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Tempus fuggit, saggio breve

Moltissimi poeti e artisti hanno trattato nelle forme più svariate la tematica del tempo. Nel film “Lucy” di Luc Besson la protagonista afferma: “Prendi delle auto sull’autostrada, accelera l’immagine all’infinito e le auto spariscono. Allora che prove abbiamo della loro esistenza? Il tempo è la prova dell’esistenza. Il tempo è l’unica, vera, unità di misura. Prova l’esistenza della materia. Senza il tempo, non esistiamo”.
È proprio il tempo che scandisce il ritmo precario delle nostre vite. Qual è la scelta migliore da compiere? Invocare un futuro migliore o vivere al meglio ogni singolo attimo, valorizzando il presente?
Una delle poche e grandi certezze umane è la fine della vita terrena, ma il momento nel quale avverrà è annebbiato dall’incertezza. Proprio per questo l’uomo non deve confidare in un futuro migliore, ma vivere al meglio ogni attimo del presente, preferendo la certezza all’incertezza. Infatti, Lorenzo De’ Medici, in un suo celebre componimento dichiara “Quant'è bella giovinezza. Che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: del doman non c'è certezza”.

L’esistenza umana è precaria: siamo consapevoli del presente e a volte del passato, ma siamo davvero sicuri della nostra condizione nel futuro? Il tempo scorre inesorabile, spesso ci sfugge di mano e ci ritroviamo di fronte al ritratto della nostra vecchiaia, senza essere riusciti a combinare nulla della nostra vita, orientata verso il futuro e la speranza ideale del miglioramento delle nostre condizioni, priva però di riscontro pratico. Quasimodo nell’Erato e Apollion afferma: “Ognuno sta solo sul cuore della terra / trafitto da un raggio di sole; / ed è subito sera”.
Consequenziale alla riflessione sulla precarietà umana è la tematica del “Carpe diem” di cui Orazio ci fornisce un’interessante interpretazione, emulando i poeti lirici greci e i neoterici. Il poeta latino invita a cogliere l’attimo e a godere delle occasioni che la vita e l’amore offrono. Proiettarsi verso un futuro incerto significa non apprezzare pienamente il presente. Il godimento esposto è inteso come la valorizzazione di ogni singolo attimo.
Agire, inseguire attivamente i propri sogni, essere pronti ad accogliere il cambiamento senza aspettare, non sprecare alcun momento della nostra vita: ecco la chiave per il raggiungimento della felicità. Lasciar scorrere il tempo come un fiume, rimanendo seduti ad osservarne il corso non significa vivere.
La vita è mettersi in gioco, agire prontamente per raggiungere i propri sogni e prendere sempre una posizione. Vivere significa cogliere l’attimo.

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