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L’alcolismo
Il problema dell’alcolismo viene spesso sottovalutato. Viene visto da molti come un’abitudine meno pericolosa della droga. Ciò è ovviamente paradossale, poiché sono chiare le conseguenze dannose che il consumo elevato d’alcool determina. Nel 1999 in Italia sono stati consumati 47 milioni d’ettolitri d’alcolici e superalcolici. Gli alcolisti, vale a dire quelle persone che soffrono di dipendenza dall’alcool, sono stimati in un milione e mezzo di individui. Aumentano sensibilmente se si tiene conto dei consumatori che ne abusano diverse volte al mese, pur non assumendone quotidianamente. Ma il problema dell’alcolismo viene spesso tollerato, poiché ci sono in gioco molti interessi economici. Dal momento che la sua produzione e la vendita sono legali, vengono pubblicizzati i prodotti, ma taciuti gli effetti di un cattivo uso di queste “bevande". Esempio tipico ne sono gli spot pubblicitari sugli alcolici, consentiti (mentre sono vietati quelli che riguardano le sigarette) e ammiccanti. Chi consuma alcool viene descritto come vincente e grintoso. Esiste un’insopportabile copertura e tolleranza sociale per il bere, mentre chi ne abusa in realtà è perdente e sconfitto. E a farne le spese, negli ultimi anni, sono purtroppo le categorie più deboli. I giovani, ma anche e soprattutto le donne. Le cause che portano una persona a trovare rifugio nell’alcool sono molteplici. A cadere nel vortice dell’alcolismo sono soprattutto le persone sole e angosciate, coloro che si sentono emarginati dalla società e coloro che soffrono di disturbi psicologici quali ansia e attacchi di panico. Cominciano a bere per dimenticare i propri problemi e i propri insuccessi, convinti di poter smettere in qualsiasi momento. Purtroppo con il passare del tempo l’unico conforto alla propria amarezza lo trovano nella bottiglia, e così facendo distruggo la propria persona e la propria vita. I danni provocati dal consumo di questa bevanda sono molteplici. I danni fisici sono di origine epatica, cardiaca e neurologica. L’abuso di alcool causa disturbi della personalità, ansia, lentezza di riflessi e apatia. Oltre le conseguenze fisiche e psicologiche ci sono quelle sociali. L’alcolizzato perde il lavoro, distrugge la propria famiglia e tutto ciò che aveva costruito in passato. Si parla molto di prevenzione nei confronti degli stupefacenti, ma devono essere promosse iniziative anche per scoraggiare il consumo di alcolici. Il metodo migliore è quello di far capire alle persone a rischio quanto l’alcool sia dannoso e quanto sia sbagliato tollerare l’abuso di questa bevanda. Anche le posizioni degli stati sono diverse nei confronti di questo problema. Tutte le nazione di fede musulmana disapprovano totalmente il consumo di superalcolici e chi viene scoperto rischia la condanna a morte. Gli irlandesi disapprovano l’alcool, ma considerano la capacità di reggerlo simbolo di forza e virilità. Fino a non molti decenni fa l’alcolizzato era considerato un peccatore e non si faceva nulla per aiutarlo a uscire da una condizione di vita pessima. Oggi la mentalità, fortunatamente, è cambiata e sono a disposizione di coloro che hanno preso coscienza dell’errore fatto e che vogliono porvi rimedio, dei centri specializzati e anonimi dove possono curare il corpo e la mente. Poiché la prevenzione e il recupero di chi è già caduto nella “trappola” partono soprattutto dalla coscienza. Senza dubbio fino a quando la pubblicità farà dell’alcool un mito e un segno di potenza sarà difficoltoso far capire quanto siano dannosi i suoi effetti, ma chi ama la propria vita e ha rispetto della propria persona non cede alla tentazione. Chi ama se stesso non tenta di distruggersi.

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