guerre o da impegnare come schiavi per i lavori più umili o degradanti o faticosi si riaffacciano alla coscienza dell’umanità contemporanea.
Gli interventi sulla fecondazione e sulla nascita umane rappresentano già una realtà: esistono in molti paesi banche del seme in cui conservare vitali gli spermatozoi di uomini deceduti o di sconosciuti donatori, pronti a fecondare mogli afflitte o altre donne desiderose di maternità, che diverranno così madri di figli i quali non conosceranno mai i loro padri. Esistono donne pronte a prestare il loro utero per condurre a buon fine una gravidanza problematica nel corpo della madre biologica. Esistono donne che in età avanzata mettono al mondo bambini che, una volta adolescenti, avranno a che fare con una madre che dovrebbe essere la loro nonna! Gli uomini in provetta sono già una realtà.

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